Sapevi che il miglior chitarrista da studio della storia ha suonato in più successi dei Beatles, ma è morto senza che nessuno riconoscesse il suo nome? E che un altro era così veloce che Paul Gilbert disse di avere paura ad ascoltarlo?
La storia del rock è piena di giganti rimasti nell’ombra. Questi dieci chitarristi meritavano di stare accanto a Jimi Hendrix, Jimmy Page e Eric Clapton nell’Olimpo della chitarra.
1. Allen Collins – Lynyrd Skynyrd
L’architetto invisibile del Southern Rock. Quando pensi a Free Bird, immagini la band intera, ma quel solo leggendario porta la firma di Allen Collins.
Melodico, emotivo, capace di far “piangere” la chitarra, ha composto anche Tuesday’s Gone e The Needle and the Spoon. Sopravvissuto all’incidente aereo del 1977, un successivo incidente automobilistico lo lasciò paralizzato. Morì nel 1990, senza essere mai tornato a suonare.
2. Rick Nielsen – Cheap Trick
Il cervello del power pop che non finì mai sulle copertine. Autore di riff perfetti come Surrender, possedeva oltre 400 chitarre: non per ostentazione, ma per ossessione. Ha influenzato Nirvana, Weezer e Green Day, ma il grande pubblico non conosce il suo nome.
3. Rik Emmett – Triumph
Troppo bravo per una sola categoria. Rock, jazz, classica: Rik Emmett sapeva suonare tutto. Autore di inni come Lay It on the Line, nello stesso album poteva inserire assoli con influenze flamenco. La sua versatilità, paradossalmente, lo ha penalizzato.
4. Mick Ronson – David Bowie
Il chitarrista che ha fatto brillare David Bowie restando nell’ombra. Mick Ronson non era solo chitarrista: arrangiava, produceva, suonava il piano.
Il suono di Ziggy Stardust è in gran parte suo. Ha lavorato con Lou Reed, Ian Hunter e Morrissey. Jeff Beck lo definì “criminalmente sottovalutato”.
Morì nel 1993.
5. Danny Gatton
Il miglior chitarrista che non hai mai conosciuto. Capace di passare dal rockabilly al jazz al blues con naturalezza, era considerato un fenomeno da Les Paul.
L’industria non seppe mai come etichettarlo. Nel 1994, stanco di non essere riconosciuto, Danny Gatton si tolse la vita. Oggi è venerato solo dai chitarristi più seri.
6. Elliot Ingber
Il chitarrista psichedelico che era ovunque e in nessun posto. Ha suonato con Frank Zappa (Freak Out!), Captain Beefheart (Trout Mask Replica), i Fraternity of Man e persino nella colonna sonora di Easy Rider. Quando l’era psichedelica finì, scomparve: diventò postino a Los Angeles.
È morto nel 2025.
7. Steve Morse – Deep Purple, Dixie Dregs
Il chitarrista più completo che abbia mai sostituito una leggenda. Quando Ritchie Blackmore lasciò i Deep Purple, Steve Morse prese il suo posto e rivitalizzò la band con album come Purpendicular. Guitar Player Magazine lo nominò “chitarrista dell’anno” per cinque anni consecutivi. Nonostante ciò, per molti rimane “quello che ha sostituito Blackmore”.
8. Shawn Lane
Il chitarrista più veloce mai esistito. A 14 anni era già in tour. Il suo album Powers of Ten è considerato un testo sacro della chitarra moderna.
Paul Gilbert lo definì “terrificante”. Afflitto da gravi problemi di salute, morì nel 2003 a soli 40 anni.
9. Tommy Bolin – Deep Purple, solista
Un genio morto troppo presto. A 25 anni aveva già sostituito Blackmore nei Deep Purple e pubblicato due album solisti straordinari. Joe Satriani e Steve Vai lo citano come influenza diretta.
Morì per overdose nel 1976.
10. Glen Campbell – The Wrecking Crew
Il segreto meglio custodito del rock. Prima di diventare star country, Glen Campbell era il chitarrista da studio più richiesto di Los Angeles.
Ha suonato con Beach Boys, Elvis, Sinatra, Monkees e persino in Pet Sounds. Nel 1965 sostituì Brian Wilson nei tour. La sua carriera da cantante oscurò il suo talento chitarristico.
Morì nel 2017.








