Musica

Fun Mc non chiede permesso: “Senza Speranza” è così

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Senza Speranza

“Senza Speranza” arriva come una dichiarazione d’intenti più che come un singolo promozionale

Tre MC, un DJ, una base grassa e nessuna voglia di mediare. “Senza Speranza” arriva come una dichiarazione d’intenti più che come un singolo promozionale, e forse è proprio questa la sua forza.

Fun Mc ha fatto radio, ha fatto TV, ha organizzato i primi contest hip hop di Roma, è finito in un docufilm al Festival del Cinema di Roma. Eppure, il suono è rimasto quello, denso, diretto, senza smussature. La presenza di Tragedia, vecchia scuola napoletana doc, e di Master Chiuso, romano con anni di militanza nella scena underground, non è un featuring di facciata: i tre hanno stili così riconoscibili che il brano non rischia mai di diventare omogeneo.

Ogni strofa ha un peso specifico diverso, un ritmo diverso, una temperatura diversa. Il confronto con certa scena rap italiana degli anni Duemila, quella dei Flaminio Maphia e dell’underground capitolino in senso largo, è inevitabile e non riduttivo: è una filiazione dichiarata, non un limite. Gli scratch di DJ D. Lo Z. sono il collante che tiene tutto insieme, e lo fanno con una pulizia tecnica che non passa inosservata. Un brano che non si scusa di essere quello che è.

— Onda Musicale

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