30 Maggio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 13 Maggio 2020 12:03

Isabella Turso si racconta: intervista alla pianista trentina in attesa del nuovo album in uscita a maggio.

Isabella Turso si racconta: intervista alla pianista trentina in attesa del nuovo album in uscita a maggio.
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L'autore Salvatore Leo


Una pianista classica ma non la classica pianista”. Questa è l’intestazione che introduce la biografia di Isabella Turso sul suo sito personale.

E dobbiamo dire che la definizione calza a pennello alla musicista trentina, visto che, dopo gli studi al Conservatorio di Trento, ha avuto modo di sperimentare jazzpop, rock e perfino hip hop. Isabella, tra le altre cose, ha realizzato un album tributo al compositore di colonne sonore Pino Donaggio, intitolato "Omaggio a Donaggio”.

Si tratta di una storia e di una carriera che val la pena di conoscere, in attesa dell’uscita del suo nuovo album Big Break prevista per la fine di maggio.

 

Isabella Turso, nel tuo sito si legge “una pianista classica ma non la classica pianista”. Spiegaci perché ti definisci così?

"Sono fondamentalmente una sperimentatrice e ho bisogno di uscire spesso dalla comfort zone. Non sono capace di star ferma: questo modo di essere mi ha portato ad esplorare diversi generi musicali ed a sperimentare sempre cose nuove. Molti artisti temono di perdere la propria identità nell’uscire dalla propria zona di conforto, e quindi rinunciano a provarsi su altri terreni. Per me non è così, ho un bisogno continuo di muovermi e scoprire: mi interessa più il viaggio che il punto di arrivo."

 

Viene spontaneo chiedersi come fai a star seduta al piano…

"E’ una cosa che mi hanno fatto notare un paio d’anni fa, dopo aver pubblicato qualche video in cui mi si vede suonare cambiando continuamente posizione, non sempre comode. Questa è una conseguenza del mio bisogno costante di cambiare, anche mentre suono uno strumento di per sé comodo come il pianoforte. Questo è stato un vero problema per l'insegnante con cui ho iniziato. Nel corso della carriera accademica, per forza di cose, ho dovuto accettare un’impostazione tradizionale, ma appena ho potuto, non ho aspettato un minuto a dare sfogo alla mia indole. Ho raggiunto una certa tranquillità quando ho cominciato a scrivere la mia musica, a dare forma a quello che avevo dentro."

 

Hai reinterpretato colonne sonore di vari autori, con un omaggio esplicito a Pino Donaggio, sotto forma di album. Cosa ti attrae nell’arte cinematografica?

"Ho sempre avuto una creatività di tipo fotografico. Quando scrivo musica, traggo ispirazione da chiare immagini che ho in mente e le trasformo in suono. Alcuni miei brani originali sono particolarmente legati alla sfera visuale, e ciò mi avvicina molto al cinema. L’incontro con Pino Donaggio, nel suo studio veneziano, è stata un’esperienza meravigliosa. Tutto è iniziato con l’inserimento di un mio brano nella colonna sonora di “Passion” di Brian De Palma. Io per ringraziarlo ho scritto un arrangiamento del suo più grande successo da cantante Io che non vivo. Da lì è venuta l’idea di scrivere altri brani ispirati all’esperienza di Donaggio, soprattutto quella cinematografica. Il risultato è stato un album, Omaggio a Donaggio, che non contiene rivisitazioni, ma è piuttosto una raccolta di citazioni del lavoro del maestro in un contesto tutto nuovo."

 

Nel 2017 la collaborazione con il rapper Dargen D’Amico, per l’album Variazioni, ti porta a rapportarti con un genere che normalmente non viene associato al piano, l’hip hop. Esiste davvero questo spartiacque tra musica colta e musica giovanile?

"Sarebbe una bella cosa vedere la cosiddetta musica colta legarsi al mondo dei giovani. In questi ultimi anni la musica classica ha provato a rendersi più accattivante, senza però riuscire a rispondere al bisogno di rapidità e immediatezza tipica della cultura giovanile. La musica classica richiede tempo per poter essere apprezzata, e per questo deve reinventarsi ed escogitare nuove strade. Quello che ho fatto con Dargen D’Amico va proprio in questo senso: incontrandoci abbiamo scoperto di avere qualcosa di molto importante in comune, la voglia di sperimentare, collegando il mio lavoro pianistico con quello che lui sa fare con le parole, per arrivare al pubblico dei giovanissimi."

 

Che reazione hai percepito dai ragazzini quando hanno sentito la voce del loro idolo accompagnata da un pianoforte?

"Ancora oggi, a distanza di tre anni, mi bombardano di messaggi con cui condividono le nostre musiche: il segnale che quel disco piace ancora. Si diceva prima che c’è bisogno di tempo per apprezzare questo genere musicale: di fronte a questo lavoro i ragazzi il tempo se lo sono preso, il che non era affatto scontato. Ciò significa che l’obiettivo di arrivare ai giovani è possibile, se ci si reinventa."

 

Nelle prossime settimane uscirà il tuo nuovo disco, dal titolo Big Break, anticipato dal singolo Sliding Doors. Che disco dobbiamo aspettarci? Altre innovazioni o hai approfondito generi già esplorati?

"Questo è un album di solo pianoforte, in cui torno alle origini, io e il mio strumento. Ci sono 12 tracce di cui 9 originali e 3 arrangiamenti. C’è la musica per immagini, con un arrangiamento sul Nuovo Cinema Paradiso di Morricone, già disponibile in versione video su Internet: si tratta di un tema d’amore così bello che ho deciso di offrirlo al pubblico come antidoto ai tempi duri che stiamo passando a causa dell’emergenza sanitaria. C’è una rivisitazione di Oblivion di Astor Piazzolla, c’è un pezzo scritto su un tema suggerito da Pino Donaggio. L’album, che uscirà il 29 di maggio prossimo, è un riassunto di tutte le esperienze fatte in questi ultimi anni, che ho assorbito e raccolto in questo lavoro."

 

Quindi si tratta di una riflessione su te stessa...

"Il titolo Big Break in inglese ha il doppio significato di grande pausa e di grande occasione. È proprio quello che stiamo vivendo in questo periodo di sospensione delle nostre vite, in attesa che passi il pericolo. Per quanto mi riguarda ho cercato di raccogliere le mie esperienze e di riflettere su di me e su quello che posso fare nel futuro. Un momento di necessario ripensamento per cogliere quelle opportunità che ci consentiranno di migliorare noi stessi e di non ricadere negli errori del passato."

Nel frattempo Big Break è stato anticipato dal singolo Sliding Doors, già accessibile tramite il sito dell'artista (LINK). Si tratta ora di attendere il 29 maggio per ascoltare il lavoro completo dell’artista trentina.

 

Salvatore Leo - Onda Musicale

 

 

 

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