La storia dei Dare comincia nel 1985, in un’Inghilterra che sta cambiando pelle.
A Oldham, nel nord del Paese, Darren Wharton, già tastierista dei Thin Lizzy, si ritrova a un bivio dopo lo scioglimento della band voluto da Phil Lynott. È un momento di sospensione, quasi di silenzio creativo. Ma proprio da quel silenzio nasce un nuovo progetto: una band che unisce la sensibilità melodica del rock irlandese alla potenza dell’AOR americano.
Accanto a Wharton si uniscono Vinny Burns alla chitarra, Martin “Shelley” Shelton al basso, James Ross alla batteria e Brian Cox alle tastiere — sì, proprio lui, il futuro fisico e divulgatore scientifico. Il debutto discografico arriva nel 1988 con Out of the Silence, registrato negli studi privati di Joni Mitchell a Beverly Hills: un dettaglio che dice molto sull’ambizione e sulla cura sonora del progetto.
Il suono: AOR raffinato, melodie cinematografiche e un’anima celtica
Il marchio dei Dare è immediatamente riconoscibile. Il loro AOR non è solo elegante: è atmosferico, lirico, quasi cinematografico. Le tastiere di Wharton non riempiono semplicemente gli spazi: li scolpiscono. Le chitarre di Burns alternano delicatezza e impeto, mentre la voce di Wharton porta con sé un’eco di malinconia irlandese.
Con Blood from Stone (1991) la band tenta una svolta più dura, più vicina all’hard rock americano. L’album entra in classifica nel Regno Unito, ma Wharton stesso, anni dopo, ammetterà che quella deviazione non rispecchiava la vera identità del gruppo.
Dagli anni 2000 in poi, i Dare trovano finalmente la loro dimensione definitiva: un rock melodico dalle tinte celtiche, intimo e poetico, che diventa il loro tratto distintivo.
«Eravamo giovani e eccitati all’idea di vendere la nostra registrazione nei negozi.
(Darren Wharton)
Registrare l’album a Los Angeles e andare in tour per tutta l’Europa
con gli Europe ha reso l’intero ricordo di questo disco molto prezioso per me.
Canzoni come “King of Spades” e “Return the Heart” furono l’incipit
della direzione che maggiormente ispirò la mia musica attuale»
Cadute, rinascite e un’identità ritrovata
Dopo essere stati scaricati dalla A&M Records nei primi anni ’90, i Dare attraversano un periodo di silenzio. La rinascita arriva nel 1998 con Calm Before the Storm, un album che segna l’inizio di una nuova fase: Wharton produce da sé, la band cambia formazione e il suono si fa più caldo, più personale. Nel 2014 il chitarrista Richie Dews lascia la band dopo un decennio di permanenza, venendo sostituito dal bassista Nigel Clutterbuck, che era già stato in formazione nei primi anni’90.
Da lì in avanti, ogni disco è un tassello di un percorso coerente:
- Belief (2001) introduce atmosfere più eteree;
- Beneath the Shining Water (2004) approfondisce la vena malinconica;
- Sacred Ground (2016) conquista le classifiche rock europee;
- Road to Eden (2022) conferma la maturità artistica della band.
Oggi i Dare sono una band cult: non hanno mai inseguito le mode, ma hanno costruito un’identità sonora unica, riconoscibile fin dal primo accordo.
Album in studio dei Dare
- 1989 – Out of the Silence
- 1991 – Blood from Stone
- 1998 – Calm Before the Storm
- 2001 – Belief
- 2004 – Beneath the Shining Water
- 2009 – Arc of the Dawn
- 2012 – Calm Before the Storm 2
- 2016 – Sacred Ground
- 2018 – 0ut of the Silence II
- 2022 – Road to Eden








