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Tell me a song: “The Last Resort” degli Eagles

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Eagles

The Last Resort è il brano che chiude l’album Hotel California degli Eagles, pubblicato l’8 dicembre 1976.

Con i suoi oltre sette minuti di durata, rappresenta l’epilogo perfetto di un disco che ha esplorato il lato oscuro del sogno californiano. Secondo la rivista Rolling Stone, il brano si posiziona al numero 27 nella classifica delle migliori canzoni degli Eagles di tutti i tempi.

Un manifesto ambientalista scritto da Don Henley e Glenn Frey

Il brano, firmato da Don Henley e Glenn Frey, rappresenta una potente riflessione sulla distruzione dell’ambiente naturale causata dall’industria e dal commercio. Henley, batterista e voce della band, stava leggendo in quel periodo articoli sulla devastazione dell’Ovest americano da parte delle industrie minerarie, del legname, petrolifere e dell’allevamento. Come raccontò lui stesso, volò tentare un approccio alla James Michener, creando una narrazione epica che abbracciasse secoli di storia americana.

La canzone racconta il viaggio di una donna che parte dal Rhode Island verso l’Ovest, alla ricerca del paradiso. Attraverso strofe evocative, Henley descrive come ogni luogo toccato dall’uomo venga inevitabilmente distrutto: dalle montagne abbattute mentre le città si espandono, fino alle coste di Malibu dove la bella gente gioca affamata di potere.

La registrazione travagliata ai Criteria Studios

La band registrò The Last Resort ai Criteria Studios di Miami, Florida. La sessione si rivelò particolarmente difficile: nello studio adiacente i Black Sabbath stavano incidendo il loro album Technical Ecstasy a volume altissimo. Il rumore che filtrava attraverso le pareti costrinse gli Eagles a ri-registrare il brano diverse volte.

Nonostante le difficoltà tecniche, il risultato finale è un capolavoro di arrangiamento, con una lunga coda strumentale che accompagna l’ascoltatore attraverso toni agrodolci, oscillando tra amarezza e speranza. La steel guitar di Don Felder conferisce al brano una dimensione particolarmente suggestiva.

Il suo significato profondo

In un’intervista del 1978 con Rolling Stone, Don Henley dichiarò:

The Last Resort è ancora una delle mie canzoni preferite… Questo perché mi importa più dell’ambiente che di scrivere canzoni su droghe o storie d’amore o eccessi di qualsiasi tipo. Il senso della canzone era che quando troviamo qualcosa di buono, lo distruggiamo con la nostra presenza – per il semplice fatto che l’uomo è l’unico animale sulla terra capace di distruggere il proprio ambiente”

Glenn Frey definì il brano come l’“opus” di Henley, riconoscendo che fu la prima volta in cui Don si assunse da solo il compito di scrivere una storia epica. Secondo Frey, la canzone rappresentava il modo perfetto per concludere i diversi temi esplorati nell’album Hotel California, sottolineando come l’umanità continui a rovinare il paradiso ovunque lo trovi.

Il verso chiave del brano è contenuto nella frase ripetuta: “They called it paradise, I don’t know why / You call some place paradise, kiss it goodbye” (Lo chiamavano paradiso, non so perché / Se chiami un posto paradiso, dagli pure addio). Con questa amara osservazione, Henley cattura l’essenza del problema: la tendenza umana a consumare e distruggere ciò che più ama.

Performance live e eredità

The Last Resort fu eseguita dal vivo durante i concerti dell’ Hell Freezes Over nel 1994, quando la band si riunì dopo anni di separazione. Dal 1994 fino al 2021, gli Eagles hanno eseguito questa canzone 88 volte, con un’impennata particolare nel 2022 (41 esibizioni) e nel 2021 (23 esibizioni). Don Henley l’ha inoltre proposta in 59 concerti solisti, soprattutto tra il 2016 e il 2017.

Il critico musicale Dave Thompson considera il brano un aggiornamento di Big Yellow Taxi di Joni Mitchell, ma ancora più stanco e disperato. La frase “Some rich men came and raped the land, nobody caught ‘em” viene interpretata come una critica spietata all’economia del libero mercato e alle sue conseguenze sull’ambiente.

Il messaggio attuale

Quasi cinquant’anni dopo la sua pubblicazione, The Last Resort rimane drammaticamente attuale. L’ambientalismo di Henley, che lo portò anche a impegnarsi politicamente, risuona oggi con forza ancora maggiore. Come disse lo stesso Henley: “Abbiamo ipotecato il nostro futuro per il guadagno e l’avidità” – parole che continuano a essere profetiche in un’epoca di crisi climatica globale.

Il brano chiude Hotel California con un monito solenne: non esiste più una nuova frontiera dove fuggire, dobbiamo fare i conti con ciò che abbiamo creato qui e ora. È questo il vero last resort, l’ultima spiaggia dell’umanità.

Formazione degli Eagles su Hotel California

  • Don Henley: batteria, voce
  • Glenn Frey: chitarra, tastiere
  • Don Felder: chitarra
  • Joe Walsh: chitarra, tastiere, voce
  • Randy Meisner: basso

— Onda Musicale

Tags: Black Sabbath/Eagles/Glenn Frey/Don Henley
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