Musica

I 291out escono con Alter Quantum

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foto band

Il Dada incontra il fantasy (Tasty Treats Records).

Esce per Tasty Treads Records e lo fa con tutta l’eleganza del Vinile, Alter Quantum, il nuovo album del cuore dei 291out. Dopo la splendida avventura di Chennàpule, questa band dall’animo prog con la passione per il Dada, dà alla luce un lavoro questa volta più sperimentale e futuristico. Un album che si immerge con determinazione negli scenari del Fantasy per dare vita ad una scrittura densa ed articolata. Che si veste, peraltro, di una copertina volutamente artistica, firmata da Simone “Mega” Antonucci.

Alter Quantum

Un album in cui preminente è la componente strumentale, in un suggestivo mix fra sonorità analogiche e synth. E in cui il jazz-rock trova il suo ambient ideale, con quel giusto sapore prog e la familiarità, propria di questo progetto, con il funk e il mondo delle colonne sonore. L’album contiene due tracce (Saturazione momentanea, Città cieche) che erano già state pensate per Box, il documentario di Giorgio Carella che indagava il disagio sociale e le storie di riscatto alla periferia nord di Milano.

I musicisti

Sul “palco” di questo lavoro abbiamo: Luca ‘Presence’ Carini (basso elettrico, sintetizzatori), Antonio ‘Totem’ Bocchino (batteria, darbouka) – entrambi fra i fondatori della band – e Marco Leo (chitarra e sintetizzatori), acquisizione più recente. E poi: Niccolò Barozzi (piano elettrico, sintetizzatori), Daniele Lacava (sassofoni), Roberto Dazzan (tromba).

“Alter Alter”

Per la scrittura e la realizzazione di Alter Quantum, i 291out attingono da scenari fantascientifici attraverso una narrazione sonora strutturata in forma di “concept” e dall’immaginario di un possibile futuro distopico che si mescola allo spazio profondo.

Il titolo del disco, riportato sul retro nella forma di Alter Alter Quantum, richiama quasi testualmente la rivista mensile di fumetti “Alter Alter” apparsa in Italia tra la seconda metà degli anni 70 ed i primi 80 per volontà di Oreste Del Buono. Nata con l’intento di pubblicare storie fantastiche e d’avventura per un pubblico adulto si avvarrà di alcune tra le più grandi firme del fumetto mondiale.

Le più grandi firme del fumetto mondiale: Sydney Jordan

Tra questi, lo scozzese Sydney Jordan, autore della serie “Jeff Hawke”, tra i capisaldi della fantascienza illustrata e debitore alla narrativa di Asimov, Clarke e Simak, offre lo spunto per cui la Terra è un piccolo pianeta di un settore periferico piuttosto isolato della nostra galassia, soggetta ad un inevitabile depauperamento. Lo stile rivoluzionario e surreale del francese Jean Giraud in arte Moebius è, invece, fondamentale per l’idea di come si potessero sviluppare narrativamente gli eventi del disco.
La sua opera “Il garage ermetico di Jerry Cornelius”, in cui arrivò ad abolire la tradizionale sceneggiatura, lasciando che le idee e le immagini che gli venivano in mente fluissero senza regole sulle tavole, è l’input per articolare il racconto attraverso una serie di istantanee.

Istantanee che immortalassero il Mondo Nuovo (le aree ampie ed apparentemente disabitate di “Locus-Zeta”, l’atmosfera densa di segni ed allo stesso tempo straniante del paesaggio urbano in “Saturazione Momentanea”, la cinetica futurista di “Città Cieche”, la metropoli umanoide di “Pianeta Mutante”).

Tutto questo, parallelamente ad un canovaccio in cui si narra che, mentre nel sistema solare incombono inaspettati visitatori provenienti da altre galassie (“Giove Chiama Terra”), dal nostro pianeta iniziano le prime spedizioni coloniali interplanetarie (“Zeta-Luna”).

Richard Corben

Si omaggia, infine, l’opera dello statunitense Richard Corben che, più di tutti, ha influenzato artisticamente l’immaginario del concept, a partire dall’illustrazione concepita da Simone “Mega” Antonucci per l’artwork del disco. Comparso per la prima volta proprio sulle pagine di “Alter Alter”, fu un innovatore grazie all’eccezionale forza evocativa, pulsante, dei suoi disegni fantasy. Dalle sue opere oniriche, vengono assimilati certi scenari, resi vivi dagli impasti delle tempere: le brughiere riarse, le ancestrali rovine, le cupe cittadine e l’eterogenea fauna semi-umana.

L’etimologia latina del titolo “Alter Quantum” si può interpretare anche come “Altra Dimensione”, così come viene esemplificata nell’illustrazione in front cover dove un cittadino, dalle fattezze vagamente mutoidi, scorge un non ben identificato oggetto volante che si percepisce nel cielo sulfureo, non più azzurro dai tempi dell’età della vita all’epoca del ciclo terrestre.

L”Altra Dimensione”, quella sonora, traccia ed intreccia le coordinate musicali intraprese precedentemente con il progetto elettronico 291outer space. Ma, differentemente dai concept Beyond (Taste Rec. 2023) ed Escape from Arkana Galaxy (N.I.M. 2018), la componente strumentale è preminente e la musica viaggia in parallelo su frequenze jazz-rock debitrici alla tradizione del prog, del funk ed al mondo delle colonne sonore.

291out:

Basso elettrico, sintetizzatori – Luca “Presence” Carini. Chitarra elettrica & acustica, sintetizzatori – Marco Leo. Batteria, darbouka – Antonio “Totem” Bocchino. Piano elettrico, sintetizzatori, talk-box – Niccolò Barozzi. Tromba – Roberto Dazzan.

Hanno collaborato al disco:

Piano elettrico, sintetizzatori – Floriano Bocchino (A1), Walter “Quiroga” Del Vecchio (B1, B3). Chitarra elettrica – Tancredi Duccio “Nagarrius” d’Alò (A2), Vincenzo “Warren” Ciorra (B1, B3). Sax contralto, tenore & soprano – Den Lacava (A2). Rainstick – Francesco “Vienna” Rotondo (A1, A4, B3)

Registrazione, mix e mastering: Marco Leo – Bluescore Studio (Milano) 2025. Fonici di produzione: Stefano Bottalla (B1, B3), Ivan Cibien (A2), Fabrizio Faraoni (A4). Illustrazioni: Simone “Mega” Antonucci. Grafica: Weird Studio. Stampa: Mother Tongue (Verona). Edizioni Musicali: KY Publishing. Copyright fonografico (p): Tasty Treats Records & 291out.

ALTER QUANTUM: come nasce e che cosa sogna

Due dei brani di Alter Quantum, presenti nella side A del disco, vengono ripresi dalla soundtrack del documentario “BOX” di Giorgio Carella (Camera Car – 2001). Si trattava di un’indagine sul disagio sociale e sulle storie di riscatto civile di alcuni residenti all’interno del cosiddetto ‘palazzone’, un enorme edificio da 1.200 abitanti costruito nel comune di Cinisello Balsamo, alla periferia nord di Milano.

Saturazione Momentanea

Il primo brano, Saturazione Momentanea, presentava una struttura essenziale, scarna, dall’andamento ritmico ossessivo che ben rendeva l’atmosfera cupa e straniante del paesaggio rappresentato.

Questa versione del brano comparirà nel 2004 all’interno di due episodi della serie Scrivere New York: nove documentari d’autore – prodotti da Minimum Fax Media, (H)Film e Cult Network per la regia di Giorgio Carella e Marco Cassini – con protagonisti nove scrittori americani che raccontano la propria visione di New York.

Dopo 22 anni dalla sua realizzazione e diverse esecuzioni live, la composizione assume una nuova forma, arricchita dalle parti tematiche e solistiche di piano elettrico, sintetizzatori ed ottoni.

Città Cieche

Il secondo brano, Città Cieche, tema principale del documentario BOX, viene invece ripreso in una chiave completamente inedita con un tema per sintetizzatore scritto ex-novo e la tromba evocativa di Roberto Dazzan a richiamare certe atmosfere care al Vangelis dei primi ottanta.

Le suggestioni sonore a cui i 291out attingono per la realizzazione del disco Alter Quantum sono tra le più disparate

Ma ancora una volta è la musica per il cinema ad essere al centro dell’attenzione della band. Brani come “Saturazione Momentanea” e “Pianeta Mutante” richiamano certe atmosfere che Barry De Vorzon aveva concepito per il film “The Warriors (I Guerrieri della notte)” del 1979.

Così come l’impiego degli arpeggiatori elettronici parallelamente all’andamento degli strumenti a corde e la batteria vuole onorare certe soluzioni stilistiche adottate da alcuni compositori italiani per la realizzazione di diversi capisaldi del genere post-atomico.

Tra questi, Riz Ortolani per “1990: I Guerrieri del Bronx” del 1982 ed “I guerrieri dell’anno 2072” del 1984, Francesco De Masi per “Fuga dal Bronx” ed i f.lli De Angelis per “2019: Dopo la Caduta di New York” del 1983).

Non mancano riferimenti all’immaginario compositivo di diversi autori di riferimento nel campo della Kosmische Musik e dello Sci-Fi Sound (tra tutti, Vangelis, Shulze, Jarre, Parson, Moroder, Carpenter) ma anche a misconosciuti classici della space-music mitteleuropea ed inglese dei tardi 70 come “Time Signals” di Klaus Weiss, “Voyage” di Brian Bennett, “Magic Fly” degli Space. Si omaggia anche l’elettronica immaginifica di autori come il francese Bernard Fevre, il canadese Gino Soccio, lo statunitense Patrick Cowley, la cosmic-disco dei russi Zodiac, il krautrock dei tedeschi Tangerine Dream, i concept synth di alcune library-music italiane a firma Piero Umiliani e Giuliano Sorgini. Non ultimo, il sound avveneristico di gruppi giapponesi come Yellow Magic Orchestra e Logic System. Tradizione, dunque, ed innovazione che si rincorrono tra passato e presente e si ibridano alla ricerca di un sound del futuro ancora tutto da scoprire.

ALTER QUANTUM (track by track):A1. Locus-Zeta

L’incipit ci fa entrare subito nel flusso del viaggio cosmico, tra vibrazioni sintetizzate e corde di nebulose, in pieno avvistamento del pianeta Zeta Luna. L’approdo spaziale è ancora lontano, una chitarra leva la sua voce dalla Terra: propagazioni improvvise definiscono e modellano lo spazio verso il locus primigenio.

A2. Saturazione Momentanea

Brano ripreso dall’omonimo singolo ‘Saturazione Momentanea’ (Tasty Treats Records, 2024), la cui genesi risale al lontano 2000 per il documentario “BOX” (Cameracar prod.): un’indagine a cura di Giorgio Carella sulla periferia nord di Milano. Ma adesso la periferia è l’intera Terra, vista dallo spazio, in una orchestrazione potente di piano elettrico,  sintetizzatori e brass.

A3. Giove Chiama Terra

Una comunicazione improvvisa dal pianeta Giove. Qualcosa di imprevisto alle porte della nostra esosfera: oggetti volanti non identificati sovrastano poderosi sul cielo sulfureo. Che sia arrivato il tempo di una possibile invasione del sistema solare? Sull’ostinato incalzante della sezione ritmica ecco che il sintetizzatore tematico prende il volo. Dalle retrovie, segue la chitarra solista.

A4. Città Cieche

Un altro brano ripreso dal documentario “BOX” e reinterpretato in un sound da filamenti futuristici, di boccioniana memoria. Nel nuovo percorso antropocenico si aprono strade nel vuoto compatto e si attraversano fasce luminose a bassa intensità, dove città dormienti di umanoidi accolgono la flotta e la lasciano ondeggiare verso il suo, il nostro, destino. La tromba solista commenta in penombra.

B1. Pianeta Mutante

Le redivive aree metropolitane, sopravvissute alla prova del tempo, sono conglomerati di edifici articolati verticalmente. Transitando per questi interstizi c’è il rischio di perdersi. Da lontano riecheggia un vocoder. Gli invasori avanzano facendosi strada tra le possenti architetture. Tra arpeggiatori e synth modulari si dipana imperioso il basso elettrico con la chitarra  ancora protagonista e il brass di trombe a rifinire il mosaico.

B2. Zeta-Luna

Le nebulose spaziali si diradano: l’avvistamento di Zeta-Luna viene annunciato da un ipnotico groove in cui riecheggia un tema di chitarra su cui si adagia una voce d’altri tempi. Nel punto di svolta finale tutto sembra sciogliersi, proprio un attimo prima dell’atterraggio, in progressioni verticali che ci fanno inabissare in zone grigie fuori orbita.

B3. Pianeta Mutante (End Titles)

Brano conclusivo nato dalla cellula finale di “Pianeta Mutante” con il piano elettrico protagonista che si staglia liquido dagli strumenti a corde. Tutto rimane sospeso nelle galassie… Pur stazionando in orbita, i pianeti cambiano forma. Ricordi lontani di un ciclo vitale. Il viaggio di questi visitatori sconosciuti sembra non avere una destinazione precisa. Si rimanda tutto al prossimo futuro…

— Onda Musicale

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