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La musicista della settimana: Charlotte Martin

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Charlotte Martin è una cantautrice e pianista che ha saputo fondere la sua formazione operistica classica con sonorità moderne e sperimentali, creando un sound inconfondibile che l’ha portata a collaborare con alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale.

Nata il 31 ottobre 1976 a Charleston (Illinois), Charlotte Martin è cresciuta in una famiglia profondamente musicale. Suo padre, Joe Martin, era un rispettato professore di musica presso l’Eastern Illinois University, specializzato in strumenti a fiato, mentre sua madre aveva una laurea in canto e pianoforte e aveva insegnato musica corale e K-12 per oltre un decennio. I suoi genitori si erano conosciuti nel 1975 in un piano bar dove la madre si esibiva ogni giovedì, venerdì e sabato.

Charlotte Martin iniziò a suonare il pianoforte da bambina, immergendosi nelle opere di Bach e Rachmaninoff

Seguendo le orme del padre, si iscrisse all’Eastern Illinois University dove si laureò nel 1998, specializzandosi in opera come soprano di coloratura. Durante gli anni universitari, Charlotte Martin visse esperienze che avrebbero segnato profondamente la sua vita e la sua arte: dalla convivenza con una coinquilina gotica al dramma dei tipici problemi universitari, fino al tragico suicidio di due amici intimi.

Fu proprio per il funerale della sua migliore amica, vittima di suicidio, che Charlotte Martin scrisse la sua prima canzone. Da quel momento, la musica divenne il suo rifugio, il mezzo attraverso cui elaborare il dolore e dare voce alle emozioni più profonde. Nonostante la formazione classica, scoprì il rock solo durante gli anni universitari, trovando ispirazione in artiste come Tori Amos, Kate Bush e Fiona Apple, che sarebbero diventate i suoi principali punti di riferimento stilistici.

Il trasferimento a Los Angeles

Nel 1999, determinata a fare della musica la sua carriera, Charlotte Martin compì il passo decisivo: si trasferì a Los Angeles. Il suo primo album, “Mystery, Magic & Seeds” (1998), scritto in seguito alla morte dell’amica, rimase un lavoro che l’artista oggi considera giovanile, ma che segnò l’inizio del suo percorso compositivo.

Nel 2000 firmò il suo primo contratto discografico con Bong Load/RCA Records. Lavorò al suo album “One Girl Army” con il produttore Tom Rothrock (noto per aver lavorato con Beck e Foo Fighters), ma proprio quando le cose sembravano decollare, l’etichetta decise di non pubblicare il disco. I master di questo album rimasero proprietà della RCA, ma Charlotte pubblicò comunque un EP con lo stesso titolo contenente alcune selezioni dal full-length.

Tuttavia, Charlotte non si arrese. Nel 2002, pubblicò in modo indipendente un EP in edizione limitata chiamato “Test-Drive Songs“, contenente otto tracce. Nel 2003, tornò su RCA con l’EP “In Parentheses“, le cui melodie oniriche attirarono paragoni con Fiona Apple e Kate Bush.

Il 10 agosto 2004 arrivò finalmente “On Your Shore”, il primo album completo di Martin su una major label

Fu pubblicato un video per il singolo “Every Time It Rains” e, per promuovere l’album, Charlotte partecipò al tour “Chicks with Attitude” insieme a Liz Phair, The Cardigans e Katy Rose.

Tuttavia, la relazione con RCA si rivelò creativa mente limitante. Charlotte Martin continuava a scrivere e registrare nuovo materiale, ma sentiva il bisogno di maggiore libertà artistica. Nel 2005 prese la decisione coraggiosa di lasciare l’etichetta, una scelta che le permise finalmente di realizzare la sua visione artistica senza compromessi. Rilasciò due EP attraverso la sua etichetta indipendente Test-Drive Records: “Veins” a novembre e “Darkest Hour“, che includeva una cover di “Judas” dei Depeche Mode.

L’incontro con Ken Andrews

Durante questo periodo lavorò a stretto contatto con Ken Andrews, ingegnere del suono e produttore noto per le collaborazioni con Pete Yorn, Beck e per essere stato membro dei Failure e Year of the Rabbit. Andrews divenne il suo collaboratore principale e, a settembre 2005, i due si sposarono in una cerimonia tutt’altro che tradizionale: invece della marcia nuziale, Charlotte camminò verso l’altare sulle note di “Plainsong” dei Cure, in una cerimonia celebrata sul bordo di una scogliera.

Il 1 maggio 2006, Charlotte Martin pubblicò “Something Like a DVD“, un DVD di registrazioni dal vivo, seguito il 12 settembre dello stesso anno da “Stromata“, il suo secondo album completo, pubblicato sulla Dinosaur Fight Records, l’etichetta creata insieme al marito. L’album mostrava un suono più oscuro e sperimentale rispetto al predecessore, con tastiere e strumenti elettronici predominanti nel mix, allontanandosi dalla sensibilità più acustica e basata sul pianoforte di “On Your Shore“.

Collaborazioni internazionali

La versatilità di Charlotte Martin come compositrice, arrangiatore e vocalist le ha permesso di collaborare con artisti di prim’ordine della scena internazionale. Ha co-scritto e contribuito con la voce a “Sweet Things” nell’album “Elements of Life” di Tiësto nel 2007, dimostrando la sua capacità di muoversi anche in territori dance ed elettronici. Ha lavorato con i Crystal Method su “Glass Breaker“, inclusa nella colonna sonora del film “London” del 2005, e con BT su “Feed the Monster“.

Ha anche collaborato con Ben Lee, co-scrivendo e suonando il pianoforte in “Is This How Love’s Supposed to Feel” dall’album “Ripe” del 2007. La sua voce è presente nell’album “The Everglow” dei Mae, nelle tracce “Prologue” ed “Epilogue“, e ha contribuito con le voci aggiuntive alla canzone “Inhuman” dei Thousand Foot Krutch.

Nel mondo dei videogiochi, Charlotte Martin è la vocalist e pianista e co-autrice della canzone “Greater Lights” nella colonna sonora di “Advent Rising“. Ha anche registrato “Bring On the Day” per il film “Sweet Home Alabama“. Le sue canzoni hanno trovato spazio in numerosi programmi televisivi.

Il 1 febbraio 2011 uscì “Dancing on Needles”, probabilmente l’album più intenso e personale di Charlotte Martin

Prodotto dal marito Ken Andrews, il disco traccia la straziante battaglia dell’artista contro la nevralgia intercostale, un disturbo nervoso che l’aveva lasciata incapacitata per gran parte dell’anno precedente. I primi sintomi della malattia risalgono all’autunno 2009. All’epoca, Charlotte era tra due album e stava tornando al ritmo di registrazione e performance dopo la nascita del figlio nel 2008. La maternità aveva causato una sorta di crisi d’identità per Charlotte, che faticava a trovare l’artista nella madre che era diventata, chiedendosi se potesse essere entrambe le cose.

Nell’autunno 2009 era in costante sofferenza per il dolore. Vedeva innumerevoli medici, riceveva diagnosi errate e le venivano prescritti infiniti farmaci. Niente sembrava aiutare. Non poteva nemmeno allattare o sollevare il suo bambino. Come nuova madre, questo era devastante. Incapace di stare in piedi o seduta al pianoforte per periodi prolungati, fu costretta a scrivere e registrare l’album a pezzi nel corso di un anno. Nonostante il processo arduo, riuscì a creare un album bellissimo e caldo sulla fede, la speranza e l’amore.

Durante la registrazione di “Dancing on Needles“, miracolosamente, Charlotte rimase incinta della sua seconda figlia, nata nel marzo 2011. Anche suo padre, che aveva vissuto gravi problemi di salute, fece fortunatamente (se non miracolosamente) una completa guarigione.

Dopo “Dancing on Needles”continuò a pubblicare musica

Seguirono “Hiding Places” nel 2012, “Water Breaks Stone” il 25 febbraio 2014, e “Rapture” nel maggio 2017. Nel 2009 aveva anche pubblicato l’album strumentale per pianoforte “Piano Trees“, e nel 2007 “Reproductions“, un album di cover che include reinterpretazioni di “Obstacle 1“, “Bizarre Love Triangle” e “Cloudbusting” di Kate Bush.

Tuttavia, la vita personale di Charlotte stava attraversando cambiamenti significativi. Nel 2017, divorziò da Ken Andrews dopo dodici anni di matrimonio e due figli insieme. Nello stesso anno, il 27 marzo, annunciò che non avrebbe più fatto tournée, preferendo concentrarsi sulla maternità. Tenne un tour d’addio tra marzo e maggio 2017.

Dopo vent’anni nell’industria musicale, durante i quali pubblicò 18 album e girò il mondo, Charlotte Martin decise di aprire la propria scuola di musica

La sua esperienza unica come cantante lirica che ha avuto una carriera di vent’anni nel rock/pop le ha permesso di sviluppare il “Charlotte Martin Vocal Method“, un metodo di insegnamento vocale basato sulla sua transizione dall’opera al pop.

Oggi Charlotte Martin divide il suo tempo tra l’insegnamento e la cura dei suoi due figli. Ha creato esercizi per “de-addestrare” la sua voce dall’opera al teatro musicale fino al suo sound originale, e ha deciso di scrivere un libro su questo processo, insegnando il suo metodo a cantanti in 14 paesi del mondo. Ha anche sviluppato un curriculum pianistico chiamato “Something Like A Piano Method” che insegna ai musicisti a suonare il pianoforte a orecchio e tramite spartiti di accordi, lo standard contemporaneo dell’industria musicale.

La sua scuola, Something Like Academy (SLA Music School), offre una varietà di corsi e servizi, dalla formazione vocale classica alle lezioni di pianoforte, dalla composizione al co-writing professionale. Charlotte continua anche a collaborare con artisti emergenti attraverso servizi di management e sviluppo artistico. Nel 2023, Charlotte ha sorpreso i suoi fan con il rilascio di “Knives & Bouquets“, un EP che segna un ritorno al suo stile più classico, dimostrando che, nonostante la pausa dalle tournée, la sua creatività artistica rimane intatta.

Esempio straordinario di resilienza artistica e personale

Con una carriera che abbraccia oltre due decenni, Charlotte Martin ha saputo navigare le difficoltà dell’industria musicale, superare gravi problemi di salute, affrontare cambiamenti personali profondi, e reinventarsi come educatrice e mentore per la prossima generazione di musicisti.

La sua musica, caratterizzata da arrangiamenti pianistici complessi che richiamano la sua formazione in Bach e Rachmaninoff, uniti a testi di precisione chirurgica e una voce che può essere sia eterea che potente, ha lasciato un segno molto profondo nella scena alternative e piano rock. Riviste come “Details” l’hanno definita “una performer seducente” e “una paroliera esperta che scrive con precisione chirurgica“, mentre “Performing Songwriter” l’ha elogiata come “una narratrice nata e vocalist toccante“.

Charlotte Martin ha condiviso i palchi con artisti del calibro di Liz Phair, Pete Yorn, Damien Rice e Jason Mraz, e ha dimostrato che è possibile essere sia un’artista seria e sperimentale, sia accessibile al grande pubblico. La sua storia è quella di una musicista che ha sempre seguito la sua visione artistica, anche quando questo significava prendere decisioni difficili, e che ha sempre messo l’autenticità e l’integrità artistica al primo posto.

— Onda Musicale

Tags: Beck/Jason Mraz
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