6 Agosto 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 23 Aprile 2020 10:37

Caterina Cropelli: la giovane cantautrice trentina si racconta al nostro giornale

Caterina Cropelli: la giovane cantautrice trentina si racconta al nostro giornale
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L'autore Stefano Leto


Caterina Cropelli nasce a Cles nella primavera del 1996. A tredici anni impara da sola a suonare la chitarra, strumento che non lascerà mai più. Durante gli anni del liceo studia pianoforte e inizia a farsi vedere, e sentire, nei locali delle valli trentine.

Nel 2016 Fedez la sceglie per la sua squadra, le “Under Donne”, a XFactor. Vissuta l’avventura al talent targato Sky, Caterina inizia a scrivere e a comporre il suo repertorio futuribile. Accompagnata dalla sua chitarra apre i concerti di grandi nomi della musica italiana come Cristina Donà, Eugenio Finardi, Irene Grandi, Gianluca Grignani, Enrico Ruggeri.

A giugno 2018 esce il primo inedito dal titolo “Non ti ho detto mai”, primo passo di questo nuovo cammino. Giugno 2019: è tempo di “O2”, con la produzione artistica di Clemente Ferrari (già arrangiatore per Max Gazzè e Fiorella Mannoia) che la accompagna anche al basso, tastiere e synt assieme a Davide Aru alle chitarre, Cristiano Micalizzi alla batteria e Gnu Quartet agli archi.

L’estate di Caterina trascorre piena di impegni sui palchi di diversi festival italiani in compagnia di Simone Cristicchi, Fabio Concato e Max Gazzè. Il 7 dicembre apre le danze a Carmen Consoli al Mart di Rovereto per il Concertone dell’Immacolata, presentando per l’occasione il suo terzo singolo “Quando”.

Il 27 marzo 2020 è uscito il suo primo disco di inediti (leggi l'articolo) su etichetta Fiabamusic e distribuito da Artist First, con la solida firma di Clemente Ferrari agli arrangiamenti.

L'abbiamo contattata per un'intervista.

 

QUANDO TI SEI AVVICINATA PER LA PRIMA VOLTA ALLA MUSICA?

"In realtà da che ne ho ricordo, già verso i tre/quattro anni ero una “canterina”, come mi chiamava mio padre quando durante i viaggi in macchina non la smettevo più di cantare. Per me era un’esigenza, e ora che rispondo a questa domanda mi è venuto un flashback di quando all’asilo - ci racconta Caterina - chiedevo alla maestra di mettere la cassettina a nastro con “I just called to say i love you” di Stevie Wonder… che meraviglia."

 

QUALI SONO LE BAND O I CANTANTI CHE TI HANNO INFLUENZATO NEL TUO PERCORSO DI CRESCITA PROFESSIONALE?

"Beh a questo punto inizierei proprio da Stevie Wonder, Lucio Battisti e i Beatles..Crescendo poi mi sono avvicinata al blues e al soul, Otis Redding, Donny Hathaway, Ray Charles e Aretha Franklin sono solo alcuni. In generale ascolto un po’ di tutto e ho un animo chiaramente pop, prendo spunto da quello che mi piace e metto insieme le cose." 

 

UN MOMENTO SIGNIFICATIVO PER LA TUA CARRIERA E’ CERTAMENTE LA TUA PARTECIPAZIONE AD X-FACTOR. CHE COSA RICORDI DI QUEL MOMENTO?

"Un’esperienza così forte e formativa sia dal punto di vista artistico che personale mi ha portata a capire di poter scrivere le mie canzoni (cosa che prima non facevo). Il mondo del cantautorato - prosegue la giovane cantante - è veramente tutto da scoprire e non avrei mai immaginato potesse essere così bello scrivere qualcosa di proprio." 

 

CON QUESTA GRANDE ESPERIENZA (X-FACTOR, MA ANCHE IN PRECEDENZA) HAI AVUTO L’OCCASIONE DI INCONTRARE MOLTI GRANDI MUSICISTI. COME TI SEI SENTITA AL COSPETTO DI QUELLI CHE PER TE, POCO PIU CHE VENTENNE, SONO QUASI DEI “MOSTRI SACRI”?

"Per me è veramente una grandissima fortuna aver potuto incontrare, osservare e confrontarmi con questi grandi artisti, direi che non c’è migliore scuola di questa. Quando ti capitano occasioni così - spiega la ragazza - non puoi far altro che ascoltare e apprendere come una spugna."

 

IN UN MOMENTO COSI’ PARTICOLARE QUALI PENSA DEBBA ESSERE IL RUOLO DEI MUSICISTI E COME VIVI LA TUA QUOTIDIANITA?

"Penso che la musica in questo momento sia un luogo importante per chi cerca rifugio, è anche per questo che abbiamo deciso di non rimandare l’uscita dell’album e devo dire che i messaggi d’affetto che stanno arrivando ci danno la conferma di aver fatto bene. Le giornate per ora stanno passando in fretta perché nonostante tutto c’è tanto lavoro da fare anche da casa…E poi nelle mie canzoni parlo spesso dello “scappare da me stessa”, forse questa è l’occasione buona per imparare a stare un po’ con me."

 

APPARTIENI ALLA NUOVA GENERAZIONE DI MUSICISTI, CHE IMPORTANZA DAI AI SOCIAL NETWORK E COSA NE PENSI DEGLI SPETTACOLI LIVE?

"Ai social ahimè non riesco ancora a farci l’abitudine, ma cerco comunque di impegnarmi perché se usati bene possono essere uno strumento di arricchimento. Penso sia importante utilizzarli per lanciare messaggi positivi e in questo momento - ci spiega Caterina -  per me sono veicolo di affetto e di scambio con le persone che apprezzano la mia musica. Li sto riscoprendo.  Il live resta però una delle mie cose preferite, lo scambio di sguardi e di vibrazioni, il conoscere gente nuova e nuovi luoghi, gli abbracci e le chiacchierate. Non vedo l’ora di poter tornare a fare tutto questo."

 

DA POCHI GIORNI E’ USCITO IL TUO PRIMO DISCO DI INEDITI (leggi l'articolo). RACCONTACI COSA RAPPRESENTA PER TE QUESTO PROGETTO MUSICALE.

"Questo disco per me è una chiamata a rapporto: è stato un po’ come ritrovarsi, è una rivincita, è libertà ritrovata. Scriverlo mi ha aiutata ad esternare le mie emozioni, è stato terapeutico. “Caterina” è l’inizio di tutto un mondo che devo ancora esplorare." 

 

AMMESSO CHE TU LO ABBIA, QUALE E’ IL TUO “SOGNO NEL CASSETTO”?

"Penso che i sogni nel cassetto non vadano raccontati, vanno costruiti e poi urlati una volta realizzati."

 

CHE PROGETTI HAI PER IL FUTURO E COME PROCEDERA’ LA PROMOZIONE DEL NUOVO DISCO VISTA ANCHE L’EMERGENZA IN ATTO?

"Appena tutto questo sarà finito si ritornerà live, con il tour di promozione che è stato posticipato a causa dell’emergenza, e penso sarà ancora più bello - conclude - grazie alla libertà che ritroveremo."

 

 

     Stefano Leto

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