È uscito su tutte le piattaforme digitali “Il dado”, il nuovo singolo di SDP e ChiEdo, pubblicato da Estro Records e distribuito da Virgin Music Group
SDP e ChiEdo uniscono le forze per un nuovo progetto. Edoardo Guarini (17 anni), in arte ChiEdo, è nato a Civitavecchia. Inizia a cantare a 7 anni e a 12 scrive i suoi primi brani; ciò che ama fare è mettere ogni aspetto e colore della sua speciale personalità nei testi che scrive. Per il nuovo singolo collabora con SDP. Ecco l’intervista!
Il dado racconta una notte di smarrimento che si trasforma in un percorso di consapevolezza: da dove nasce l’esigenza di raccontare questo tipo di esperienza?
L’esigenza di raccontare questa esperienza nasce da un momento di confusione reale, vissuto in prima persona. Il dado nasce da una notte in cui mi sono sentito perso, senza punti fermi, e dal bisogno di fermarmi ad ascoltare quello smarrimento invece di scappare. Raccontarlo è stato un modo per capire meglio me stesso, trasformando il caos e il caso in un primo passo verso una maggiore consapevolezza.
Il titolo richiama l’idea del rischio e della scelta. Cosa rappresenta per voi “lanciare il dado” nella vita e nella musica?
Lanciare il dado” per noi rappresenta la forza di cambiare e il coraggio di riuscire a fare un passo nel buio, anche se non sai cosa ti aspetta, ed è nata proprio così la nostra collaborazione. Veniamo entrambi da due mondi musicali differenti ma alla fine siamo riusciti ad unirli, ottenendo un brano perfettamente in sintonia con ciò che avevamo in mente
Il brano affronta temi delicati come fragilità mentale, ansia e autodistruzione: quanto è importante per voi parlarne in modo diretto e senza filtri?
Per noi è molto importante parlare di salute mentale e delle difficoltà nelle relazioni, perché sicuramente siamo una generazione che ha subito una grossa ferita a causa della solitudine e del senso di incertezza durante il periodo covid, e crediamo che questo brano possa aiutare qualcuno a sentirsi meno solo
Musicalmente il pezzo unisce una strumentale essenziale a un mood urbano e malinconico. Come avete lavorato sull’equilibrio tra ritmo e introspezione?
La costruzione dell’equilibrio tra un mood più ritmico e uno più malinconico è stata molto spontanea, ed è proprio grazie al leggero mood malinconico di questo brano che siamo riusciti ad incastrarci in maniera molto naturale.
Le vostre voci sono molto diverse ma complementari: come si è costruito il dialogo tra la voce graffiata di SDP e il timbro più etereo di ChiEdo?
Durante la costruzione di questo brano, il nostro obbiettivo era riuscire ad unire l’impatto e la forza comunicativa di Samuele con la mia visione più delicata, penso che questa alchimia siamo riusciti ad ottenerla in modo molto spontaneo facendo quello che facciamo di solito, ma allo stesso tempo strizzando l’occhio al mondo dell’altro, infatti questa collaborazione ci ha aiutato a sperimentare e a crescere.



