Lunedì, 13 Gennaio 2020 10:57

Intervista a Daniele Ivaldi: esce il suo nuovo album “ Hear me from Heaven”

Intervista a Daniele Ivaldi: esce il suo nuovo album “ Hear me from Heaven”
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    L'autore Carlo Zannetti


    La prossima settimana esce il nuovo album di Daniele Ivaldi dal titolo “Hear me from Heaven”, una produzione di Beppe Aleo della storica etichetta discografica Videoradio, che vede la partecipazione straordinaria di Shel Shapiro.  

    L’album sarà disponibile a partire da venerdì 24 gennaio in digital download su tutte le piattaforme streaming ed è distribuito da self.it in formato fisico (CD) nei migliori negozi di dischi. Daniele Ivaldi ci propone una raccolta di alcuni brani, tratti musicali e fraseggi chitarristici, dedicati ad alcuni artisti internazionali.

    È il nuovo album di un chitarrista di talento che ha suonato e suona accanto ad alcuni dei più importanti artisti del panorama nazionale, una persona delicata, riservata, gentile, che ha avuto modo, nel corso di una carriera professionale quarantennale, di studiare un’infinità di accordi e di parti solistiche, ricercando nel tempo e nelle proprie riflessioni quotidiane una sua precisa dimensione artistica.

    Daniele Ivaldi è tecnicamente molto capace e quindi libero di spaziare tra i vari generi musicali con una sua originalità inconfondibile. Special Guest dell’album è Shel Shapiro, il quale canta con stile da vero fuoriclasse la canzone “Moon River” trasformandola così in una rarità musicale da non perdere.  

    Questa è la tracklist dell’album: Hear Me From Heaven”, “Fosse Una Samba”, ”Crazy Shape”, “Canyon Blues”, ”Moon River - feat. Shel Shapiro”, ”On The Road”, ”Alice”, ”Notte Andalusa.

    Daniele Ivaldi, artista dal tocco inconfondibile, in particolare tra live, sessioni di registrazioni, e manifestazioni televisive, ha modo di affiancare e/o di collaborare con Loredana Bertè, Sabrina Salerno, Scialpi, Roberto Soffici, Nico Di Palo, New Trolls, P.F.M, Sandro Giacobbe, Mango, Umberto Tozzi, Iva Zanicchi, Maurizio Vandelli, Shel Shapiro, Sergio Bardotti e molti altri.

    È un chitarrista, un arrangiatore, un compositore ed è principalmente noto al grande pubblico per il sodalizio artistico formato,a partire dal 2003, con Shel Shapiro, che accompagna, suonando le chitarre, in tutte le tournée, nelle sessioni di registrazione e nelle apparizioni televisive.

    Come sempre Daniele è stato gentilissimo ed ha risposto volentieri a tutte le nostre domande. 

    Ecco l’intervista:

     

    Musicista, autore, arrangiatore, come si definisce Daniele Ivaldi?

    “Sinceramente musicista, anche se una cosa non esclude l'altra. Tendenzialmente chi fa musica cerca prima o poi di scrivere ed arrangiare i pezzi.”

     

    Nel corso della tua carriera hai incontrato ed hai collaborato con tanti artisti. Vuoi ricordarne qualcuno in particolare?

    “Generalmente non mi piace parlare delle mie varie collaborazioni perché mi sembra di fare l'elenco della spesa, o comunque  di crogiolarmi dietro  questi nomi. Ma certamente, oltre a Shel Shapiro, di cui avremo sicuramente modo di parlare, vorrei citare il mio amico di sempre Nico Di Palo dei New TrollsCon lui ho lavorato per anni in studio, in tour e quindi - ci racconta Daniele Ivaldi - ho avuto modo di conoscerlo molto bene sia dal punto di vista musicale che da quello personale.  Come dico sempre: ‘Se suono male la chitarra è colpa sua’, visto che Nico ha sempre detto che chitarristicamente sono il suo erede. Una persona con un cuore immenso, avanti anni luce. È l'unico che è sempre riuscito a sorprendermi ogni volta che metteva le mani sullo strumento. Nico è anche il mio testimone di nozze”.

     

    Cosa rappresenta per te la musica?

    “Per me la musica, lo strumento musicale, hanno da sempre rappresentato tutta la mia vita, quasi in forma maniacale. La musica è quella che si dice che non ti tradirà mai anche se, secondo me, non è proprio così. Certo, ti dà tantissimo -continua Daniele Ivaldi - ti fa sentire giovane e forse ti aiuta anche a rimanerlo. Spesso però si rischia di perdere un po’ la cognizione del tempo, la musica è così importante ed affascinante che ti può portare in una dimensione diversa, puoi anche arrivare al punto di non renderti conto che nella vita si diventa adulti. Ma non si può vivere sempre da sognatori. Noi musicisti spesso abbiamo bisogno di persone che ogni tanto ci riportino con i piedi per terra, questo per non rovinare tutto, come spesso accade, specialmente in famiglia”.

     

    Ci puoi anticipare qualcosa del tuo nuovo album “Hear me from Heaven” in uscita il prossimo 24 gennaio per la storica etichetta Videoradio? Sono tutti brani musicali scritti da te? A cosa o a chi ti sei ispirato?

    “I brani che compongono l’album, sono tutti scritti da me, tranne il fantastico ’Moon Rivercantato magistralmente da Shel ShapiroC’è anche un medley di vecchie colonne sonore di film famosissimi, però riarrangiate da me, in chiave rock. Nei miei brani, ci sono piccoli richiami, voluti ovviamente, che riguardano alcuni chitarristi che sono entrati per sempre nella storia della musica, quelli che nel corso degli anni mi hanno maggiormente influenzato. Per quanto riguarda il medley, domina lo stile di Jeff Beck, per questo motivo in questo brano io entrorispettosamente con la mia chitarra, in punta di piedi, e con molta umiltàCerto  non voglio neanche per un secondo paragonarmi ad un genio come Beck, sarebbe assurdo”.

     

    Nel tuo nuovo album compare uno “special guest" d’eccezione, il grande Shel Shapiro, che interpreta una bellissima canzone . Siete amici?

    “Con Shel Shapiro siamo molto amici, e la nostra collaborazione musicale è ormai consolidata veramente da tanti anni di lavoro insieme (16 anni - n.d.r.). Il fatto che lui abbia cantato un pezzo nel mio CD, - prosegue Daniele Ivaldi - conferma assolutamente il rapporto di stima reciproca che ci lega. Chiaramente nel lavoro è necessario fare attenzione, perché la troppa confidenza non deve prevalere sul rispetto personale e sull’intesa professionale. È molto importante riuscire a rispettare i propri ruoli, anche perché credo che questo sia il solo modo di impostare un rapporto professionale serio, soprattutto per riuscire poi a renderlo negli anni il più proficuo possibile”.

     

    Che progetti hai per il futuro?

    “Prima di tutto cercherò di promuovere bene questo mio CD, e nello stesso tempo inizierò a fare serate con la mia band. Siamo in quattro, e devo dire di avere incontrato tre fantastici musicisti, che mi hanno da sempre spinto con entusiasmo a darmi da fare per realizzare questo progetto. Nel frattempo potrebbe succedere che Beppe Aleo, il mio discografico della Videoradio  e Videoradio Channel , possa anche decidere di produrre un nostro prossimo CD. Sarebbe bello, perché no?

     

       Carlo Zannetti - Onda Musicale

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