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The Rides: il super-trio che celebra l’eredità del blues rock americano

The Rides nascono nel 2013 come incontro tra tre musicisti di provenienze diverse ma legati da una stessa passione: Stephen Stills (Buffalo Springfield, Crosby, Stills & Nash), Kenny Wayne Shepherd (chitarrista blues rock fra i più tecnici della sua generazione) e Barry Goldberg (pianista e veterano della scena blues di Chicago).

L’idea iniziale è semplice: ritrovare il blues elettrico delle origini e fonderlo con il rock più tradizionale, in un dialogo fra tre epoche musicali che raramente si incrociano con questa naturalezza. Il primo album, Can’t Get Enough, mette immediatamente in chiaro la direzione artistica del progetto: chitarre ruvidissime, groove asciutti, pianoforti incandescenti e un approccio “live in studio” che evita qualsiasi patina modernista.

Un nome che dichiara un’intenzione

Il nome The Rides condensa perfettamente l’identità del gruppo. “Rides” rimanda sia al viaggio (musicale e culturale) sia alla “ride” del jazz/blues, ovvero quel flusso improvvisativo in cui i musicisti si inseguono e si rispondono.
È un nome che evoca il senso di movimento, spontaneità e tradizione, come se la band dichiarasse che il loro obiettivo non è reinventare il blues, ma rimettersi in viaggio sulle sue strade polverose, lasciando che l’esperienza faccia il resto.

Blues rock senza fronzoli, ancorato al passato ma vivo nel presente

Musicalmente, The Rides si muovono nel territorio del blues rock classico, con riferimenti che vanno da Albert King a Muddy Waters, passando per le inflessioni west-coast di Stills e per le distorsioni taglienti di Shepherd.
Il risultato è un suono vintage ma non museale, dove la scelta di registrare quasi come in una jam session permette alle canzoni di respirare. L’album del 2016, Pierced Arrow, conferma questa identità, tra cover che rendono omaggio ai maestri e brani originali che mantengono una scrittura consapevole ma mai accademica.

Tra tradizione e contemporaneità: una band “ponte”

Ciò che rende The Rides un progetto interessante non è soltanto il virtuosismo individuale, ma la capacità di fungere da ponte generazionale: Stills porta la memoria della stagione d’oro del rock e della controcultura, Goldberg il legame diretto con il blues elettrico degli anni ’60, Shepherd la grinta del chitarrista moderno cresciuto all’ombra dei grandi.
Il trio non cerca di stupire con effetti speciali: preferisce interpretare, dare forma e riattivare un linguaggio che continua a funzionare, soprattutto quando suonato con sincerità.

Pur non essendo una band “da classifica”, The Rides hanno trovato nel pubblico blues rock una collocazione credibile

In tempi in cui la produzione mainstream privilegia l’elettronica e le strutture pop, un progetto come il loro dimostra che il blues può ancora dire qualcosa, purché lo si affronti con rispetto per la tradizione e consapevolezza del presente. Se la loro attività futura resta intermittente per le carriere parallele dei tre musicisti, il valore del progetto come esperienza culturale e musicale rimane evidente.

Discografia dei The Rides

  • Can’t Get Enough (2013)
  • Pierced Arrow (2016)

— Onda Musicale

Tags: Muddy Waters, Blues, Stephen Stills, Buffalo Springfield
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