Ute Lemper è la grande viaggiatrice del cabaret europeo: una voce che attraversa un secolo di musica, trasformando memoria, teatro e desiderio in un’unica, magnetica presenza scenica.
La nascita di un’artista inquieta
Ute Gertrud Lemper nasce a Münster nel 1963, in una famiglia dove la musica è un linguaggio quotidiano: la madre è cantante lirica, la casa è piena di pianoforti, esercizi vocali, disciplina. Da bambina studia danza, pianoforte, recitazione. Da adolescente canta nei jazz bar. È un talento precoce, ma soprattutto è un’anima irrequieta, affamata di mondi.
La sua formazione passa per la Dance Academy di Colonia e il Max Reinhardt Seminar di Vienna, due luoghi che le insegnano la precisione del gesto e la libertà dell’interpretazione.
Il teatro come destino: da Cats a Chicago
Il suo debutto importante arriva nel 1983 con Cats a Vienna, ma è negli anni successivi che Lemper diventa un fenomeno internazionale:
- Sally Bowles nel Cabaret parigino (Molière Award 1987)
- Lola Lola ne L’Angelo Azzurro
- Velma Kelly in Chicago, a Londra e New York (Olivier Award 1998)
Sono ruoli che richiedono carisma, ambiguità, sensualità, ironia: tutte qualità che Lemper possiede in modo naturale. È una performer totale, capace di trasformare ogni scena in un piccolo universo emotivo.
La voce del Novecento: Weill, Brecht, Dietrich, Piaf
Se il teatro la consacra, è però la canzone del Novecento a renderla immortale. Ute Lemper diventa la più autorevole interprete contemporanea del repertorio di Kurt Weill e Bertolt Brecht, riportando alla luce la crudezza, l’ironia e la sensualità del cabaret berlinese degli anni ’20. I suoi album dedicati a Weill – il primo del 1988, subito in vetta alle classifiche crossover – sono pietre miliari.
Ma la sua voce attraversa anche Marlene Dietrich, Édith Piaf, Astor Piazzolla, Gershwin, Tom Waits: un atlante emotivo che unisce Parigi, Berlino, Buenos Aires, New York.

Cinema, pittura, scrittura: un’artista poliedrica
Ute Lemper non si limita alla musica. Recita in film di Peter Greenaway e Robert Altman, dipinge in stile neoclassico, pubblica saggi e un’autobiografia (Unzensiert, 1995). È una creatrice instancabile, una donna che non accetta confini.
Il presente: la viaggiatrice del tempo
Nel 2026 Ute Lemper porta in tour Time Traveler, uno spettacolo che ripercorre 45 anni di carriera attraverso città, epoche e memorie: Weimar, Berlino, Parigi, Londra, New York, Buenos Aires. È un mosaico di storie, canzoni e confessioni, un viaggio che unisce Weill, Piazzolla, Brel, Gershwin e le sue composizioni ispirate a Bukowski, Neruda e Coelho.
È la summa della sua vita artistica: un percorso che non è mai lineare, ma sempre in movimento.
Ute Lemper è unica
Perché non interpreta: incarna. Perché non canta il passato: lo riporta in vita. Perché ogni suo concerto è un atto teatrale, un racconto, un viaggio emotivo.
Perché ha trasformato il cabaret in un linguaggio contemporaneo, vivo, necessario. Ute Lemper è, semplicemente, la voce che attraversa il tempo.











