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Ricordate il synth degli anni 80? Ecco 10 canzoni iconiche

I Duran Duran nel 1982.

Negli anni Ottanta il synth (o sintetizzatore) non era più uno strumento di nicchia, ma la voce stessa del pop e della new wave.

Ecco 10 successi internazionali in cui il synth è evidenziato nel suo ruolo da vero protagonista, con le specifiche macchine utilizzate e le curiosità di produzione. 10 canzoni capaci ancora oggi di evocare l’atmosfera futuristica e vibrante di quel decennio.

1. Just Can’t Get Enough – Depeche Mode

Just Can’t Get Enough è il terzo singolo estratto da Speak & Spell (1981), il primo album di Depeche Mode con Vince Clarke alla scrittura che cucì le linee di sintetizzatore con un Moog Prodigy e un ARP Odyssey. La melodia è contagiosa, costruita su bassi e pad che furono programmati con un Moog e un ARP, creando un tappeto sonoro perfetto per le radio di tutto il mondo. Il risultato fu un singolo orecchiabile che mise Depeche Mode sulla mappa del pop internazionale.

2. Sweet Dreams (Are Made of This) – Eurythmics

Nel 1983 Annie Lennox e Dave Stewart lanciarono Sweet Dreams con un riff di Roland Jupiter-8 gelido e una drum machine Oberheim DMX. Il contrasto tra voce soul e tappeto synth minimale ha ridefinito il sound della new wave, rendendo il brano uno standard del synth-pop anni ’80.

3. Take On Me – A-ha

Nel 1985, Take On Me divenne un fenomeno globale grazie al suo memorabile riff di synth e a un video in rotoscopio. Il celebre motivo di apertura è suonato con un Yamaha DX7, mentre un PPG Wave aggiunge squillanti armonie digitali. La produzione laboriosa durò mesi, con Morten Harket che registrò oltre cento take per ottenere il celebre falsetto finale.

4. Blue Monday – New Order

Blue Monday è il 12” più venduto di sempre, uscì nel 1983 e segnò un punto di svolta tra post-punk ed elettronica. Il cuore pulsante è un groove di drum machine Oberheim DMX, affiancato da sequenze di Prophet-5 e un basso sintetico filtrato. L’investimento nella copertina minimalista e nella lunga durata del brano sfidarono le convenzioni commerciali dell’epoca, oltretutto, facendo scuola nel mondo della dance music.

5. Tainted Love – Soft Cell

La reinterpretazione di Tainted Love da parte dei Soft Cell nel 1981, trasformò un pezzo soul anni ’60 in un inno synth-pop. Il duo composto da Marc Almond e Dave Ball costruì l’arrangiamento intorno a un Roland Jupiter-4 e a un vocoder Korg, donando alla voce malinconica un’aura artificiale. La scelta di un beat costante e di atmosfere un po’ cupe, contribuirono al successo planetario di questo pezzo desicamente iconico.

6. Hungry Like the Wolf – Duran Duran

Pubblicata nel 1982, Hungry Like the Wolf unisce le chitarre ai synth taglienti suonati da Nick Rhodes con un Roland Jupiter-8. Il riff principale si insinua tra le percussioni della Linn LM-1, regalando un’atmosfera selvaggia e metropolitana. La ciliegina sulla torta è il video, girato nello Sri Lanka, che ha accentuato l’appeal esotico di Duran Duran, spingendo il brano ancor di più nelle classifiche internazionali.

7. West End Girls – Pet Shop Boys

Registrato nel 1984 e ripubblicato con successo nel 1986, West End Girls è firmato Chris Lowe e Neil Tennant. Il tappeto di synth bass è opera di un Fairlight CMI, mentre i pad vellutati arrivano dal Roland Juno-60. Il contrasto tra il rap parlato di Tennant e l’eleganza dei suoni digitali dei Pet Shop Boys, ha catturato il ritratto urbano di Londra nel pieno degli anni ’80.

8. Don’t You Want Me – Human League

Don’t You Want Me è un classico che mischia storytelling e dialoghi vocali. I synth principali provengono da un Roland Jupiter-4 e da un Oberheim OB-X, utilizzati per basso, lead e pad. La struttura call-and-response tra Phil Oakey e le voci femminili, ci hanno regalato un pezzo degli Human League che è ormai senza tempo.

9. Cars – Gary Numan

Cars segnò il debutto solista di Gary Numan nel 1979, ma conquistò davvero le classifiche negli anni ’80. Il riff minimale del pezzo è basato su un Minimoog e su un ARP 2600, sovrapposti a una batteria elettronica preset del Korg KR-55. L’approccio freddo e marziale del synth creò un’immagine di Numan come icona robotica ante litteram.

10. Axel F – Harold Faltermeyer

Il Tema del film di Beverly Hills Cop firmato da Axel F è un concentrato di cinque strumenti elettronici. Faltermeyer utilizzò una LinnDrum per il groove, un Moog Modular per il basso, un Roland JX-3P per i fiati sintetici, il DX7 per le marimbe e uno Jupiter-8 per il lead incisivo. Il risultato fu un’ossessione radiofonica che ancora oggi richiama il brio di quel periodo.

(fonte: link)

— Onda Musicale

Tags: Depeche Mode, Duran Duran, Eurythmics, Pet Shop Boys, Human League, New Order, Soft Cell
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