La Paul Butterfield Blues Band è stata una delle formazioni più rivoluzionarie della scena blues rock degli anni Sessanta, un gruppo che ha profondamente trasformato il panorama musicale americano attraverso un’interpretazione audace e innovativa del blues tradizionale.
Originaria di Chicago, la Paul Butterfield Blues Band nacque dall’incontro tra Paul Butterfield, un armonicista e cantante straordinario, e Elvin Bishop, un chitarrista che avrebbe successivamente intrapreso una brillante carriera solista.
Il gruppo si formò ufficialmente nel 1963 nei sobborghi di Chicago, dove Butterfield e Bishop frequentavano già da tempo i locali blues del South Side, imparando dai grandi maestri del genere come Muddy Waters e Howlin’ Wolf. La formazione originale comprendeva Paul Butterfield alla voce e all’armonica, Elvin Bishop e Mike Bloomfield alle chitarre, Jerome Arnold al basso, e Sam Lay alla batteria. Questa combinazione di musicisti bianchi e afroamericani rappresentava già di per sé un elemento rivoluzionario per l’epoca, un ponte attraverso culture musicali diverse.
Il loro stile musicale era una miscela straordinaria di blues tradizionale chicagoano e rock contemporaneo, con inflessioni jazz e improvvisazioni che li distinguevano dalla maggior parte dei gruppi blues del periodo
L’armonica di Butterfield possedeva una potenza e una tecnica mai sentite prima, capace di trasmettere una profonda carica emotiva e allo stesso tempo un’incredibile virtuosità strumentale. Mike Bloomfield, considerato uno dei migliori chitarristi della sua generazione, aggiungeva poi strutture armoniche complesse e assoli di rara intensità.
La band raggiunse il proprio apice artistico tra il 1965 e il 1967, pubblicando due album seminali: “Paul Butterfield Blues Band” e “East-West“, quest’ultimo considerato un vero e proprio capolavoro che anticipava le future sperimentazioni del rock psichedelico. Il brano “East-West“, in particolare, era una composizione rivoluzionaria che mescolava blues, jazz e riferimenti alla musica indiana, durava oltre 13 minuti e rappresentava una vera e propria rivoluzione musicale.
La loro influenza fu enorme
Furono tra i primi gruppi bianchi a suonare un blues autentico e a collaborare strettamente con musicisti afroamericani, contribuendo in modo decisivo all’integrazione culturale attraverso la musica. Parteciparono a festival leggendari come Monterey Pop e aprirono la strada a numerose band rock degli anni successivi, dai Grateful Dead agli Allman Brothers.
Tra le loro migliori canzoni, che meglio rappresentano la loro poetica musicale, ricordiamo: “Born in Chicago“, “East-West“, “Look Over Yonders Wall“, “Shake Your Moneymaker“, “Work Song“, “Got My Mojo Working“, “Blues with a Feeling“, “Mary Mary“.
La fine della Paul Butterfield Blues Band
La band si sciolse alla fine degli anni Sessanta, Paul Butterfield continuò come solista, Mike Bloomfield intraprese una brillante carriera da session man e Elvin Bishop divenne un affermato musicista blues rock.











