Dal 6 marzo 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali e in formato vinile e CD “The Sisterhood 2”, il nuovo album di Sarah Jane Morris & Tony Rémy presentato dal vivo l’8 marzo al 229 Great Portland St. di Londra, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Annunciati i concerti in Italia a Roma, Milano, Pesaro
L’acclamata vocalist britannica Sarah Jane Morris e il chitarrista Tony Rémy presentano “The Sisterhood 2”, un album composto da 11 nuovi brani che celebrano alcune delle più influenti cantautrici del nostro tempo.
Molti conosceranno già The Sisterhood, il progetto che Sarah Jane Morris e Tony Rémy presentarono nel 2024 e in cui dieci delle più importanti cantautrici del Novecento erano al centro di un originale ciclo di canzoni, ma sia Morris che Rémy già sapevano non sarebbero state sufficienti: altre dovevano essere incluse.
Lo slancio creativo non si è mai fermato e, già alla prima esecuzione dal vivo, The Sisterhood era salito a dodici brani, con nuove canzoni per Patti Smith e Sinéad O’Connor, recentemente scomparsa, aggiunte alle dieci originali. Da allora ne sono state scritte altre nove. Peggy Seeger, Etta James, Joan Baez, Dolly Parton, Bonnie Raitt, Joan Armatrading, Janis Ian, Tracy Chapman e Amy Winehouse sono diventate parte del progetto, riunite in questo secondo volume di straordinaria qualità.

I requisiti della “sorellanza” secondo Sarah Jane Morris
Morris afferma che ci sono tre requisiti fondamentali perché una cantante entri nella “Sisterhood”. Condizione necessaria
– tutte devono essere artiste di eccellenza e originalità.
– In secondo luogo, devono essere autrici oltre che interpreti.
– Infine, quasi tutte devono avere compreso durante la loro carriera, che talento e successo devono servire ad esprimersi su temi di coscienza civile. Hanno accettato la responsabilità che deriva dall’opportunità: essere testimoni, portavoce e sostenitrici di chi non ha voce. Tutte possiedono coraggio e guidano con l’esempio.
Sarah Jane Morris e il suo potente strumento: la voce
Sarah Jane Morris è perfettamente consapevole della potenza e della qualità del suo strumento vocale, rimasto intatto mentre domina il palco nel suo quinto decennio di carriera come cantante di fama internazionale. La sua intelligenza, l’estensione espressiva e la capacità di costruire narrazioni ed emozioni raggiungono qui uno dei loro punti più alti. La formazione teatrale le permette di interpretare testi lunghi e complessi con un’articolazione impeccabile. “The Sisterhood 2” offre nuovo materiale all’altezza di tali qualità.
La collaborazione storica con Tony Rémy
Con Tony Rémy (amico e collaboratore sin dagli anni Ottanta) ha trovato il partner creativo ideale. Si conoscono così bene – condividendo standard elevatissimi e una pratica artistica di livello mondiale – che il loro lavoro procede con comprensione naturale e fiducia assoluta. Tony è da tempo considerato uno dei chitarristi più importanti e versatili al mondo. Ha persino sostituito Clapton nella band di Jack Bruce, è maestro di Soul, Jazz, Funk e African Blues, oltre che compositore originale e inventivo.
Il suo ruolo in The Sisterhood come coautore e coproduttore è l’altra metà di un’equazione magica: la voce, le parole, la chitarra, l’esperienza condivisa e una conoscenza infinita di ciò che serve e di come ottenerlo. Morris e Rémy hanno tutto questo, e “The Sisterhood 2” è il loro ultimo capolavoro.

Recensione brano per brano
Secondo Sarah, The Sisterhood riguarda il passaggio della torcia da sorella a sorella. Ascoltando queste canzoni, diventa evidente che Sarah stessa è una delle portatrici di quella torcia, e che questo progetto è la prova definitiva del suo posto tra le migliori.
“Longing To Be Free” (Peggy Seeger): è un potente inno femminista e una narrazione biografica degli eventi, delle relazioni e delle battaglie di una vita leggendaria di attivismo musicale.
“Oh Mother My Mother” (Sinéad O’Connor): è al tempo stesso un’elegia celtica e un sogno ovidiano, in cui Sinéad e sua madre si ritrovano come uccelli accanto a un lago immaginario, tentando una riconciliazione fuori dal tempo. La pacatezza dell’arrangiamento che rimanda continuamente alle sonorità irlandesi, immerge in un paesaggio visuale e sonoro disarmante che sembra restituire alla O’ Connor tutta la pace e la serenità che spesso sono mancate nella sua vita.
“ICan Hear Jesus Weeping” (Tracy Chapman): melodicamente incantevole, esprime un’amara accusa per l’abbandono di chi ha più bisogno di protezione: “Abbi pietà di noi e di coloro che non possono sentire il pianto dei bambini.” Il brano potrebbe essere stato benissimo scritto e cantato dalla stessa Chapman per la similitudine di sound e mood, nonché per le intenzioni. Non è solo un brano ispirato alla Chapman, ma si direbbe quasi, proprio un suo brano.
“The Edge is Where the Magic is Found” (Amy Winehouse) è il brano scelto come singolo per presentare “The sisterhood 2”. Si tratta di una ballad jazz che Amy stessa avrebbe amato, focalizzata sull’arte della giovane cantante, accennando con delicatezza alla tragedia della sua caduta. È un genere e una ballad che Amy Winehouse stessa avrebbe potuto esplorare a modo suo se solo avesse avuto il tempo e le persone giuste con cui continuare il suo già straordinario viaggio musicale.
“Love Wit & Stardust” (Dolly Parton): rende omaggio alla donna che, forse più di chiunque altra, ha saputo comunicare valori universali di inclusione, generosità e chiarezza morale a tutti, “dal Paradiso al Grand Old Opry.” Gli arpeggi di chitarra di Tony Rémy inducono alla memoria le origini della musica country di Dolly Parton.
“Always Both and Never” (Joan Baez): descrive il paradosso per cui la non violenza militante rischia comunque una rappresaglia mortale. Il brano ricorda l’eroismo e il sacrificio che convivevano con l’edonismo degli anni Sessanta. Anche questo omaggio sembra calzare perfettamente alle corde e alla sensibilità della “sorella” a cui è ispirato, Joan Baez.
“Sweet Mama Raitt” (Bonnie Raitt): è impreziosita da un tributo vocale perfettamente cesellato: “Le tue canzoni mi fanno sentire come se avessi parlato con te”, e rende omaggio in particolare allo straordinario brano di Raitt sulla donazione di organi. Il brano rispecchia, inoltre, l’eleganza di questa incredibile chitarrista statunitense e la sua resilienza. Nonché la citazione “chitarristica” che lo rende uno dei brani più forti dell’album.
“Let Only Love Remain” (Joan Armatrading): è un tour de force musicale che dimostra una comprensione sottile della sua arte, avvolgendo al tempo stesso l’enigma della sua privacy gelosamente custodita. Un sapiente omaggio a questa cantautrice e specialista della chitarra acustica di origini anglo-caraibiche.
“Crazy Angel” (Patti Smith): è una splendida poesia performativa sostenuta con eleganza, che deve molto alla stessa Patti ma che esprime con forza la propria intenzione artistica. Nelle mani di Morris, l’arte di Patti diventa uno specchio della magnificenza di Smith. Nulla da aggiungere a un’artista già immensa.
“Also Known as Etta James” (Etta James): è un brano oscuro e pulsante, carico dell’atmosfera di pericolo che caratterizzava la vita di un’artista nera senza compromessi nell’America del suo tempo. A tratti, la voce di Morris sembra riecheggiare quella di Etta James in una sorta di simbiosi come un “io” narrante.
“The Dignity of Love” (Janis Ian): è un brano che proclama con eleganza l’amore umano in tutta la sua diversità, chiude l’album con un finale gloriosamente sostenuto di oltre nove minuti, lasciando l’ascoltatore desideroso di ascoltare ancora.
In ultima analisi, il progetto The Sisterhood rivela in Sarah Jane Morris una grande generosità e riconoscenza verso l’universo femminile delle musiciste celebrate e meritevoli di esserlo. Allo stesso tempo, la nobilita ed eleva alle stesse altezze se non di più per versatilità di stili, capacità camaleontica nelle espressioni vocali, ricerca e accuratezza stilistica, conoscenza della vita e delle opere delle “sorelle” omaggiate al punto da far sembrare ogni singolo brano tagliato su misura, non solo dedicato o ispirato, ma ipoteticamente “consegnato” alle stesse come lettura autobiografica. Chapeau a Morris!

Sarah Jane Morris & band tornano in Italia per presentare dal vivo il nuovo album:
22 Maggio – Pesaro: Teatro Sperimentale (info biglietti: https://www.teatridipesaro.it/spettacolo/sarah-jane-morris/)
23 Aprile – Roma: Auditorium Parco della Musica (info biglietti: https://www.ticketone.it/event/sarah-jane-morris-the-sisterhood-vol-2-auditorium-parco-della-musica-ennio-morricone-20748918/)
8 e 9 Maggio – Milano: Blue Note (info biglietti: https://www.bluenotemilano.com/evento/concerto-sarah-jane-morris-the-sisterhood-8-maggio-2026-milano/)
Biografia
Sarah Jane Morris è una delle forze creative più importanti del panorama musicale mondiale. Dovrebbe essere coccolata e conservata in una teca, perché persone come lei non capitano spesso: è così raro incontrare qualcuno così costantemente disposto a sperimentare e reinventarsi nella ricerca dell’eccellenza musicale.
Famosa per il suo duetto di “Don’t Leave Me This Way” con Jimmy Somerville, uno dei singoli più venduti del 1986, ha lanciato il suo primo album solista nel 1989 e ha supportato i Simply Red in giro per l’Europa, ottenendo un successo radiofonico con “Me and Mrs. Jones”.
Morris e il rapporto con l’Italia
Nel 1991 Sarah Jane scrisse il testo di “I’m missing you (Se stiamo insieme)” la canzone con cui vinse il Festival di Sanremo insieme a Riccardo Cocciante. La versione inglese della canzone ebbe successo in Europa con la Virgin Records. Sarah Jane ha realizzato 16 album solisti, tra cui vari album per Irma Records di Bologna, con cui ha un’ottima amicizia musicale.
Sarah Jane gestisce la sua etichetta discografica, Fallen Angel Records, ma considera l’Italia come una seconda casa, poiché le è stata molto vicina nel corso degli anni.
Il suo ultimo progetto si intitola “The Sisterhood” (volume I e II), in cui ha scelto ventuno artiste femminili, partendo da Bessie Smith e arrivando a Kate Bush, Annie Lennox e Sinead O’Connor. Le canzoni parlano delle donne e delle battaglie che spesso hanno dovuto affrontare per essere ascoltate su un piano di parità, o anche solo essere ascoltate.
L’album fu lanciato al Alexandra Palace Theatre di Londra il 8 marzo 2024, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il secondo volume, allo stesso modo, è disponibile dal 6 marzo 2026.


