4 Luglio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 29 Gennaio 2020 11:07

Metà pirata, metà artista: il talento di Georges Moustaky

Metà pirata, metà artista: il talento di Georges Moustaky
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L'autore Carlo Zannetti


Georges Moustaky, è stato un importante uomo di spettacolo di origine greca, naturalizzato francese, che dagli anni sessanta in poi, ha goduto meritatamente, di una notorietà internazionale nel mondo della musica (e non solo), sia come cantante, che come compositore ed autore.

A soli 18 anni si trasferì a Parigi, città nella quale, con buona volontà, studi e rare attitudini, da giovane cameriere straniero, si trasformò in breve tempo in un uomo di cultura (tra l’altro anche poliglotta), e in un artista poliedrico e carismatico.

Georges Moustaky, aveva tutte le carte in regola per diventare famoso, in un contesto storico molto diverso da quello di oggi, in un periodo nel quale (soprattutto in Francia), era davvero necessario essere curiosi, intelligenti, eruditi, dotati di reali capacità artistiche, per aspirare ad avere anche solo una qualche piccola possibilità di entrare nel difficile mondo dello spettacolo.

Giornalista, abile pianista e scrittore, in seguito anche pittore e attore, George Moustaky, il cui vero nome era Giuseppe Mustacchi, conobbe proprio a Parigi, nei primi anni ’50, il celebre cantautore Georges Brassens per il quale sembra nutrisse un’immensa stima, e successivamente,nel 1958, ebbe anche la fortuna di incontrare la famosissima Edith Piaf, impareggiabile cantante ed interprete musicale francese, alla quale propose molte canzoni proprie. Iniziò così una splendida e storica collaborazione tra i due, che portò all’uscita di molti successi, tra cui la bellissima“Milord” cantata dalla Piaf con testo di George Moustaky e musica di Marguerite Mannot.

Questa canzone fu ripresa e reinterpretata in italiano anche da Dalida nel 1961. Nella sua carriera di autore, Moustaky scrisse centinaia di canzoni, alcune delle quali destinate poi a diventare dei classici della canzone d’autore francese, e quindi interpretate in tutto il mondo non solo da lui, ma anche da Edith Piaf, Yves Montand, Serge Reggiani, Isabelle Boulay, Barbara e dalla nostra Milva (solo per citarne alcuni).

In Italia, lo ricordiamo tutti per il suo brano intitolato “ Lo Straniero” una versione in italiano di Le Métèque", con testo tradotto da Bruno Lauzi, datato 1969.

La canzone conquista il primo posto della classifica di vendita italiana rimanendoci per svariate settimane. È un brano meraviglioso, perché sembra essere una romantica lettera d’amore ma in realtà nasconde un inno allo status di straniero , dove “le métèque”  che in italiano significa“il meticcio” assume appunto il significato di straniero, il quale ovunque si trovi è naturalmente un vero cittadino del mondo, di un mondo quindi senza confini, un mondo in pace.

George Moustaky, scrisse anche la canzone “Il Rischio”, sigla di chiusura della trasmissione “Rischiatutto" nel 1970 - 1971, telequiz condotto da Mike Bongiorno, interpretòuna bella versione in francese intitolata “Marche de Sacco et Vanzetti” cover della memorabile “Here's to you”, capolavoro del 1971, con musica scritta da Ennio Morricone e testo di Joan Baez, e cantata dalla stessa Baez nella colonna sonora dell’indimenticabile film "Sacco e Vanzetti” del regista Giuliano Montaldo .

Nel 1998, Moustaky si offre alla recitazione, nel ruolo dell’Abate Faria, insieme ad attori del calibro di Gérard Depardieu, Inés Sastre e Ornella Muti (solo per citarne alcuni) nella miniserie televisiva, una produzione italiana, francese e tedesca, formata da 4 episodi , intitolata “ Il Conte di Montecristo” , ispirata al celeberrimo romanzo di Alexandre Dumas con la regia di Josée Dayan.

Georges Moustaki, è mancato nel 2013, all’età di 77 anni dopo aver vissuto una vita davvero sorprendente e dopo aver regalato alla storia della musica d’autore alcune pagine indimenticabili.

Pensando a lui e alla sua vita, mi viene in mente una bella frase della scrittrice francese Francoise Sagan che dice:” Larte deve prendere la realtà di sorpresa”.

È lo stesso testo della canzone che lo fece diventare famoso in Italia, “Lo Straniero”, che forse ci svela qualcosa della personalità di questo grande autore che ad un certo punto canta: Con questa faccia da stranierosono soltanto un uomo vero, anche se a voi non sembrerà, ho gli occhi chiari come il mare, capaci solo di sognare, mentre ormai non sogno più, metà pirata metà artista, un vagabondo un musicista, che ruba quasi quanto dà…”

Vera poesia!

 

  Carlo Zannetti - Onda Musicale

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