4 Agosto 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 28 Luglio 2020 09:18

Richard Wright: il tastierista dei Pink Floyd oggi avrebbe compiuto 77 anni

Richard Wright: il tastierista dei Pink Floyd oggi avrebbe compiuto 77 anni
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L'autore Redazione


Richard William Wright nasce a Londra il 28 luglio 1943 da una famiglia benestante. E’ stato un cantautore e compositore britannico, noto per aver suonato nei Pink Floyd, di cui fu cofondatore insieme a Syd Barret, Roger Waters e Nick Mason.

Il suo approccio alla musica avviene in modo curioso. In seguito ad una frattura avvenuta quando era adolescente, Richard ha il suo primo contatto con la musica, iniziando a suonare il pianoforte. Si ispira a Chet Baker e Miles Davis, i quali alla fine influenzeranno notevolmente il suo stile.

Passata l’adolescenza e considerata la sua attitudine per la musica, entra al London College of Music per perfezionare il suo stile e successivamente entra nella facoltà di architettura di Regent Streetdove conosce Nick Mason e Roger Waters.

I tre, insieme a Syd Barret, nel 1965 fondano i Pink Floyd, la progressive rock band destinata a diventare una delle formazioni più rivoluzionarie e amate di sempre. Ben presto Syd Barret è costretto ad abbandonare la band e al suo posto subentra David Gilmour.

Pur essendo molto impegnato con i Pink Floyd, nel 1976 realizza il suo primo disco come solista dal titolo “Wet Dream”, (leggi l'articolo) considerato dalla critica un lavoro di estrema raffinatezze e classe anche se non ottiene il successo sperato, probabilmente anche a causa di alcuni problemi personali di Wright.

A causa della sua dipendenza dalla droga, il bassista ed autentico leader dei Floyd, Roger Waters  lo esclude dalla pubblicazione di "Animals" nel 1977 e "The Wall" nel 1979. Non partecipa nemmeno alla realizzazione di "The Final Cut" del 1983 che è l’ultimo disco dei Pink Floyd con Roger Waters.

Nel 1987 partecipa invece alla realizzazione di "A Momentary Lapse of Reason" che è il primo disco dei Pink Floyd senza Waters.

Con l’abbandono del bassista Waters, Richard Wright viene reintegrato a pieno titolo nella band e contribuisce alla realizzazione di "Delicate sound of Thunder" nel 1988 e "Division Bell" nel 1994 in cui scrive ben cinque canzoni.

Nel 1996 pubblica il suo secondo disco come solista dal titolo “Broken China” e successivamente, nel 2005, partecipa alla realizzazione del disco di David Gilmour "On an Island" e al successivo tour mondiale che risulterà un successo clamoroso.

Possiamo certamente affermare che la voce e le armonie di Richard Wright hanno indubbiamente contribuito a creare quel “sound” inimitabile che è la musica dei Pink Floyd. Fra le tante sue canzoni ricordiamo "Us and them”, "The Grat Gig in the Sky", "Echoes", "Time".

Richard Wright muore di cancro a Londra il 15 settembre 2008.

David Gilmour lo ricorda cosi:

“Nessuno può sostituire Richard Wright. È stato il mio partner musicale e amico. Nelle discussioni su chi o cosa fossero i Pink Floyd, il contributo enorme di Rick negli ultimi periodi con Roger Waters è stato spesso trascurato. Era un tipo così gentile, modesto e riservato ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali, magiche componenti del nostro riconoscibile sound. Non ho mai suonato con nessuno come lui. L'armonia delle nostre voci e la nostra telepatia musicale sono sbocciate nel 1971 in Echoes. A mio giudizio tutti i più grandi momenti dei Pink Floyd sono quelli in cui lui è a pieno regime. Dopo tutto, senza Us and Them e The Great Gig in the Sky, entrambe composte da lui, cosa sarebbe stato The Dark Side of the Moon? Senza il suo tocco pacato l'album Wish You Were Here non avrebbe funzionato molto. Nei nostri anni di mezzo, per vari motivi lui ha perso la sua strada per qualche tempo, ma nei primi anni Novanta, con The Division Bell, la sua vitalità, brillantezza e humor sono ritornati e la reazione del pubblico alle sue apparizioni nel mio tour del 2006 è stata tremendamente incoraggiante, ed è un segno della sua modestia che quelle standing ovations siano giunte a lui come una grande sorpresa (sebbene non al resto di noi). Come Rick, non trovo facile esprimere i miei sentimenti con le parole, ma lo amavo e mi mancherà enormemente.”

 

 

  Stefano Leto 

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