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The Gun Club: i pionieri del punk blues americano

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The Gun Club

Nel cuore pulsante della scena punk di Los Angeles degli anni ’70, dove l’energia cruda del rock si mescolava con l’urgenza della ribellione giovanile, nacque una band destinata a ridefinire i confini del genere: The Gun Club.

The Gun Club sono un gruppo americano formatosi nel 1979 e attivo fino al 1996, guidato dal carismatico e tormentato Jeffrey Lee Pierce. La loro storia è un viaggio attraverso il caos creativo, le dipendenze e l’innovazione musicale, che li ha resi pionieri di un suono ibrido e viscerale.Tutto iniziò con un’idea ambiziosa. Jeffrey Lee Pierce, nato nel 1958 a Montebello, California, era un appassionato di musica fin da adolescente.

Ex capo del fan club di Blondie a Los Angeles, Pierce era affascinato dal punk ma sentiva che mancava qualcosa: un legame più profondo con le radici americane

Influenzato dal Delta blues di Robert Johnson, dal rockabilly selvaggio e dal country polveroso, decise di fondere questi elementi con l’aggressività punk. Il precursore della band fu The Cyclones, un breve esperimento rockabilly guidato dalla cantante Pleasant Gehman, che durò solo uno show all’iconico Gazzarri’s sulla Sunset Strip, con The Go-Gos come atto di apertura. Gehman se ne andò presto, e Pierce prese il microfono.

Alla fine del 1979, il gruppo si riformò come The Creeping Ritual, con Pierce alla voce e chitarra, Brian Tristan (noto come Kid Congo Powers) alla chitarra solista, Don Snowden al basso (allora critico musicale per il Los Angeles Times) e Brad Dunning alla batteria

Suonavano in piccoli locali, spesso ristoranti cinesi della zona, aprendo per band punk della prima ondata come X e i Circle Jerks. Ma il nome “The Creeping Ritual” non convinceva. Fu allora che entrò in scena Keith Morris, cantante dei Circle Jerks e coinquilino di Pierce: suggerì “The Gun Club“, ispirato a un verso di una canzone di Jeffrey. Il cambio avvenne nell’aprile 1980, e con esso arrivò una nuova formazione più solida: Pierce, Kid Congo Powers, il bassista Rob Ritter e il batterista Terry Graham.

The Gun Club propongono un genere unico, spesso etichettato come punk blues o tribal psychobilly blues

È un’esplosione di punk rock grezzo, intriso di blues del Sud, rockabilly ipnotico e country oscuro. Immaginate il frastuono elettrico del punk newyorkese degli Stooges fuso con l’anima tormentata del blues delta, il tutto filtrato attraverso l’atmosfera sporca e psicotica di Los Angeles. I loro testi, scritti da Pierce, evocano immagini di amore tossico, violenza e redenzione sudista, con un’energia che trasuda pericolo e seduzione. Non era revivalismo nostalgico, ma una “rivoluzione” che portava il blues nel cuore del punk, influenzando generi come il No Depression e l’alternative country.

Il debutto arrivò nel 1981 con l’album Fire of Love, registrato per la Ruby Records e prodotto da Chris D. (il batterista dei Flesh Eaters)

Fu un’esplosione: tracce come “Sex Beat“, “She’s Like Heroin to Me” e “For the Love of Ivy” catturarono l’essenza del loro suono – chitarre taglienti, ritmi ossessivi e la voce urlata di Pierce, un misto di disperazione e magnetismo. L’album divenne un cult, vendendo poco ma ispirando generazioni. Seguirono tour estenuanti, inclusi opening per i Cramps e i Blasters, che consolidarono la loro reputazione nella scena hollywoodiana degli anni ’80. Nel 1982, il gruppo firmò con Animal Records, etichetta sussidiaria di Chrysalis gestita dal chitarrista di Blondie Chris Stein, e si trasferì temporaneamente a New York per registrare il disco Miami.

Prodotto da Stein, con cori di Debbie Harry (sotto pseudonimo), l’album esplorò un sound più cupo e psichedelico, con hit come “Fire in the Western World”

Ma le tensioni interne esplosero: Ritter lasciò per unirsi ai 45 Grave, sostituito da Patricia Morrison (ex Bags). Kid Congo Powers se ne andò per entrare nei Cramps, rimpiazzato da Ward Dotson. Il caos culminò in un tour australiano nel 1984, segnato da litigi e l’uscita di Morrison, che portò allo scioglimento temporaneo nel gennaio 1985. Pierce, esausto e alle prese con dipendenze, rimase a Londra con la fidanzata Romi Mori.

La band tuttavia non morì

Nel 1986, Pierce riformò The Gun Club con Powers (tornato dai Nick Cave & The Bad Seeds), Mori al basso e Graham alla batteria. Nacquero album come Mother Juno (1987), un capolavoro gotico con influenze swamp rock, e Pastoral Hide and Seek (1990), più intimo e ballad-oriented. Seguì Lucky Jim (1993) e Arabia Mountain (1993), ma la salute di Pierce peggiorava: alcol, eroina e un ictus lo consumavano. Nel 1995, con una formazione che includeva di nuovo Powers e il bassista Randy Bradbury, suonarono pochi show.

Il 31 marzo 1996, Pierce morì a 37 anni per un’emorragia cerebrale durante una visita al padre in Utah

The Gun Club si sciolsero definitivamente. Influenzarono artisti come i White Stripes (Jack White citò “Sex Beat” come un inno da insegnare nelle scuole), Mark Lanegan, Nick Cave e band come Dead Moon o X. Il loro punk blues aprì la strada a fusioni genre-bending, dimostrando che il punk poteva essere roots e rivoluzionario allo stesso tempo.

Formazione attuale dei The Gun Club

  • Dinah Cancer – voce (1979-1990, 2004-presente)
  • Tom Coyne – batteria (2008-presente)
  • Brandden Blackwell – basso (2009-presente)
  • Frank Agnew – chitarra (2010-presente)
  • Dylan Thomas – chitarra (2014-presente)

— Onda Musicale

Tags: Nick Cave/Stooges
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