I Blancmange nascono a Londra nel 1979 dall’incontro tra Neil Arthur (voce) e Stephen Luscombe (tastiere).
Il loro nome Blancmange, ispirato a un tipico dessert britannico simile a un budino (“blancmange”, in francese “mangiare bianco”), venne scelto in modo ironico: un titolo buffo e surreale che rifletteva lo spirito anticonformista e leggermente eccentrico della band.
Il loro genere musicale
Il duo si inserisce nel filone della new wave e del synth-pop degli anni ’80, accanto a formazioni come Depeche Mode, Yazoo e Soft Cell. I Blancmange si distinguono però per l’uso di influenze etniche e per un approccio sperimentale, mescolando melodie pop a sonorità elettroniche, ritmi dance e suggestioni provenienti dalla musica orientale.
Il successo negli anni ’80
La notorietà arriva nei primi anni Ottanta con una serie di singoli che scalano le classifiche britanniche:
- “Living on the Ceiling” (1982), con le sue percussioni mediorientali e l’uso di sitar, è diventato il brano simbolo del gruppo.
- “Waves” (1983), una ballata malinconica e atmosferica.
- “Blind Vision” (1983) e “Don’t Tell Me” (1984), entrambi accolti positivamente dal pubblico e dalle radio.
Gli album “Happy Families” (1982) e “Mange Tout” (1984) hanno consolidato la loro fama, portandoli a esibirsi in tour internazionali e a diventare una presenza fissa nei programmi televisivi musicali dell’epoca.
Scioglimento e ritorno sulle scene
Dopo il terzo disco “Believe You Me” (1985), la pressione del mercato e divergenze artistiche portarono il duo a sciogliersi. Luscombe e Arthur intrapresero progetti separati, ma il nome Blancmange non scomparve del tutto.
Nel 2011 il duo si riunì, pubblicando nuovi album che hanno confermato la loro vitalità creativa. Negli anni successivi, per motivi di salute Luscombe si è ritirato dalle attività live, lasciando Arthur a proseguire il progetto Blancmange con collaborazioni diverse.
Blancmange oggi
Oggi i Blancmange sono considerati una band di culto: apprezzati non solo per i loro classici anni ’80, ma anche per la loro capacità di rinnovarsi con produzioni più mature e sperimentali. La loro musica continua a influenzare artisti contemporanei della scena elettronica e synth-pop.

Alcune curiosità
- Per quanto riguarda i loro videoclips, quello di Lose your love appare brevemente nel film del 1986 The Flight of Navigator (in italiano intitolato semplicemente Navigator).
- Per poco tempo fece parte della band anche il batterista Laurence Stevens, che fu però rimpiazzato ben presto da una drum machine: non bisogna pensare che i Blancmange siano però stati un gruppo pop chiuso nei cliché musicali del periodo: i due amavano molto sperimentare, come dimostra l’uso, nei loro album, di strumenti “alternativi” come il sitar, o di sonorità più “classiche”.
- Dopo lo scioglimento della band, entrambi i membri si sono dati a progetti solisti: Luscombe realizzerà un album nel 1989 sotto il nome West Indian company, Arthur nel 1994 pubblicherà l’album solista Suitcase.








