Venerdì 5 settembre 2025 lo Sferisterio di Macerata ha accolto uno degli appuntamenti più attesi della stagione musicale: il concerto di Steve Hackett, leggendario chitarrista dei Genesis e instancabile protagonista della scena progressive rock internazionale.
Alle 21:00 in punto, Steve Hackett e la sua band hanno dato vita a uno spettacolo che ha saputo unire emozione, virtuosismo e grande cura artistica, conquistando il pubblico con un percorso musicale suddiviso in due atti.
Set 1: la forza della carriera solista
La serata si è aperta con una panoramica sulla produzione solista di Hackett, in particolare sui brani più recenti. Da People of the Smoke a Circo Inferno, passando per These Passing Clouds e The Devil’s Cathedral.
Ogni esecuzione ha confermato la capacità del chitarrista di rinnovarsi senza mai perdere il legame con la sua cifra stilistica, impreziosita da virtuosismi mai fini a se stessi, ma a supporto della musica come tapping e swipe picking.
Immancabili i classici Every Day e A Tower Struck Down, arricchiti da rinnovati arrangiamenti dal vivo, ricchi di sfumature e dettagli che hanno esaltato tanto la precisione tecnica quanto l’inconfondibile sensibilità melodica di Hackett.

Set 2: il ritorno a The Lamb Lies Down on Broadway
Dopo una pausa di circa quindici minuti, la band è tornata sul palco per un’immersione nello storico concept album dei Genesis, The Lamb Lies Down on Broadway (1974), considerato una pietra miliare del progressive rock.
Dalla title track fino alla struggente Carpet Crawlers, passando per Fly on a Windshield, Hairless Heart, Lilywhite Lilith e It, Hackett ha guidato il pubblico in un viaggio sonoro denso di pathos e nostalgia, condita quest’ultima dal timbro vocale di Nad Sylvan molto vicino a Peter Gabriel, rievocando i fasti dei primi anni 70.
Un finale da brividi
Il momento topico è giunto con una versione integrale ed estesa della celeberrima Supper’s Ready, suite monumentale della durata di quasi 23 minuti tratta dall’album Foxtrot (1972).
L’intensità dell’esecuzione, l’interplaying della band e la straordinaria padronanza strumentale di Hackett, ha trasformato lo Sferisterio in una cattedrale sonora, impreziosita dal suggestivo impianto di luci psichedeliche ad abbracciare le antiche membra dello Sferisterio.
A chiudere la serata, come un sigillo immancabile, l’assolo immortale di Firth of Fifth, che ha sollevato l’entusiasmo del pubblico in un interminabile standing ovation per tutta la band.
Un concerto memorabile
Il concerto di Steve Hackett a Macerata non è stato solo un omaggio alla storia dei Genesis, ma anche la testimonianza della vitalità di un artista che continua a scrivere pagine nuove e preziose del rock progressivo. Lo Sferisterio, con la sua suggestiva cornice architettonica, ha reso l’evento ancora più indimenticabile: una serata che resterà scolpita nella memoria degli appassionati.
La band
Roger King (tastiere), Craig Blundell (batteria e voce), Rob Townsend (sax e flauto), Jonas Reingold (basso e chitarra), Nad Sylvan (voce).











