Alice Cooper, al secolo Vincent Damon Furnier, è una delle figure più iconiche e influenti dello shock rock. Nella sua carriera lunga quasi 60 anni ha realizzato oltre 50 milioni di dischi.
Emerso alla fine degli anni ’60 e divenuto leggenda nei primi anni ’70 con capolavori come “Love It to Death” e “School’s Out“, Alice Cooper ha praticamente inventato il teatro rock macabro, mescolando hard rock potente con elementi di cabaret horror, ghigliottine, sedie elettriche, bambole sanguinanti, serpenti e performance teatrali estreme che richiamano atmosfere ispirare all’horror. Dopo una carriera altalenante negli anni ’80 e ’90, il “padrino dello shock rock” ha mantenuto una presenza costante sulla scena rock.
La fortuna di conoscere Frank Zappa, il suo maggiore idolo, fu determinante per il suo inizio di carriera, tant’è che Zappa diede un notevole aiuto al suo gruppo durante gli esordi
Tuttavia, dietro l’immagine scandalosa e provocatoria si nasconde un musicista solido e creativo, capace di scrivere canzoni orecchiabili e potenti. Musicalmente, ha saputo fondere hard rock, glam e heavy metal, firmando brani diventati classici come School’s Out e Poison. Oltre all’impatto visivo, la sua carriera si distingue per longevità e capacità di reinventarsi.
Ancora oggi, Alice Cooper continua ad esibirsi dal vivo, mantenendo intatto il suo stile inconfondibile e il ruolo di leggenda vivente della musica rock. Nel corso di una carriera lunga più di cinquant’anni, Alice Cooper ha saputo reinventarsi più volte, superando momenti difficili e mantenendo sempre una forte identità artistica. La sua influenza è evidente in numerosi artisti rock e metal che hanno ripreso l’idea del concerto come esperienza visiva totale.
“The Revenge” (2025) rappresenta un momento storico
Perchè rappresenta la reunion della formazione classica di Alice Cooper, quella che aveva creato i capolavori del periodo 1970-1973. Per la prima volta dopo cinquant’anni, Alice torna a collaborare con i membri originali della band: Dennis Dunaway al basso, Glen Buxon alla chitarra (con delle registrazioni originali in quanto lui è scomparso nel 1997), Neal Smith alla batteria e Michael Bruce alla chitarra. Questa lineup aveva forgiato il sound che aveva reso Alice Cooper un fenomeno globale.
La recensione
“The Revenge” si presenta come un ritorno alle radici, un disco che attinge a piene mani dall’energia grezza e dall’attitudine teatrale del primo Alice Cooper. L’album bilancia perfettamente nostalgia e freschezza: ci sono gli elementi classici del sound Cooper – riff taglienti, melodie sinistre, testi provocatori – ma suonano sorprendentemente vitali e contemporanei.
La chimica della formazione originale è tangibile in ogni traccia. Il basso pulsante di Dunaway e la batteria potente di Smith ricostruiscono quella sezione ritmica che aveva reso immortali brani come “I’m Eighteen“. Le composizioni alternano momenti di hard rock diretto a passaggi più teatrali e sperimentali, tipici dell’approccio della band nei primi anni ’70. “The Revenge” non è semplicemente un esercizio nostalgico: è la dimostrazione che quella magia creativa non si è mai spenta. Un disco che piacerà sia ai fan storici che a chi cerca rock genuino e senza compromessi.
Tracklist
- 01. Black Mamba
- 02. Wild Ones
- 03. Up All Night
- 04. Kill The Flies
- 05. One Night Stand
- 06. Blood On The Sun
- 07. Crap That Gets In The Way Of Your Dreams
- 08. Famous Face
- 09. Money Screams
- 10. What A Syd
- 11. Inter Galactic Vagabond Blues
- 12. What Happened To You
- 13. I Ain’t Done Wrong
- 14. See You On The Other Side
Line-up
- Alice Cooper – voce, cori
- Michael Bruce – chitarra, tastiere, cori
- Dennis Dunaway – basso, cori
- Neal Smith – batteria, cori
- Robby Krieger – chitarra (‘Black Mamba’)
- Glen Buxton – chitarra (‘What Happened To You’)








