Robert Plant è stata la voce del rock per un’intera generazione di uomini e donne. Guardandolo, fondevano desiderio sessuale e potere mistico.
Tutti erano ammaliati dalla criniera dorata di Robert Plant e dalla presenza scenica assurdamente magnetica. La sua vita è stata forgiata da una carriera sfolgorante, prima con i Led Zeppelin e poi da solista. Ma non tutto era oro ciò che luccicava: la sua esistenza è stata dilaniata da tragedie incredibili.
Gli inizi
Robert Anthony Plant è nato il 20 agosto 1948 a West Bromwich, nello Staffordshire, Inghilterra. Suo padre, Robert Plant Senior, era un ingegnere civile qualificato che aveva lavorato nella Royal Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale. Sua madre, Annie Celia Cain, era di etnia Rom. Plant si interessò al canto e al rock and roll fin da piccolo, sognando di diventare come Elvis Presley.
A circa 10 anni, oltre alla musica blues alla radio, collezionava francobolli e studiava la storia della cultura romano-britannica. La sua prima esibizione risale al 1962, su una pista di pattinaggio, quando aveva 13-14 anni. I genitori rimasero sorpresi, ma avevano programmato per lui una carriera da commercialista. Robert Plant abbandonò presto gli studi, causando tensioni familiari, soprattutto col padre. A 16 anni lasciò casa, vivendo un periodo di disagio, ma ampliò la sua cultura musicale passando da un gruppo all’altro.

1966: il primo grande amore
Nel 1966 incontrò Maureen Wilson, il primo grande amore della sua vita. Si conobbero a un concerto annullato di Georgie Fame. Lei, infermiera anglo-indiana con un lavoro stabile, lo sostenne economicamente nella scalata al successo. Plant lavorava nel frattempo in un’impresa di asfalto e come commesso.
Una delle prime band con cui registrò per la CBS fu i Crawling King Snakes. Queste registrazioni crearono problemi iniziali con i Led Zeppelin. Poi incontrò John Bonham, futuro batterista degli Zeppelin, che si presentò dicendo: “Piacere, io sono il batterista più bravo del mondo“. Entrarono nei Band of Joy, fuso di blues e psichedelia.
L’incontro con Jimmy Page e la nascita dei Led Zeppelin
Nel 1968 Jimmy Page, chitarrista famoso, e John Paul Jones cercavano un cantante per i New Yardbirds. Indicati da un altro artista, videro Plant cantare “Somebody to Love” dei Jefferson Airplane. Fu l’inizio di una collaborazione epocale. Il gruppo divenne Led Zeppelin per questioni di copyright. (Nota: nel primo album, il nome di Plant non appare per i vincoli CBS.)
Vita privata e famiglia
Robert Plant sposò Maureen Wilson nel 1968 e insieme ebbero tre figli: Carmen Jane (1968), Karac Pendragon (1970) e Logan Romero (1979). Il matrimonio durò fino al 1983, ma si concluse in amicizia nonostante gli eccessi rock
Post-divorzio, ebbe una relazione con Shirley Wilson (sorella di Maureen), da cui nacque Jesse Lee Plant (1991). Nel 1993-1995 ebbe una relazione con Najma Akhtar. Frequentò la groupie Audrey Hamilton (1977) poi la cantante Alannah Myles (1990) e, più tardi, Patty Griffin (2006-2015), con cui collaborò musicalmente. Oggi mantiene stretti legami con i figli superstiti, inclusa Carmen, e vive una vita più riservata nel Worcestershire.

Lo stile compositivo
Nei testi, Robert Plant mescolava misticismo, filosofia e mitologia classica/norrena (es. “Immigrant Song” sul Valhalla). Influenzato da Tolkien (“Il Signore degli Anelli“, “Lo Hobbit“), blues carnale (“The Lemon Song“, “Trampled Underfoot“, “Black Dog“) e mitologia gallese (nome Karac da Caradoc). “Stairway to Heaven” è considerata il pezzo più bello di sempre.
L’influenza marocchina
Jimmy Page lo portò in Marocco, dove Robert Plant imparò da Oum Kalsoum a creare pathos e tensione vocale.
- “Fate of Nations” (1993): quest’album contiene forti influenze marocchine e mediorientali. Plant aveva viaggiato in Marocco e queste esperienze hanno influenzato profondamente il suo lavoro.
- Collaborazioni: ha lavorato con musicisti nordafricani e incorporato strumenti e sonorità della tradizione gnawa e berbera.
- “No Quarter” (1994): insieme a Jimmy Page, ha registrato questo album che include reinterpretazioni di classici dei Led Zeppelin con influenze world music, registrato in parte in Marocco.
Questa esplorazione musicale rappresenta una fase importante della sua evoluzione artistica post-Led Zeppelin, allontanandosi dal rock puro per abbracciare sonorità più etniche e spirituali.
L’archetipo del “Dio del Rock”
Con criniera bionda, fisicità potente e movimenti scenici (balli, pose sexy), Robert Plant creò l’icona del rock. Negli anni ’70, abbigliamento paillettato e spavalderia alimentarono il successo. La vita divenne on the road: eccessi, groupies, camere devastate. Audrey Hamilton fu la groupie più importante durante il tour USA 1977 (ispirò “Hot Dog?”). Tutto cambiò con la morte di Karac nel 1977.
Il simbolo della piuma
Nel quarto album (senza nome ufficiale, coi simboli), quello di Plant è una piuma in cerchio: indica lo scrivente testi, ma rappresenta la piuma di Maat (dea egizia di verità e giustizia, dal libro “The Sacred Symbols of Mu“).

Le tragedie
- 1974: noduli alle corde vocali. Operazione che cambiò il timbro, udibile in Physical Graffiti. Il gruppo raggiunse l’apice.
- 1975: incidente in Grecia. Il 5 agosto, a Rodi, con Maureen e figli (più Scarlett, figlia di Page), grave incidente d’auto. Robert Plant sulla sedia a rotelle; tour Nord America annullato. Uscì The Song Remains the Same (live); Presence ritardato.
- Tour 1977 iniziato ad aprile da Dallas, interrotto da una laringite.
- 1977: morte di Karac. Il 26 luglio, il figlio (di soli 5 anni) morì per infezione improvvisa. Robert Plant, a New Orleans, crollò: “Quanto vale tutto questo? Sarei stato lì se non fossi in tour?“. Meditò il ritiro, ma John Bonham lo aiutò con uscite folli in Mercedes. Scrisse “All My Love” (1979) e “I Believe” (1993).
- 1980: morte di John Bonham. Scioglimento Led Zeppelin. Plant valutò lo stile di insegnamento Steiner.
Carriera solista
Supportato da Phil Collins, realizzo il primo album Pictures at Eleven (1982), poi The Principle of Moments (1983). Nel frattempo divorzio da Maureen (mantenendo l’amicizia). Collaborazione Honeydrippers (Page, Plant, Jeff Beck). Relazione con Shirley (sorella di Maureen).
Dal 1999, Priory of Brion; 2002, Strange Sensation (folk/blues). Incontro con Alison Krauss (27 Grammy): Raising Sand (2007, album anno, 5-6 Grammy). Band of Joy (2010); storia d’amore con Patty Griffin, finita per distanze (lui Worcestershire, lei USA).
Reunion Led Zeppelin
I Led Zeppelin si sono sciolti ufficialmente nel 1980 dopo la morte di John Bonham, ma ci sono state alcune reunion nel corso degli anni:
- Live Aid (1985) – Philadelphia
- Con Phil Collins e Tony Thompson alla batteria
- Performance considerata deludente dagli stessi membri
- Atlantic Records 40th Anniversary (1988) – New York
- Con Jason Bonham (figlio di John) alla batteria
- Performance più riuscita della precedente
- Rock and Roll Hall of Fame (1995)
- Breve esibizione per l’ingresso nella Hall of Fame
- Con Jason Bonham, Neil Peart e Michael Lee
- Celebration Day (2007) – Londra, O2 Arena
- La reunion più importante e acclamata
- Concerto tributo ad Ahmet Ertegun
- Con Jason Bonham alla batteria
- Pubblicato come album e film nel 2012
- Performance straordinaria che ha alimentato speranze (poi deluse) di un vero tour di reunion
Dopo il 2007, nonostante le speculazioni e le offerte milionarie, non ci sono state altre reunion complete. Robert Plant ha sempre mostrato riluttanza a riformare la band in modo permanente, preferendo concentrarsi sulla sua carriera solista.
Robert Plant rimane una delle voci più iconiche e influenti della storia del rock
Dalla leggendaria era dei Led Zeppelin fino alla sua continua evoluzione come artista solista, Plant ha dimostrato una rara capacità di reinventarsi senza tradire la propria essenza.
La sua curiosità musicale lo ha portato dalle atmosfere hard rock e blues degli anni ’70 alle contaminazioni world music, dal folk alla musica nordafricana, dimostrando che i veri artisti non smettono mai di esplorare. Nonostante le tragedie personali – la perdita del figlio Karac, la morte dell’amico John Bonham – Robert Plant ha sempre trovato nella musica una via per elaborare il dolore e trasformarlo in arte.
Oggi, ad oltre cinquant’anni dall’esplosione dei Led Zeppelin, Robert Plant continua a sorprendere e ispirare, rifiutando la nostalgia facile e guardando sempre avanti. La sua voce, quel grido primordiale che ha definito un’epoca, resta un monumento vivente alla potenza trasformativa del rock.








