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Dalle strade di Birmingham all’Olimpo dell’AOR: la storia degli Shy

Shy

La storia degli Shy comincia nei pub e nei piccoli club di Birmingham, nel cuore industriale dell’Inghilterra. È il 1982 quando un gruppo di giovani musicisti – inizialmente sotto il nome Trojan – decide di spingersi oltre la tradizione NWOBHM (New wave of British heavy metal) che domina la scena locale.

La formazione originaria vede Steve Harris alla chitarra, Paddy McKenna alle tastiere, Mark Badrick al basso e Alan Kelly alla batteria. Ma è l’arrivo del cantante Tony Mills, dotato di una voce acrobatica e luminosa, a trasformare definitivamente il progetto: nasce così Shy, una band che punta a un rock più melodico, più raffinato, più internazionale.

Il debutto arriva nel 1983 con Once Bitten… Twice Shy, un album che conquista subito l’attenzione di Kerrang!, aprendo alla band le porte delle major.

Il suono: hard rock melodico, tastiere scintillanti e una voce che vola

Gli Shy appartengono a quella corrente britannica che negli anni ’80 ha saputo reinterpretare l’AOR americano con un tocco più drammatico e teatrale.
Il loro stile è un equilibrio perfetto tra:

  • chitarre taglienti ma mai aggressive,
  • tastiere ampie e cinematografiche,
  • melodie vocali altissime, grazie all’estensione di Mills, spesso paragonato a Geoff Tate dei Queensrÿche.

Il risultato è un hard rock melodico che guarda ai Bon Jovi, ai Dokken, ai Journey, ma con una sensibilità tutta inglese: più cupa, più elegante, più “notturna”.

Gli anni d’oro: tour, successi e un album simbolo

Il periodo d’oro degli Shy arriva tra il 1985 e il 1987. Con Brave the Storm (1985) la band entra nel circuito delle major e comincia a girare l’Europa aprendo per Bon Jovi, Meat Loaf, Twisted Sister, Gary Moore e UFO.

Nel 1987 pubblicano il loro capolavoro: Excess All Areas, prodotto da Neil Kernon e impreziosito dal singolo Break Down the Walls, scritto insieme a Don Dokken. L’album entra nelle classifiche britanniche e diventa un punto di riferimento per gli appassionati di AOR.

Crisi, cambi di formazione e resistenza

Gli anni ’90 non sono gentili con gli Shy: l’arrivo del grunge, i problemi con le etichette e i cambi di formazione minano la stabilità del gruppo. Tony Mills lascia nel 1990, rientra nel 2000, poi di nuovo nel 2009. Nonostante tutto, la band continua a pubblicare album, a reinventarsi, a mantenere viva una fanbase fedele.

La storia degli Shy è anche segnata da due perdite importanti: Steve Harris, chitarrista storico, scompare nel 2011; Tony Mills muore nel 2019, lasciando un vuoto enorme nella scena melodic rock. Oggi la band continua a esistere con il cantante Lee Small, mantenendo vivo un repertorio che ha segnato un’epoca.

Album in studio degli Shy

  • 1983 – Once Bitten…Twice…
  • 1985 – Brave the Storm
  • 1987 – Excess All Areas
  • 1989 – Misspent Youth
  • 1994 – Welcome to the Madhouse
  • 1999 – Let the Hammer Fall
  • 2002 – Unfinished Business
  • 2005 – Sunset and Vine
  • 2011 – Shy

— Onda Musicale

Tags: Bon Jovi, Twisted Sister, UFO, Meat Loaf
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