Musica

Gianni Rojatti con il nuovo EP “9222” (intervista)

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l'eclettico chitarrista italiano Gianni Rojatti

Dal 18 luglio 2025 è disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming 9222, il nuovo EP strumentale del chitarrista Gianni Rojatti, pubblicato da The Saifam Group.

“9222” il nuovo EP del chitarrista Gianni Rojatti è composto da tre brani che raccontano il desiderio di portare la chitarra rock più selvaggia nei contesti più inattesi, contaminandola con sonorità anni ’80, elettronica, derive cinematiche e urgenza punk. Scritto e inciso tra il 2022 e il 2023, questo lavoro rappresenta la natúrale evoluzione del linguaggio chitarristico di Rojatti: viscerale, imprevedibile, fuori dagli schemi.

In quel periodo, l’artista attraversava una fase di intensa attività musicale e creativa: l‘inizio della collaborazione live con Stewart Copeland, il tour con Steve Vai insieme ai DANG!, l’esordio come conduttore su Radiofreccia. Esperienze che lo hanno ispirato profondamente, spingendolo a esplorare nuovi territori sonori e a trasformare ogni limite in espressione.

Prodotto insieme a Daniel Fasano (DANG!, Salmo, dARI, Santi Francesi, Tommaso Paradiso), “9222” è la fotografia fedele di quella fase creativa esplosiva, sintesi di un approccio eclettico che attraversa rock, punk, metal, reggae, progressive ed elettronica. Un lavoro che incarna alla perfezione la sua attitudine: inquieta, contaminata, libera.

Ma la genesi di “9222” è stata segnata sia dal fervore musicale di quel periodo, sia da una perdita importante. Un lutto che ha investito quella musica nuova ed euforica, rendendola ancora più urgente. È da questo intreccio di esperienze intense, concentrate in un breve arco di tempo, che nasce la spinta a fissarle in musica: una fotografia sonora di un momento irripetibile. Questo volevano essere, fin dall’inizio, i tre brani di “9222”.

L’artista commenta così la nuova release:

“Ho scritto e registrato 9222 tra il 2022 e il 2023, in un periodo di grandi cambiamenti e ispirazioni per me. Nel 2022, sono entrato a far parte dei DANG! e ho iniziato a suonare con Stewart Copeland, batterista dei Police. Queste esperienze mi hanno influenzato profondamente e mi hanno spinto a esplorare nuove sonorità e stili musicali. La mia ricerca sonora si è ampliata grazie alla collaborazione con Marco Scipione e all’esperienza come conduttore radiofonico su Radiofreccia. Tuttavia, la scomparsa di mio padre all’inizio del 2023 ha cambiato tutto. Ho registrato i tre brani dell’ep con un rigore e una pragmaticità nuovi, cercando di preservare la solarità e la dolcezza dei ricordi. La produzione del lavoro è stata affidata a Daniel Fasano, che ha suonato le batterie e arrangiato i brani. Ho lasciato quelle canzoni in un cassetto per due anni ma oggi –  ritrovato la voglia di ascoltare e condividere quella musica – ho scoperto il mio io più autentico e ispirato. 9222 è il risultato di questo percorso, un EP che rappresenta la sintesi perfetta della mia attitudine creativa e musicale”

Abbiamo continuato la chiacchierata. Ecco l’intervista per Onda Musicale:

Partiamo dal titolo del nuovo EP “9222”, che significato ha?

È Top Secret.

Tre brani scritti tra il 2022 e il 2023, ma pubblicati solo ora: è stata più un’urgenza musicale – hai dichiarato di averli scritti di getto – oppure al contrario volevi essere sicuro del risultato che stavi cercando?

Sì, sono stati scritti e registrati di getto. Come per fare delle fotografie in musica di un periodo particolarmente intenso ed emozionante, in cui succedevano cose nuove e belle. Poi, quelle foto sono rimaste in un cassetto per un po’, fino a quando non mi è venuta voglia di rivederle e condividerle.

Un EP di musica strumentale: non è commercialmente “rischioso” da proporre sul mercato?

Non è un pensiero che mi condiziona.

Come è nata la collaborazione con Stewart Copeland dei Police?

Cercavano un chitarrista per il tour europeo e Claudio Dentes, storico produttore degli Elio e le Storie Tese, ha fatto il mio nome, sapendo che ero un fanatico dei Police. Gli sarò sempre grato. Ho esordito nella première europea dello spettacolo a Schwerin, in Germania, nel luglio 2022…

Sei impegnato nel tour mondiale di Police Deranged for Orchestra. Avresti voglia di portare in tour anche i tuoi brani?

No, perché è uno spettacolo dedicato alla musica dei Police, arrangiata in maniera meravigliosa da Stewart Copeland per le orchestre. Non vedo che pertinenza potrebbe avere la mia musica in questo contesto.

Lavorare a Radiofreccia quanto aggiunge in termini di ispirazione al tuo lavoro di musicista e quanto toglie in termini di tempo e realizzazione dei progetti?

Lavorare per Radiofreccia mi permette di essere sempre immerso nella musica: ne scopro di nuova che mi sprona a sperimentare, ne approfondisco di storica che continua a ispirarmi. Poi il rapporto con ascoltatori e colleghi (che ormai sono amici speciali) è fantastico. Non toglie in nessun modo tempo ai miei progetti, anzi.

Quali sono “le note di stile” – per citare il tuo programma radiofonico – nella musica di oggi?

La nota di stile che apprezzo in molto rock contemporaneo è che ci sono sempre meno barriere e confini tra gli stili. C’è molta contaminazione, ricerca sonora. Si usa la tecnica in maniera disinibita… ci sono grandi band che suonano da paura, curano ottime produzioni e scrivono belle canzoni.

Parlaci del progetto DANG!

Ecco… i DANG! Credo rappresentino lo stereotipo di band che ho appena descritto. Scrivono e suonano musica con l’unico desiderio di fare qualcosa di bello, che ti permetta di esprimerti senza regole, costrizioni o etichette… Esplorando suoni e pronunce diverse, pasticciando in maniera creativa e divertente tra metal, pop, punk, elettronica… Nei DANG! ho la fortuna di suonare con due dei musicisti più stilosi dell’universo: Marco Scipione al sax e Daniel Fasano alla batteria, che tra l’altro è stato il mio alter ego in 9222.

Greg Howe, Brett Garsed, Frank Gambale sono ancora i tuoi miti?

Francamente, non lo sono mai stati. Sono chitarristi superlativi, delle icone della fusion che è un genere che non è il mio. Certo, li ho studiati molto, li ho amati e mi hanno motivato nel migliorare con la chitarra. Ma in ambito musicale i miei miti sono altri: Sex Pistols, Police, Clash, U2… Tra gli italiani, Elio e le Storie Tese, De Gregori, Pino Daniele… Ecco, tra i chitarristi, se proprio dovessi citare dei miti, ti direi Steve Vai, Andy Summers, Steve Jones… e sicuramente il primo Paul Gilbert.

… e tu vorresti diventare un mito? Quale segno vorresti lasciare nel mondo dei chitarristi?

Al momento, piuttosto che un mito, sto lavorando per essere un sex symbol

Mi piacerebbe essere riconosciuto come uno che ha un suono, una pronuncia, un linguaggio suo. Magari estremo, ma estremamente personale.

Progetti futuri?

Il primo in cantiere è il prossimo disco dei DANG!

Biografia di Gianni Rojatti

Gianni Rojatti è un chitarrista italiano noto per il suo stile eclettico e la sua costante ricerca sonora, che spazia tra rock, elettronica, post-punk e sperimentazioni con distorsioni sintetiche. È una delle figure più singolari e riconoscibili del panorama rock strumentale italiano contemporaneo, capace di unire tecnica, personalità e una ricerca sonora estrosa e sorprendente.

Dopo aver iniziato la sua carriera con progetti come Dolcetti e Racer Café, Rojatti ha saputo evolversi in una direzione più sperimentale, senza mai rinunciare all’urgenza espressiva del rock. Attualmente, è impegnato nel tour mondiale di Police Deranged for Orchestra, il progetto sinfonico di Stewart Copeland che celebra il repertorio dei Police, e fa parte dei DANG!, un laboratorio sonoro strumentale che miscela elettronica, post-rock e crossover.

Accanto all’attività di musicista, Rojatti è anche giornalista musicale e collabora con Classic Rock e Prog. È inoltre una voce appassionata e autorevole di Radiofreccia, dove cura il programma “Note di Stile”, in cui racconta dischi, musicisti e strumenti con lo sguardo di chi il rock lo vive ogni giorno.

— Onda Musicale

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