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The Pineapple Thief: la band che ha ridefinito il prog rock moderno

The Pineapple Thief nascono nel 1999 a Yeovil (Somerset – Regno Unito), su iniziativa di Bruce Soord, che aveva appena visto sciogliersi il suo gruppo precedente, i Vulgar Unicorn.

Quello che inizialmente era concepito come un semplice progetto solista per dare sfogo alla creatività di Soord, si è trasformato in una delle band progressive rock più stimate della scena contemporanea.

Il primo album, “Abducting the Unicorn“, pubblicato su Cyclops Records nel 1999, generò un interesse sufficiente a stabilire una piccola ma fedele base di fan. Ma fu solo con il terzo disco che la band avrebbe trovato il suo vero riconoscimento.

La storia del nome “The Pineapple Thief” è tanto insolita quanto affascinante

Bruce Soord racconta che nel 1999, mentre guardava il film indipendente americano “Eve’s Bayou” con la sua fidanzata (ora moglie), ci fu una scena in cui una ragazza rubava un ananas. Qualcuno nel film gridò “I can see you pineapple thief” (ti vedo, ladro di ananas). Dopo alcuni bicchieri di vino, Soord esclamò: “Quello andrà bene come nome!

Inizialmente la band si chiamava semplicemente “Pineapple Thief“, ma Soord aggiunse l’articolo “The” dopo il terzo album, in parte per evitare i costanti paragoni con i Porcupine Tree, entrambi contraddistinti dalle iniziali “PT” e da nomi che evocavano elementi spinosi. Il nome è stato scelto per la sua natura giocosa e misteriosa, che riflette perfettamente la musica della band: sperimentale e imprevedibile.

I primi tre album (1999-2003)

I primi tre album dei Pineapple Thief furono tutti album solisti di Bruce Soord. Fu “Variations on a Dream” (2003) a portare finalmente l’attenzione che Soord meritava, convincendolo a trasformare il progetto in una vera e propria band.

La formazione definitiva (2002-2005)

Nella primavera del 2002, Soord decise di cambiare completamente la line-up: la nuova band era composta dai suoi amici musicisti più stretti, tra cui Jon Sykes al basso, Wayne Higgins alle chitarre, Matt O’Leary alle tastiere e Keith Harrison alla batteria. Nel 2005 Matt O’Leary lasciò la band, e Steve Kitch, che aveva co-prodotto e mixato “10 Stories Down“, si unì come tastierista.

Il passaggio alla Kscope Records (2007-2008)

Nel 2007 i Pineapple Thief firmarono con Kscope Records, una mossa fondamentale che elevò il loro profilo nella comunità progressive rock. L’etichetta si occupò di ristampare il loro lavoro precedente e lanciò una serie di album acclamati dalla critica. Nel maggio 2008, The Pineapple Thief contribuirono a rilanciare l’etichetta Kscope con l’album “Tightly Unwound“, che segnò il loro debutto ufficiale con la nuova casa discografica.

Il successo mainstream

Nel 2007 la musica dei Pineapple Thief apparve nell’episodio finale dello show MTV “The Hills“, con la canzone “Bucaneve” nell’episodio 28 della prima stagione, portando la band all’attenzione di un pubblico più ampio.

Un punto di svolta (2016-2017)

Nel 2017 il quartetto progressivo conobbe una rinascita con l’arrivo di Gavin Harrison (King Crimson, Porcupine Tree) alla batteria. Harrison aveva già suonato come session drummer nell’album “Your Wilderness” del 2016, ma la chimica sviluppata durante quelle registrazioni convinse tutti a portare la collaborazione a un livello superiore.

Nel 2016 fu annunciato che Gavin Harrison avrebbe accompagnato la band nel tour europeo del 2017 a supporto di “Your Wilderness“. Bruce Soord dichiarò:

Abbiamo sempre detto che non potevamo immaginare di suonare questo materiale dal vivo senza Gavin sul palco. Siamo così entusiasti di aver realizzato questo sogno. È un evento davvero irripetibile”

Il nuovo corso

La formazione si consolidò nel 2018 con Soord, i membri di lungo corso Steve Kitch alle tastiere e Jon Sykes al basso, e Gavin Harrison alla batteria. Questa line-up ha prodotto alcuni degli album più acclamati della band, tra cui “Dissolution” (2018), “Versions of the Truth” (2020) e “It Leads to This” (2024) che conquistò il primo posto nella Official UK Rock and Metal Chart nel 2024, segnando uno dei più grandi successi commerciali della band.

Progressive rock con un’anima contemporanea

Il sound dei Pineapple Thief affonda le radici nel progressive art rock, caratterizzato da atmosfere post-rock che fondono versi melodici con un lavoro di chitarra intricato e texture elettroniche sottili, il tutto sostenuto da testi emotivi e introspettivi che esplorano temi di isolamento e connessione umana. I Pineapple Thief si dilettano in forze opposte: muscolo e fragilità, caos e precisione, introspezione distorta ed espansione calda e onirica.

Le influenze

La band attrae i fan dei Radiohead, ma mostra anche influenze meno ovvie ma evidenti di Pink Floyd, U2, Ozric Tentacles e King Crimson. Sono una prolifica band prog rock britannica che incorpora i suoni di Porcupine Tree, Radiohead e Muse in un’esperienza sperimentale e travolgente.

Al centro del loro sound c’è una scrittura melodica e intelligente inserita in arrangiamenti e atmosfere creative e mutevoli. La musica è complessa, con strutture dinamiche, ma rimane accessibile a un pubblico più ampio.

I contributi di ciascun membro sono fondamentali:

  • Bruce Soord: chitarre stratificate e voce emozionale
  • Steve Kitch: ondate di tastiere ambientali che aggiungono profondità eterea
  • Jon Sykes: linee di basso melodiche che ancorano il ritmo
  • Gavin Harrison: parti di batteria tecnicamente brillanti e poliritmiche

La loro discografia

  • Abducting the Unicorn (1999): il debutto discografico della band
  • 137 (2001)
  • Variations on a Dream (2003): l’album che mise la band sulla mappa progressive
  • 10 Stories Down (2005): il primo vero album di band, con una formazione completa
  • Little Man (2006)
  • What We Have Sown (2007)
  • Tightly Unwound (2008): il debutto su Kscope Records
  • Someone Here Is Missing (2010)
  • All the Wars (2012): un album con una sezione d’archi di 22 elementi e un coro, che aggiunge una bontà sinfonica al mix
  • Magnolia (2014): un capolavoro emotivo con momenti “magici”
  • Your Wilderness (2016): l’album che portò Gavin Harrison nella band
  • Dissolution (2018): l’inizio ufficiale dell’era Harrison
  • Versions of the Truth (2020): Un album incisivo che pone domande difficili ed esplora le oscure realtà mediate dalla tecnologia della vita moderna
  • Give It Back (2022)
  • It Leads to This (2024): Il più grande successo commerciale, numero 1 nella UK Rock Chart
  • Nel novembre 2024 la band ha pubblicato l’EP “Last to Run“, contenente oltre 20 minuti di musica inedita scritta durante le stesse sessioni di “It Leads to This“.
  • A dicembre 2025 è prevista l’uscita di “Retracing Our Steps“, una collezione di 8 dischi che copre gli album dal 2007 al 2014, con rarità, reinterpretazioni acustiche e nuovi mix.

Le performance live

I Pineapple Thief sono conosciuti per le loro performance dal vivo coinvolgenti, portando sul palco le loro tracce atmosferiche e la musica complessa con grande energia ed emozione. La band ha catturato la coesione della nuova formazione in pieno volo nell’album dal vivo “Hold Our Fire” del 2019. Altri album dal vivo includono “Where We Stood” (2017), che documenta la finale del tour di “Your Wilderness“, e “Nothing But the Truth” (2021).

Un ponte tra generazioni

I Pineapple Thief sono spesso elogiati per la loro capacità di fondere elementi classici del rock progressivo con influenze moderne, il che ha permesso loro di attrarre sia i fan di lunga data del genere che i nuovi ascoltatori.

Soord era determinato fin dall’inizio ad avere The Pineapple Thief abbracciare costrutti musicali espansivi, senza fare affidamento sui clichés del rock progressivo. Gli album recenti come “Versions of the Truth” e “Dissolution” sono registrazioni incisive che pongono domande difficili ed esplorano le oscure realtà mediate dalla tecnologia della vita moderna e come queste influenzano le relazioni personali quotidiane.

La formazione attuale

  • Bruce Soord: voce, chitarra, tastiere (1999-presente)
  • Jon Sykes: basso, voce (2002-presente)
  • Steve Kitch: tastiere, sintetizzatori, pianoforte (2005-presente)
  • Gavin Harrison: batteria (2016-presente)
  • Beren Matthews: chitarra, voce (2021-presente)

La loro è la storia di un viaggio straordinario

Da progetto solista nato quasi per caso nel 1999 a band progressive di livello internazionale con un album numero 1 nella UK Rock Chart, The Pineapple Thief hanno percorso un viaggio straordinario. La loro capacità di evolversi mantenendo un’identità sonora distintiva, unita all’arrivo di un musicista del calibro di Gavin Harrison, li ha posizionati tra le band progressive rock più importanti e innovative della scena contemporanea.

— Onda Musicale

Tags: Pink Floyd, U2, Muse, Radiohead, Prog Rock, King Crimson, Porcupine Tree
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