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Tell Me a Song: “Many Too Many” dei Genesis

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Genesis

Many Too Many è un singolo dei Genesis pubblicato il 30 giugno 1978, tratto dal loro nono album in studio …And Then There Were Three…. Il brano, scritto da Tony Banks, rappresenta uno dei momenti più delicati e controversi della transizione della band verso sonorità più accessibili.

Il singolo Many Too Many arrivò in un momento cruciale per i Genesis. Dopo l’abbandono del chitarrista Steve Hackett, il gruppo si ritrovò per la prima volta ridotto a trio con Tony Banks, Phil Collins e Mike Rutherford. Il titolo dell’album stesso, tratto dalla filastrocca Dieci piccoli indiani, alludeva a questa nuova configurazione ridotta. Many Too Many fu scelto come secondo estratto dopo il successo di Follow You Follow Me, che aveva raggiunto la settima posizione nel Regno Unito e rappresentato la prima vera penetrazione commerciale della band negli Stati Uniti.

La canzone provocò reazioni contrastanti tra i fan più progressivi dei Genesis, che la percepirono come una concessione eccessiva al pop commerciale

In realtà, come notato da diversi critici musicali, Many Too Many rappresenta un equilibrio sottile tra semplicità apparente e sofisticazione compositiva. Banks costruì una melodia tutt’altro che banale, caratterizzata da frequenti modulazioni tonali e da un profilo melodico sinuoso che richiede notevole controllo vocale.

“Many, too many have stood where I stand
Many more will stand here too
I think what I find strange is the way you built me up
Then knocked me down again”

La struttura musicale nasconde complessità

Nonostante l’apparente immediatezza, Many Too Many presenta una struttura armonica complessa. La melodia si snoda attraverso cambi di tonalità non convenzionali, con note fuori scala che richiedono precisione nell’esecuzione. Il pianoforte di Banks domina l’arrangiamento, arpeggiando continuamente e creando un tappeto sonoro su cui si adagiano i sintetizzatori che simulano sezioni d’archi, le chitarre di Rutherford che rinforzano gli arpeggi, e la voce di Phil Collins che raggiunge registri acuti impegnativi.

L’arrangiamento crea quello che è stato definito un vero e proprio “muro del suono“, compatto e avvolgente, che compensa la complessità melodica rendendola più accessibile all’ascoltatore. È proprio questo equilibrio tra sofisticazione compositiva e fruibilità che rende Many Too Many un esempio riuscito di pop progressivo.

Il testo enigmatico e le interpretazioni

Il testo della canzone è stato oggetto di diverse interpretazioni. Le parole sembrano raccontare la storia di qualcuno intrappolato in una situazione dalla quale non riesce a liberarsi, con riferimenti a una figura materna che tiene la chiave della libertà. Alcuni fan hanno ipotizzato che Banks stesse in realtà descrivendo la stanchezza di lavorare in una band per anni, una metafora del sentirsi bloccati in un percorso professionale. Il ritornello “Oh mama, please would you find the key / Oh pretty mama, please won’t you let me go free” suggerirebbe questa lettura di ricerca di libertà e cambiamento.

Come spesso accade nei testi dei Genesis, quello che appare come una canzone d’amore nasconde in realtà significati più profondi e personali legati alla vita del gruppo in quel particolare momento storico.

“Oh, mama
Please help me find my way
Oh, pretty mama
Please lead me through the next day”

Il successo commerciale moderato

Nel Regno Unito, Many Too Many raggiunse la posizione numero 43 della Official Singles Chart, un risultato modesto se confrontato con il precedente singolo Follow You Follow Me. Il brano non riuscì a replicare il successo del suo predecessore, ma rimase nelle classifiche per cinque settimane, dimostrando comunque un apprezzamento del pubblico.

I brani sul lato B

Il singolo includeva due interessanti tracce sul lato B. The Day the Light Went Out, composta sempre da Tony Banks, presenta arrangiamenti più vicini al progressive classico dei Genesis, con tastiere elaborate che potrebbero suggerire tematiche apocalittiche. Vancouver, con testo di Phil Collins e musica di Rutherford e Collins, racconta una storia con echi della beatlesiana She’s Leaving Home, ma con un finale diverso e più ottimista, in cui la protagonista si riconcilia con la famiglia.

Nonostante le controversie iniziali, Many Too Many è stata rivalutata nel tempo come esempio di come i Genesis siano riusciti a evolversi senza tradire completamente le loro radici progressive

La canzone non è mai stata eseguita dal vivo durante i tour della band, fatto che ha contribuito a renderla una sorta di rarità apprezzata dai collezionisti. Nel 2007, durante la preparazione del Turn It On Again Tour, Tony Banks aveva proposto di includerla nella scaletta, ma l’idea fu scartata, probabilmente anche per le difficoltà vocali che il brano avrebbe comportato per Phil Collins.

Il brano resta un perfetto esempio di quel momento di transizione in cui i Genesis cercavano di bilanciare l’eredità progressive con le nuove esigenze del mercato musicale, creando canzoni che, pur nella loro apparente semplicità, mantenevano quella cifra stilistica che li aveva resi unici.

— Onda Musicale

Tags: Genesis/Phil Collins/Peter Gabriel/Steve Hackett/Mike Rutherford
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