Fuori dal 17 dicembre “Rota”, il nuovo EP degli Arousal anticipato dal singolo “Evolvere”. Quattro canzoni che spaziano tra generi diversi: psichedelici, grunge, alternative e metal.
Gli Arousal sanno creare un sound che non si inquadra in un genere preciso ma che riesce ad identificare il loro stile. “Rota” è un viaggio sonoro potente e riflessivo. L’EP si apre con “Evolvere”, un brano dal carattere alternative rock. Accattivante riesce ad alternare il rock ad elementi della bossa nova. Si va verso suoni più cupi con “Eludi” che mantiene il suo carattere alternative, ma rispetto al precedente è più dark. “Illudi” è probabilmente il pezzo più introspettivo del progetto. Inizia con suoni psichedelici per spostarsi verso un sound aggressivo e più arrabbiato. “Nucleo” chiude l’EP e lo fa mescolando il rock dei
primi pezzi e l’energia di “Illudi”.
Il vostro nuovo EP si chiama Rota, un termine legato ai tarocchi e alla ciclicità della psiche. Come è nata l’idea di questo concept?
Il fatto di legare insieme più canzoni con il filo rosso di un concept è un po’ una nostra prerogativa, ci aiuta a dare un senso più ampio alla successione di brani, in questo caso il carattere ed il numero delle canzoni si legava bene al ciclo delle stagioni, intese come differenti fasi spirituali che si alternano ciclicamente. Il termine ROTA esprime molto bene questo concetto ed avendo anche 4 lettere rientrava nei canoni che ricercavamo per il titolo, avevo imparato (Juan) il vocabolo leggendo un libro di Jodorowsky sul tema tarocchi e mi era rimasto particolarmente impresso.
Ogni brano rappresenta un movimento della psiche all’interno delle relazioni. Quanto è stato difficile tradurre questi concetti psicologici in musica?
Per noi il rapporto testo e musica è fondamentale, per cui tradurre queste 4 fasi della psiche non è stato troppo difficile né macchinoso quanto invece spontaneo e naturale. La nostra interpretazione della spiritualità è spesso infatti sinestetica: non è raro che anche per gioco ci viene da associare un colore ad un accorto o tonalità, oppure più frequentemente metafore e immagini a passaggi musicali. Direi che il brano più difficile da comprendere di questi 4 in questo senso è proprio Nucleo: in quanto si parla di riconciliazione e di un amore piuttosto dichiarato che sembra andare in contrasto con la struttura molto progressive del pezzo e il suo lungo assolo centrale. Invece dal nostro punto di vista questa scelta stilistica ci insegna che la
riconciliazione non è un processo semplice né statico ma in questa sonorità assume quasi un aspetto più eroico.
Evolvere è il primo singolo dell’EP e racchiude il messaggio principale del progetto. Cosa significa per voi “evolvere” nel contesto della vostra musica e della vita personale?
Evolvere è un mantra contro l’overthinking, esprime la necessità di accettare il proprio percorso integralmente, perché ogni passo che abbiamo compiuto ci ha portato ad essere chi siamo ora e senza accettare tutto ciò non possiamo progredire oltre. Inoltre il termine è anche legato al concetto stesso di Arousal, inteso come stato mentale conseguente ad una sfida da superare:
smettere di pensare ed agire con tempismo è ciò che anticamente ha fatto la differenza tra il morire di fame o catturare una preda, è un qualcosa di profondo ed atavico.
In Illudi avete collaborato con Carmelo Pipitone. Com’è nata questa collaborazione e che contributo ha dato al brano?
Carmelo Pipitone è stato il nostro mentore per l’ intero disco e non sappiamo quanto ringraziarlo per tutto quello che già ci aveva dato prima ancora che ci venisse l’ idea di inserire la sua voce nell’ EP. È stato proprio il Centro Musica di Modena, che ringraziamo tanto ugualmente per l’ opportunità, che ci ha permesso con la nostra vittoria di ENCODER 2025 di scegliere un’ artista rilevante del panorama italiano con il quale condividere una residenza artistica e tra tanti illustri candidati ci è sembrato all’ unanime quello più in linea con la nostra musica.
La collaborazione alla fine è nata un pò per gioco quando stavamo lavorando sul brano Illudi e mentre suonavamo il riff violento del primo bridge Pipitone si è messo a improvvisare degli urli in growl sulla sezione che inizialmente ha scatenato la nostra ilarità. Poi pensandoci meglio abbiamo realizzato di
quanto ci stesse bene in quel punto e io (Jacopo) ho pensato che, essendo tutto il testo una metafora spaziale, lui potesse descrivere i sentimenti del pezzo in maniera più diretta tramite la sua lingua madre, ovvero il siciliano. Il tutto alla fine ha reso quella parte molto più pesante e sanguinea e siamo estremamente soddisfatti del risultato!
Nucleo chiude l’EP con un messaggio di riconciliazione. Quanto è importante per voi trasmettere emozioni e messaggi profondi oltre alla componente musicale?
Le canzoni che scriviamo con Arousal possono essere per lo più ricondotte ad un processo di guarigione: alcune fotografano il momento in cui si crolla e si viene feriti ( nel caso dell’EP Eludi ed Illudi) altre invece raccontano il momento in cui ci si rialza in piedi e si ricomincia a sperare e dare un senso alle nostre sofferenze ( Evolvere e Nucleo). Per noi è fondamentale comunicare questi messaggi profondi proprio perché miriamo risvegliare le persone assopite da una società sempre più materialistica e superficiale.
Juan, come frontman e chitarrista, quali sono le tue principali influenze nella scrittura dei riff e delle melodie?
Sicuramente una grande fonte di ispirazione per me è da identificare nella scena Grunge (Soundgarden, Alice in chains, Melvins) e neo-prog/Prog Metal ( Porcupine Tree, Tool,Motorpsycho), altre band che mi influenzato molto anche nella scrittura delle melodie sono i Deftones ed i Verdena, band a cui devo la mia volontà di scrivere in italiano.
Gabriele, il tuo approccio alla batteria mescola groove nu metal ed essenzialità. Come viin tegrate stilisticamente con gli altri membri del trio?
Ogni membro della band porta con sé influenze musicali differenti: Jacopo contribuisce con uno stile progressive rock, mentre Juan apporta sonorità neo-psichedeliche. Il mio groove invece come dicevi nella domanda proviene molto dal nu metal, ma sono cresciuto anche con ascolti di rock classico: cerco di avere un approccio alla batteria che enfatizzi le sfumature di una
canzone, i suoi accenti e arricchimenti, ma senza che diventi invasivo e pieno di tecnicismi che possano scostare l’attenzione dall’intenzione del brano stesso. Queste nostre influenze musicali differenti durante la composizione si mescolano quasi naturalmente, poiché riusciamo a modellare le nostre proposte in modo da amalgamare i tre stili e arrivare a un linguaggio
comune. Capita di rado che ci siano proposte difficilmente apprezzabili nella totalità dai membri della band: è successo su pochissimi brani di avere idee distanti, ma siamo comunque riusciti con un po’ più di lavoro a creare qualcosa di nostro.
Jacopo, nei vostri brani si percepiscono elementi progressive e ambient. Come scegliete quali sonorità inserire senza snaturare il pezzo?
I nostri brani finiscono sempre per essere la fusione di più sonorità e generi e noi 3 ci mettiamo il nostro personale modo di suonare nelle parti senza forzature né compromessi che possano snaturarci. il risultato dal mio punto di vista ci ha portato sicuramente ad una certa originalità ma che miracolosamente funziona anche con i nostri 3 stili di suonare completamente a sé. Sicuramente da tastierista di formazione classica accademica prima mi sono avvicinato al rock progressive che non altri generi della musica “leggera” e tra le mie band del cuore che mi hanno influenzato di più rimangono i Genesis con il loro tastierista Tony Banks.
Una caratteristica che mi piace prendere da lui è il suo scrivere parti ricche ma non troppo funamboliche e virtuose, e spesso è proprio la loro geometria a renderle riempitive senza essere aggressive o eccessive. Inoltre io tendo a personalizzare molto i suoni, a editarli fino all’ ultimo dettaglio per mettere la firma sul mio suono per essere il più preciso possibile sulle emozioni che si andranno a rappresentare nella nostra musica.
C’è un messaggio che sperate arrivi agli ascoltatori attraverso questo EP?
Di messaggi sicuramente ce ne sono anche più di uno: permane quello principale presente anche nel primo disco ed in generale in tutta la nostra musica che è il concetto di “demosforia”. Questa concetto, presente nella cultura New Age quanto nella stessa Alchimia fino all’ antica filosofia socratica, riguarderebbe un’ evoluzione della democrazia in un popolo di individui completamente consapevoli di sé, che dopo aver esplorato la propria psiche a lungo comprendono il loro compito e così facendo possono realizzare non solo sé stessi ma l’ intera società.
Partendo da questo presupposto emerge che non esiste un percorso uguale per tutti né una strada migliore di un’ altra da screditare ma la conoscenza di sé rimane l’ unica bussola:
sembra un concetto banale ma se ci riflettiamo va in completo contrasto con la società degli influencers che ci ostiniamo a seguire! Invece messaggio proprio dell’ EP è l’ individuare questo ciclo ripetitivo all’ interno delle relazioni e rapporti in modo da imparare a viverlo con più serenità: che questo continui a girare prima o poi è inevitabile, ma possiamo trarne i migliori
frutti da ciascuna fase di esso!
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