Musica

David Bowie a Cervinia nel 1981: l’eleganza semplice dell’après-ski

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David Bowie

Una manciata di foto, il white look, la Casa del Sole e il Cervino sullo sfondo. Dall’archivio dell’amico Claude Nobs riaffiora un David Bowie privato, tra piste, fondute e l’amicizia con l’uomo del Montreux Jazz Festival.

David Bowie in montagna a Cervinia in Italia, una vacanza senza palco che racconta amicizie, discrezione e una stagione creativa europea che dà vita a un capolavoro: Under Pressure

1981. David Bowie è seduto al sole. Occhiali da ghiacciaio, maglia aderente, bretelle, marsupio e look total white

Un pass al collo con la sua foto ci rivela un dettaglio prezioso: 4 – 12 aprile; una vera settimana bianca di primavera, all’alba degli Eighties. Poco prima aveva chiuso un capitolo teatrale insolito per un musicista, The Elephant Man a Broadway, e da lì a qualche mese registrerà nei Mountain Studios di Montreux una delle sue canzoni simbolo, Under Pressure. Ma soprattutto il 2 aprile in Germania, era uscito Christiane F. – Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino, film icona di quell’epoca che porta la musica di Bowie dentro una Berlino febbrile e notturna. Qui invece la luce è alta, c’è la neve e una terrazza tra le montagne.

Alle spalle del Duca Bianco risalta l’insegna del Ristorante Pavia che ritaglia la scena con un rosso netto quasi grafico

Siamo a Breuil-Cervinia, nella frazione di Valtournenche, davanti alla Casa del Sole di Carlo Mollino, e l’après-ski ha ancora un’eleganza semplice: tavoli apparecchiati, bottiglie, conversazioni rilassate, tutto sembra avere un tono più misurato. La fotografia cattura qualcosa di raro: un momento privato; niente stylist, niente troupe, niente narrative costruite a tavolino, niente Ziggy Stardust. Solo David Jones (questo è il suo vero nome) in vacanza tra le Alpi italiane con Coco Schwab, la sua assistente storica, già confidente da vent’anni, e l’amico Claude Nobs. Il corpo rilassato, lo sguardo che per una volta non sfida l’obiettivo e la postura di chi, finalmente, può prendersi una pausa dalle performance sul palco.

Queste immagini, che ci sono state concesse dalla Fondazione Claude Nobs, rivelano un periodo poco conosciuto: quello che lega David Bowie alla Svizzera e alle montagne italiane, un rifugio discreto che costruì lontano dai riflettori. Tra Montreux e Cervinia, tra amicizie profonde e nevi perenni si intravede un’icona che trova pace nell’invisibilità.

(fonte: link)

— Onda Musicale

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