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Mickie Most: il produttore discografico in grado di creare il “tormentone perfetto”

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Mickie Most

Mickie Most è stato uno dei produttori discografici più influenti e di successo nella storia della musica britannica.

Con un orecchio infallibile per una melodia pop commerciale e un approccio imprenditoriale spregiudicato, Mickie Most (al secolo Michael Peter Hayes) fu l’architetto di una serie impressionante di successi dagli anni Sessanta agli Ottanta. Il suo nome è indissolubilmente legato a una moltitudine di artisti e band che dominarono le classifiche, dagli Animals ai Mud, da Herman’s Hermits a Suzi Quatro, fino ai Racey. Il suo motto, “Il mio unico criterio è che sia un successo“, riassume perfettamente la sua filosofia: creare musica che piaccia alle masse, senza pretese artistiche eccessive, ma con una qualità produttiva impeccabile.

Da cantante a uomo dell’industria

Mickie Most nasce a Londra il 20 giugno 1938 e iniziò la sua carriera come cantante pop. Negli anni Cinquanta, si trasferì in Sudafrica, dove ottenne un discreto successo come performer. Fu proprio lì che sviluppò un acuto senso per ciò che il pubblico voleva sentire. Tornato in Inghilterra nei primi anni Sessanta, comprese che il suo futuro non era sul palco, ma dietro la console di registrazione e nel mondo degli affari musicali. Nel 1962, fondò con il manager Peter Grant (che in seguito avrebbe guidato i Led Zeppelin) la R&B Records, un’etichetta di breve durata ma che gli permise di fare esperienza. La sua vera svolta arrivò nel 1964.

La RAK Records e la fabbrica dei successi

Nel 1969, Most fondò la sua etichetta più celebre e duratura: la RAK Records. Questo divenne il suo regno, una vera e propria “fabbrica dei successi” (hit factory). Most aveva un metodo di lavoro chiaro e pragmatico:

  1. Identificare il talento grezzo con potenziale commerciale.
  2. Scegliere o commissionare il brano perfetto, spesso a songwriter di fiducia come Nicky Chinn e Mike Chapman (il duo Chinnichap).
  3. Produrre la canzone in modo brillante, pulito e immediato, spesso utilizzando gli stessi musicisti di sessione (la famosa “RAK house band“) per garantire un suono coerente ed efficiente.
  4. Promuoverla aggressivamente attraverso i giusti canali radiofonici e televisivi.

La RAK non era un’etichetta per artisti che volevano sperimentare; era un’azienda che produceva singoli di successo. Il suono RAK era inconfondibile: batterie energiche, chitarre catchy, arrangiamenti puliti e melodie irresistibili.

Dalla british invasion al glam rock

Mickie Most fu un maestro nel cavalcare le ondate musicali del momento, adattando la sua formula a generi diversi.

  • Gli Animals e il R&B: la sua prima grande affermazione fu produrre “The House of the Rising Sun” (1964) per gli Animals. La sua intuizione di dare un arrangiamento epico e folk a un brano tradizionale creò un successo planetario, dimostrando il suo fiuto.
  • Herman’s Hermits e il Pop Melodico: con questa band, Most sfornò una serie di hit perfette e spensierate come “I’m Into Something Good”, definendo il suono del pop britannico “Merseybeat” per il mercato internazionale.
  • Suzi Quatro e il Glam Rock: Most vide in Suzi Quatro, una bassista e cantante americana, un’icona del Glam Rock. La produsse in una serie di successi potenti come “Can the Can” e “Devil Gate Drive”, creando un’immagine di ragazza ribelle e autonoma che conquistò l’Europa.
  • Mud e il Bubblegum Glam: con Mud, Most unì il glam rock a un pop orecchiabile e teatrale, ottenendo successi monumentali come “Tiger Feet” e “Lonely This Christmas”, dominatori delle classifiche britanniche a metà anni Settanta.
  • Hot Chocolate e Racey: anche il suono soul-pop di Hot Chocolate (“You Sexy Thing“) passò per le sue mani, così come, alla fine del decennio, il power pop della nascente band Racey, a cui lanciò la carriera con “Lay Your Love on Me” e “Some Girls“.

La sua filosofia produttiva era l’antitesi del “Album Artist

Mickie Most rappresentava l’antitesi della figura del produttore-artista che emergeva in quegli anni (come George Martin o Brian Eno). La sua filosofia era semplice e commerciale:

  • Il singolo è tutto. Spesso gli album dei suoi artisti contenevano i successi e riempitivi.
  • Velocità ed efficienza. Le sessioni in studio erano rapide; si cercava di catturare l’energia immediata.
  • Il produttore come “capo”. Prendeva le decisioni creative finali, scegliendo i brani e definendo il suono, basandosi sulla sua intuizione per il mercato.
  • Indipendenza. Possedere la propria etichetta (RAK) e gli studi di registrazione (gli RAK Studios di Londra, ancora oggi famosi) gli diede un controllo totale e un’enorme libertà.

Mickie Most morì il 30 maggio 2003

  1. Catalogo di Successi: ha prodotto oltre 20 singoli al numero 1 nel Regno Unito e innumerevoli top 10 in tutto il mondo. Le sue canzoni sono colonna sonora di un’era.
  2. Modello di Business: è stato un pioniere nel ruolo del produttore-imprenditore, dimostrando che la musica pop poteva essere gestita con pragmatismo aziendale senza necessariamente perderne l’anima commerciale.
  3. Scopritore di Talent: seppe identificare e lanciare artisti molto diversi tra loro, modellandone il suono per il grande pubblico.

Sebbene spesso snobbato dalla critica che lo considerava troppo commerciale, Mickie Most comprendeva il pubblico comune come pochi. La sua RAK Records fu una scuola di pop che ha influenzato generazioni di produttori e artisti, insegnando che al cuore di ogni grande successo c’è una canzone ben costruita, prodotta con precisione e lanciata con convinzione.

— Onda Musicale

Tags: Animals/Glam rock/Suzi Quatro/Racey
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