4 Agosto 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 20 Ottobre 2017 14:26

Syd Barrett e la nascita del mito Pink Floyd

Syd Barrett e la nascita del mito Pink Floyd
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L'autore Redazione


Il 7 Luglio di 11 anni fa moriva, per un tumore al pancreas, Syd Barrett, cantautore, chitarrista e pittore britannico, nonchè fondatore dei Pink Floyd insieme a Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright.

La notizia della sua morte fu diffusa soltanto 3 giorni dopo, il 10 Luglio. Il giorno seguente, durante un concerto a Lucca, l’omaggio e la dedica di Roger Waters che, durante l’esecuzione di Wish You Were Here (brano a lui dedicato), fece in modo che apparissero, sul maxischermo, immagini della prima formazione dei Pink Floyd.

E’ evidente che non si possa parlare di Pink Floyd omettendo la figura di Syd Barrett: in primo luogo perchè, come si è detto, è stato il fondatore. Anche il nome (fluido rosa, in italiano) è sua invenzione. Proprio al nome è legato un curioso aneddoto: quando gli fu chiesto il perchè di questa scelta molto curiosa, Barretrispose che erano stati gli alieni a suggerirglielo (in realtà la scelta derivava dal nome dei suoi bluesmen preferiti: Pink Anderson e Floyd Council). Leggi l'articolo.

Ma l’influenza e l’importanza del compositore britannico non è dovuta ad un mero fatto formale: andando con ordine, Syd fu leader dei Pink Floyd dal 1965 al 1968, quando fu costretto a lasciare il gruppo per seri problemi mentali, che tra l’altro, dopo una breve carriera da solista, lo obbligarono a vivere in isolamento. In questi 3 anni, furono realizzati due album (The Piper at the Gates of Dawn e A Saucerful of Secrets) di cui il primo sotto la sua completa direzione (lo si nota nei numerosi passaggi psichedelici) e il secondo che vide la sua partecipazione in soli 4 brani (tra cui Jugband Blues, da lui scritto e cantato).

Ma concentriamoci sul primo dei due: nonostante sia un album che, concepito in questo modo, è nettamente antitetico rispetto all’intera discografia dei Pink Floyd, può essere considerato come la base della musica psichedelica. Volessimo creare un punto di partenza per il rock psichedelico, non saremmo blasfemi se considerassimo questo stesso punto di partenza The Piper at the Gates of Dawn. Un album molto controverso, che presenza testi bizzarri e che spaziano tra temi fiabeschi e spaziali. Non solo: secondo la critica, quest’album ha gettato le basi per la moltitudine di generi poi venutisi a creare (punk rock, noise rock, indie rock, etc.)

L'influenza del britannico sulla band, però, si manifestò anche negli anni successivi al suo obbligato abbandono: i suoi atteggiamenti, che iniziarono a cambiare tra il primo e il secondo album, divenivano sempre più controversi e insensati. Syd Barret rifiutava di farsi curare, e la sua malattia si tramutava in brutte prestazioni che obbligarono la compagnia Blackhill a cancellare un’intera scaletta dei Pink Floyd e a prenotare una vacanza al leader.

Con l’ingresso ufficiale di Gilmour nel 1968, la sua presenza divenne sempre più marginale fino all’abbandono nel 6 aprile dello stesso anno. Nonostante la presenza non fosse più fisica, continuava ad essere come una grande ombra che aleggiava sull’operato dell’intera band.

Wish You Were Here, Brain Damage e Shine On You Crazy Diamond sono tutti esempi celebri di brani a lui dedicati. In realtà, il tema della malattia mentale permeò in tutti gli album dei Pink Floyd, e Waters, suo grande amico fin dall’adolescenza, rimase enormemente influenzato – musicalmente parlando – dalla sua conoscenza.

La band non fu, però, l’unica ad essere influenzata dall’operato di Barrett: Paul McCartney, Blur, ma soprattutto David Bowie, suo grande ammiratore. Fu proprio quest’ultimo, che ammise di essersi ispirato alla sua genialità, a registrare una cover di See Emily Play.

Proprio a proposito della sua malattia, questa rimane un grande interrogativo, al momento non ancora chiarito del tutto: avanzate molte ipotesi, probabilmente Barrett soffriva di una semplice forma di epilesia (che provocava rari attacchi) ma che, dato l’utilizzo di droghe, si sarebbe amplificata.

Secondo altre versioni, invece, soffriva di schizofrenia o bipolarità. Un’ultima ipotesi, di recente formulazione, vedeva il britannico soffrire di sindrome di Asperger, una forma imparentata all’autismo che non compromette intelligenza e comprensione. (leggi l'articolo)

Sembra però essere del tutto irrilevante, 11 anni dopo la sua morte, considerare quale fosse la causa di una carriera così brillante purtroppo rovinata. Musicalmente parlando, molto della sperimentazione musicale e dei generi oggi affermati devono a Syd Barrett.

I Pink Floyd devono molto a Syd Barrett e chiunque sia amante della buona musica (nell’accezione più ampia del termine) deve a lui molto.

(fonte: di Bruno Santini_via Nefele - link)

 

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