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Intervista agli “Origami” per il loro nuovo progetto

La band degli Origami

Gli Origami presentano il loro nuovo progetto con un approccio ancora più curato alla scrittura, alla produzione e alla dimensione visiva dei brani

Dalla composizione dei riff e dei testi alla definizione di un suono distintivo che fonde tradizione e aggressività, la band degli Origami ha perfezionato ogni dettaglio, dando vita a brani capaci di dialogare con il pubblico sia in studio che dal vivo. L’uso di strumenti classici con accordature non convenzionali e la collaborazione con il produttore Divi hanno permesso di rendere più leggibili e incisive le immagini evocative dei testi, mentre la componente visiva delle carte da gioco trasmette un’atmosfera vintage che arricchisce l’esperienza complessiva del progetto.

Come nasce la fase di scrittura di un brano degli Origami?

Per quanto riguarda la fase di scrittura, i brani partono generalmente da Marco (voce e chitarra) e successivamente la direzione del brano viene studiata insieme in sala prove. Non c’è mai una regola precisa: alcuni brani nascono da un riff di chitarra, altri da un testo e una melodia, altre volte da cantilene senza un significato o direzione chiara.

Come avete definito il vostro suono e la strumentazione?

Per il comparto ritmico abbiamo utilizzato la combinazione supraphonic e cassa da 24, mentre per il basso la configurazione nasce dallo stoner e dall’alternative rock, usando un combo Ampeg con cassa Classic e testata SVT, con pedali Darkglass per il tocco più pieno. Le chitarre sono strumenti classici (Fender, Tele, Jazzmaster, SG, Les Paul) settati con accordatura C# drop, amplificati con teste Orange Rockerverb. È un suono che unisce tradizione e cattiveria, conferendo ai brani carattere vintage ma aggressivo.

Come gestite i brani dal vivo?

Ogni brano porta con sé un proprio modo di essere cantato in live. A volte rimaniamo fedeli al registro studio, altre volte preferiamo un approccio che inviti al dialogo con il pubblico. In studio il lavoro è certosino e faticoso, ma ci siamo divertiti parecchio in questo progetto.

Chi scrive i testi e come li sviluppate?

Generalmente i testi vengono scritti da Marco. Ha sempre un approccio colmo di immagini, che aiuta l’ascoltatore a immedesimarsi senza fornire indicazioni precise. In brani come “Ora D’Aria”, “Nel Buio” e “Vivere” abbiamo definito meglio queste immagini grazie anche all’aiuto esperto di Divi.

Che ruolo ha il comparto visivo nel vostro progetto?

Il comparto visivo è fondamentale. Abbiamo scelto di comunicare attraverso figure sulle carte da gioco, creando un’atmosfera vintage legata al gioco d’azzardo e alle bische clandestine. La copertina di “Ora D’Aria” raffigura una chiave, simbolo di speranza e di possibilità di sbloccare momenti apparentemente bloccati.

— Onda Musicale

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