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Boards of Canada: i maestri del glitch nostalgico

Boards of Canada

Immaginate un paesaggio sonoro nebbioso, dove i ricordi d’infanzia si fondono con bip elettronici distorti e melodie ipnotiche.

È questo l’universo incantato dei Boards of Canada, il duo scozzese che ha ridefinito i confini dell’elettronica ambient dagli anni ’90. Michael Sandison e Marcus Eoin, originari delle remote Highland scozzesi, non sono solo musicisti: sono architetti di sogni retrofuturistici, capaci di evocare un’era analogica con strumenti digitali.

La loro storia inizia nei primi anni ’80, quando i due adolescenti, cresciuti tra le colline di Hexham e la campagna vicino Inverness, iniziano a sperimentare con nastri e sintetizzatori. Ispirati da pionieri come Brian Eno e Kraftwerk, ma filtrati attraverso documentari educativi della BBC e colonne sonore di film psichedelici, registrano i primi demo sotto pseudonimi come Brother James e Darkrad. È solo nel 1995, con l’EP Twoism su Music70, che il mondo scopre il loro suono signature: loop granulari, campionamenti vintage e un senso di malinconia avvolgente. L’album Music Has the Right to Children (1998, Warp Records) li catapulta nell’Olimpo dell’IDM, vendendo centinaia di migliaia di copie e influenzando generazioni di producer.

Ma qual è il segreto del loro fascino?

Il genere dei Boards of Canada è un ibrido perfetto: IDM (Intelligent Dance Music) con venature ambient e downtempo, arricchito da glitch – quei piccoli “errori” digitali che rompono la perfezione per creare texture organiche. Le loro tracce, come “Dayvan Cowboy” o “Roygbiv“, pulsano di nostalgia per gli anni ’70, con cori infantili campionati, field recordings naturali e bassi caldi che ti avvolgono come una coperta termica in una notte scozzese. È musica che non balli, ma ascolti sdraiato, lasciando che ti trasporti in un limbo tra utopia e distopia.

Il nome? Un omaggio geniale al National Film Board of Canada (NFB), l’ente canadese produttore di cortometraggi educativi degli anni ’60 e ’70

Quei filmati grainy, con grafiche psichedeliche e musiche minimali, hanno segnato l’infanzia dei due artisti. “Boards of Canada” evoca proprio quell’estetica: un’eredità visiva e sonora che permea ogni loro release, da Geogaddi (2002), con le sue teorie cospirative sul numero 11, a Tomorrow’s Harvest (2013), il loro ultimo full-length che ha confermato il loro status di cult band.

I Boards of Canada non producono dischi: tessono tapestrierie sonore che resistono al tempo. Se non li avete mai sentiti, partite da Music Has the Right to Children – e preparatevi a non uscirne più.

Molte tracce dei Boards of Canada contengono campioni di diversi documentari e film degli anni settanta che, accompagnati dai suoni elettronici degli strumenti di quel periodo, creano quelle atmosfere nostalgiche ed oscure che hanno reso famosa la loro musica. Proprio per tali ragioni, essi vengono annoverati fra i gruppi hauntology.

Album in studio dei Boards of Canada

  • 1998 – Music Has the Right to Children
  • 2002 – Geogaddi
  • 2005 – The Campfire Headphase
  • 2013 – Tomorrow’s Harvest

— Onda Musicale

Tags: Kraftwerk, Brian Eno
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