Una sua fotografia di qualche anno fa campeggia nel nuovo video di Francesco Baccini, Franco Califano.
E basta quello scatto, silenzioso ma eloquente, per riattivare una memoria condivisa: sappiamo bene quanto Mita Medici abbia rappresentato nella vita del Califfo, quanto sia stata una presenza centrale, intensa, mai marginale. Da lì la curiosità — quasi inevitabile — di tornare a guardare più da vicino il personaggio di Mita Medici: regina del Piper, figura anticonvenzionale, ribelle, fuori dagli schemi della femminilità dell’epoca, capace di incarnare un’idea di libertà rara per quegli anni.
La riscoperta si è diretta allora anche verso la sua discografia, cominciando dal brano Chi sono, tratto dall’album Per una volta del 1977. Un ascolto nato senza particolari aspettative, di quelli distratti, e che invece finisce per fermarti. C’è qualcosa, in quella voce e in quella scrittura, che chiede attenzione: una fragilità composta, una misura rara, una profondità che emerge piano, senza mai alzare la voce. Quindi il desiderio di rimettere mano al suo repertorio e di raccoglierlo in una playlist che fosse prima di tutto un atto di riscoperta.
Mita Medici non è solo un nome da playlist, ma un volto e una voce che attraversano cinema, teatro, televisione e musica con la stessa eleganza e professionalità. Icona degli anni ’60 e ’70, ha iniziato la sua carriera come “ragazza del Piper” a Roma, percorrendo un cammino artistico fatto di curiosità e versatilità, tra ruoli cinematografici giovanili, progetti televisivi di culto e palcoscenici teatrali prestigiosi.
Al cinema l’abbiamo rivista di recente tra le voci che raccontano Nun ve trattengo, il docu-film tributo (per l’appunto) a Franco Califano, dove Mita condivide ricordi e testimonianze della loro relazione e di una storia intensa, complessa, profondamente significativa.
La sua esperienza con la musica — spesso considerata un capitolo “prestato” rispetto al resto della carriera — è però affrontata con una grazia e una cura particolari: brani pop apparentemente leggeri, ma emotivamente stratificati, che il tempo invita a riascoltare con maggiore consapevolezza. Perfino chi non la colloca subito tra i “grandi interpreti” può riconoscere nell’eleganza vocale di Mita qualcosa di autentico e intimamente legato al suo immaginario artistico.
Questa playlist, in cui figurano pezzi scritti anche dallo stesso Califano e da Carla Vistarini (sorella di Mita) non è quindi solo una selezione di canzoni, ma un viaggio nel tempo e nella figura di un’artista che ha saputo vivere la musica, non soltanto eseguirla: ideale per un ascolto al tramonto, quando le note si intrecciano ai ricordi, o per scoprire — o riscoprire — i lati meno noti di una carriera multiforme.
CHI SONO
COSA VUOI CHE TI DICA
UOMO
MA CHE FINE HA FATTO
UNA RAGAZZA
RUOTA LIBERA
TE LO RICORDI IL BLUES?
UN POSTO PER ME
QUEI GIORNI
UN AMORE









