Steve Clark, chitarrista dei Def Leppard dal 1977 al 1991, è stato uno dei protagonisti più carismatici dell’hard rock degli anni ’80. Il suo stile, potente e melodico, ha contribuito a definire il suono della band e a renderla una delle icone del rock da arena.
Steve Clark (al secolo Stephen Maynard Clark) nacque a Sheffield il 23 aprile 1960 e mostrò fin da giovane una forte passione per la chitarra. Dopo aver assistito ad un concerto dei The Shadows, chiese al padre di comprargli uno strumento e iniziò a studiare con dedizione. La sua formazione musicale fu segnata dall’amore per il rock britannico e americano, con influenze che spaziavano dai Led Zeppelin agli AC/DC. Nel 1978 entrò nei Def Leppard, diventando presto il principale autore di riff e strutture armoniche della band.
Lo stile chitarristico
Steve Clark era soprannominato “The Riffmaster” proprio per la sua capacità di creare linee di chitarra incisive e memorabili. Il suo stile univa potenza e melodia, con riff energici che si fondevano a parti più raffinate e armoniche. Non era un virtuoso nel senso tecnico del termine, ma possedeva un talento unico nel costruire atmosfere e nel dare identità ai brani. La sua chitarra era spesso il motore delle canzoni, capace di sostenere la voce di Joe Elliott e di dialogare con l’altro chitarrista, Phil Collen, in un equilibrio perfetto tra aggressività e eleganza.
I Def Leppard e il suono degli anni ’80
Con Clark alla chitarra, i Def Leppard pubblicarono album fondamentali come On Through the Night (1980), High ’n’ Dry (1981), Pyromania (1983) e Hysteria (1987). In questi lavori, il suo stile contribuì a definire il sound dell’hard rock anni ’80: un mix di riff potenti, melodie orecchiabili e arrangiamenti curati. Brani come Photograph, Rock of Ages e Animal mostrano chiaramente la sua impronta, con chitarre che sanno essere al tempo stesso aggressive e radiofoniche.
Carisma e fragilità
Sul palco, Steve Clark era una presenza magnetica. Il suo modo di suonare, spesso accompagnato da una gestualità intensa, trasmetteva energia e passione. Tuttavia, dietro il carisma si nascondeva una fragilità personale: la sua vita fu segnata da problemi di alcol e dipendenze, che ne minarono la salute. L’8 gennaio 1991, Steve Clark fu trovato morto sul proprio divano da Janie Dean, la sua ragazza dell’epoca. L’autopsia motivò il decesso con una mistura di antidepressivi, antidolorifici (che il musicista stava assumendo a causa di un infortunio a una costola) e alcool. Non vi sono prove che si sia potuto trattare di suicidio.
Subito dopo la sua morte, si diffusero le solite, infondate voci secondo le quali la causa del potenziale suicidio fosse stato l’allontanamento permanente di Clark dalla band. L’atteggiamento ambiguo, probabilmente motivato dal desiderio di voler vivere il proprio dolore in privato tenuto dal gruppo, non aiutò comunque a fugare tali teorie, che godono ancora di un qualche credito.
Nonostante la sua carriera breve, Steve Clark ha lasciato un’eredità non indifferente
Il suo stile chitarristico ha contribuito a plasmare il suono dei Def Leppard e a influenzare generazioni di musicisti. Ancora oggi è ricordato come un chitarrista capace di unire forza e sensibilità, dimostrando che il rock non è solo tecnica, ma anche emozione e identità. In sintesi, Steve Clark è stato un chitarrista che ha incarnato lo spirito del rock da arena degli anni ’80: potente, melodico e carismatico. La sua chitarra ha dato voce a una band che ha segnato un’epoca, e il suo stile rimane un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere l’essenza dell’hard rock.
Steve Clark fu un buon collezionista di chitarre vintage, appassionato soprattutto delle Gibson d’annata. Nel suo equipaggiamento trovavano posto varie Gibson Les Paul, oltre ad una Gibson Firebird e addirittura una Gibson EDS-1275.











