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Design con “Faithless” in un viaggio post-punk e darkwave

copertina dell'album dei Design

Venerdì 15 maggio 2026 la band marchigiana Design torna sulle scene con Faithless, il terzo album in studio.

I Design tornano con “Faithless”, un viaggio post-punk e darkwave nell’assenza di certezze, tra lutto personale, disillusione collettiva e possibilità di rinascita. Anticipato nelle scorse settimane dai singoli Red Dragon e Blame, viene pubblicato in LP, CD e digitale dall’etichetta Overdub Recordings.

Il nuovo singolo dei Design

Faithless è un lavoro intenso e profondamente concettuale che affronta il tema della perdita – individuale e simbolica – come chiave di lettura di un presente svuotato di senso. Nasce dall’assenza di punti di riferimento, dal silenzio di Dio e dal crollo delle ideologie, ma anche dal bisogno umano di trovare, nell’amore e nella consapevolezza, una possibilità di redenzione. In questo senso, il termine faithless non indica soltanto la mancanza di una fede religiosa, ma una condizione più ampia e attuale: l’incredulità verso la società e verso un mondo che sembra aver tradito ogni promessa di rispetto ed uguaglianza.

Il nuovo album

Il disco si sviluppa come un viaggio onirico e interiore, in cui il microcosmo dell’elaborazione di un lutto riflette il macrocosmo di una realtà asfissiante, violenta e incomprensibile. In questo spazio di smarrimento, l’individuo rischia di soccombere, preda della superstizione e dell’incapacità di decifrare il reale. Il percorso narrativo culmina nel ventre della balena, simbolo centrale dell’opera: luogo di rifugio, attesa e confronto con l’oscurità. Da Collodi a Melville, passando per Orwell, la balena diventa metafora dell’assoluto, del lutto e della sospensione. È solo attraversando questo spazio, e uscendone trasformati, che Faithless apre alla possibilità di una rinascita.

Il soundscape del nuovo album

Dal punto di vista sonoro, il disco si muove in una linea di confine tra post-punk, darkwave ed electronic rock, privilegiando costruzione atmosferica e intensità emotiva. Composto tra febbraio e ottobre 2024 e registrato nel maggio 2025 tra Castelfidardo (AN) e Berlino, l’album è stato prodotto, registrato e mixato da Enrico Tiberi (Nrec, The Shell Collector) e finalizzato nel mastering a Londra da Pete Maher, già al lavoro con artisti come Nick Cave and The Bad Seeds, Depeche Mode, Nine Inch Nails, The Jesus and Mary Chain, U2, Pixies e The Killers

Stratificazioni di synth e texture elettroniche si intrecciano con chitarre taglienti e ritmiche serrate, dando vita a un linguaggio diretto e corporeo, vicino alla tensione di Model/Actriz, alla sospensione emotiva dei Crosses e a una sensibilità industrial-rock affine ai Nine Inch Nails. Sul versante melodico affiorano richiami alla lezione di New Order e Depeche Mode, rielaborata con uno sguardo contemporaneo privo di nostalgia. Ne emerge un sound solido e riconoscibile, essenziale nelle scelte produttive e orientato a dinamica, atmosfera e urgenza espressiva, in una prospettiva internazionale.

La grafica e l’impatto visivo

L’immaginario visivo dell’album si muove in continuità con questa tensione emotiva. La copertina di Faithless è dominata da un grande blocco di marmo fotografato da Paolo Maggiani nella sua opera Vette scalfite: pietra come materia primaria, ma anche tombale, pietra della memoria. Isolato e imponente, il marmo diventa metafora dell’individuo raccontato nel disco, un microcosmo chiuso e carico di peso emotivo. Alle sue spalle, il disegno evanescente di una balena realizzato da Sara Tringali attraversa l’immagine come presenza mentale e simbolica. Il dialogo tra fotografia e disegno restituisce visivamente il cuore dell’opera: un percorso che nasce dalla perdita e attraversa incredulità e silenzio fino alla possibilità di una rinascita.

la band marchigiana dei Design

TRACK BY TRACK | LE PAROLE DEI DESIGN

1. Faithless | Il punto di partenza del viaggio: il lutto e il silenzio di Dio. Di fronte alla morte, la fede crolla e resta solo il bisogno di qualcosa di tangibile. In assenza di risposte trascendenti, l’amore umano diventa l’unica forma possibile di salvezza.
2. Cold War | Racconta una tensione silenziosa e pervasiva, insieme domestica, interiore e storica. La “guerra fredda” diventa metafora di un conflitto represso e universale, in cui il dolore resta nascosto e l’incomunicabilità domina ogni spazio.
3. Sweet Surrender | Un racconto di esclusione e disallineamento. In un mondo che corre verso il collasso, la “dolce resa” diventa atto di libertà e di sopravvivenza emotiva: danzare sulle rovine, rifiutare l’omologazione e brindare lucidamente alla fine di un impero che non offre più appartenenza.
4. Deep Dive | La discesa nell’abisso interiore. Affrontare i demoni, scavare nella memoria, accettare ferite che non guariscono. Un’immersione necessaria, in cui il dolore non viene risolto ma attraversato.
5. Blame | Riflette sulla responsabilità individuale e sul senso di colpa. L’ammissione dei propri errori, in controtendenza rispetto alla rimozione, diventa un passaggio necessario per attraversare il dolore e raggiungere una quiete interiore.
6. 12 I 12 | Interludio strumentale, sospensione narrativa. Un passaggio di transizione, come un respiro trattenuto prima di proseguire.
7. Evil Eye | La rottura di un legame tossico. Invidia, possesso e manipolazione vengono smascherati e recisi. È un atto di autodifesa e liberazione: sottrarsi allo sguardo che consuma e riprendersi il proprio spazio.
8. Red Dragon | Visione apocalittica di un’umanità corrotta da avidità e violenza. Tra immagini bibliche e devastazione contemporanea, il brano denuncia un mondo che raccoglie ciò che ha seminato, mentre l’innocenza viene sacrificata.
9. Loner’s Dream | Una parentesi intima e fragile. L’amore come connessione profonda e quasi irreale, sospesa tra sogno e fine del mondo. Forse l’ultimo sogno di un Dio morente, forse l’unica cosa che rende sopportabile il nulla.
10. Keyhole | Uno sguardo critico sulla manipolazione della realtà. La verità resta fuori campo mentre chi osserva diventa complice inconsapevole di una messa in scena violenta. Un invito a dubitare delle immagini e del ruolo che si sceglie di interpretare.
11. The Belly of the Whale | Il cuore simbolico del disco. Il ventre della balena è rifugio, lutto, memoria e confronto con l’assenza del padre. Uno spazio di sospensione in cui dolore e amore convivono. Solo uscendone – trasformati – diventa possibile una rinascita.

Biografia

BIODesign nascono nelle Marche nel 2008 e sono composti da Daniele Strappato (voce e programming), Sara Tringali (basso), Nicola Cerasa (chitarre e tastiere) e Roberto Cardinali (batteria e programming). Il moniker nasce dall’idea di reinterpretare e rinnovare ciò che è già esistente: una tensione creativa che attraversa fin dall’inizio la loro scrittura e la costruzione dell’identità sonora. Dopo l’EP/demo 4 Little Hanged Toys (Copro Records/Casket Music), esordiscono nel 2012 con Technicolor Noise (Zeta Factory), un lavoro che fonde alternative rock, elettronica e suggestioni industrial.

Nel 2015 pubblicano Daytime Sleepwalkers per This Is Core, segnando un’evoluzione verso atmosfere più oscure, in cui elementi dark e new wave si innestano con maggiore consapevolezza nel loro sound. L’anno successivo esce DSRMX, raccolta di remix che amplia ulteriormente la dimensione elettronica del progetto. Dopo una pausa legata a vicende personali, la band torna nel 2026 con Faithless per Overdub Recordings, un disco intenso, concettuale e politico, che inaugura un nuovo capitolo artistico, profondamente influenzato dalle esperienze vissute.

— Onda Musicale

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