Musica

La musicista della settimana: Carol Kaye

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Carol Kaye

Ci sono musiciste che stanno sotto i riflettori e altre che, pur restando nell’ombra, hanno letteralmente scritto la storia della musica popolare. Carol Kaye appartiene senza dubbio alla seconda categoria: una presenza silenziosa ma decisiva, una mano ferma sul basso che ha sostenuto centinaia di canzoni diventate immortali.

Nata a Everett, nello stato di Washington, nel 1935, Carol Kaye inizia come chitarrista jazz. È proprio questa formazione, fatta di swing, walking bass e grande disciplina armonica, a renderla una delle session player più richieste di Los Angeles a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Quando passa al basso elettrico – quasi per caso – nessuno immagina che diventerà una delle musiciste più incise di tutti i tempi.

Tra gli anni Sessanta e Settanta, Carol Kaye è una colonna portante della cosiddetta Wrecking Crew, l’élite dei turnisti californiani. Il suo basso pulsa in brani di artisti come i Beach Boys, Simon & Garfunkel, Frank Sinatra, Stevie Wonder e The Supremes. Linee di basso mai invadenti, ma sempre riconoscibili: precise, melodiche, essenziali. Carol Kaye suona ciò che serve al brano, non una nota di più.

In un’industria dominata da uomini, soprattutto dietro le quinte, la sua presenza è rivoluzionaria senza bisogno di proclami. Carol Kaye non costruisce un personaggio, non cerca la ribalta: lascia parlare il suono. E quel suono è inconfondibile, spesso ottenuto con il plettro, un attacco secco e definito che diventa una firma sonora per la pop music americana.

La sua vita privata

Cresciuta come battista, Carol Kaye si è in seguito convertita all’ebraismo. Nella sua vita si è sposata tre volte, dalle sue relazioni sono nati due figli. In seguito ha dichiarato di non essere portata per la vita di coppia e di avere deciso di rimanere single.

Oltre all’attività in studio, Carol Kaye è anche un’insegnante instancabile

I suoi metodi didattici e le sue lezioni hanno formato generazioni di bassisti, trasmettendo un’idea chiara e rigorosa del mestiere del musicista: ascolto, professionalità, rispetto per la canzone. Riscoperta e celebrata più volte negli ultimi anni, Carol Kaye resta una figura fondamentale per comprendere cosa significhi davvero essere una musicista al servizio della musica. Senza clamore, senza assoli superflui, ma con un’impronta che continua a vibrare nei solchi della nostra memoria collettiva.

Perché a volte la storia non la scrive chi sta davanti al microfono, ma chi tiene tutto insieme, una nota grave alla volta.

— Onda Musicale

Tags: Stevie Wonder/Beach Boys/Frank Sinatra/Simon & Garfunkel/The Supremes
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