Ci sono canzoni che nascono da un progetto preciso, costruite nota per nota per diventare un successo. E poi ci sono canzoni come “The Look”, che arrivano quasi per sbaglio, tra un esperimento al synth e un testo scritto tanto per riempire uno spazio vuoto.
Eppure è proprio quest’ultima strada, la più imprevedibile, ad aver regalato ai Roxette uno dei brani simbolo del pop degli anni ’80.
Un sintetizzatore nuovo e un’idea sbagliata
Tutto comincia con Per Gessle, autore e chitarrista del duo svedese, alle prese con il suo nuovo giocattolo: un sintetizzatore Ensoniq ESQ-1 appena acquistato. Sperimentando con un giro di basso essenziale, Gessle butta giù alcune parole solo per avere qualcosa da cantare mentre lavora sull’arrangiamento. Versi come quello dell’uomo che cammina e colpisce come un martello non dovevano restare: erano, nelle sue stesse parole raccolte nel tempo dalla stampa musicale, semplici scarabocchi buttati lì per necessità ritmica. Quando in seguito prova a riscriverli, si accorge che quella spontaneità un po’ assurda ha un fascino che nessuna versione più elaborata riesce a replicare. Restano così come sono.
C’è anche un altro dettaglio curioso nella genesi del brano: il titolo di lavorazione era “He’s Got the Look”, pensato per la voce di Marie Fredriksson, che il management EMI voleva valorizzare come frontwoman del gruppo. Ma il pezzo, una volta pronto, non si adatta al suo stile vocale. Gessle decide allora di cantarlo lui stesso, cambiando i pronomi e trasformando il brano in quello che oggi conosciamo.
Dal dubbio al trionfo
Nonostante il risultato, secondo quanto raccontato da Gessle a Billboard, l’autore non è affatto convinto di aver scritto un successo: voleva un pezzo in stile ZZ Top e si è ritrovato tra le mani qualcosa di completamente diverso. Per mesi tiene la canzone nel cassetto, prima di farla ascoltare a Marie Fredriksson e al produttore Clarence Öfwerman. Il verdetto dei due è immediato ed entusiasta, al punto da convincerlo che si tratti del suo lavoro migliore fino a quel momento.
“The Look” viene registrato tra maggio e agosto 1988 negli studi EMI di Stoccolma ed entra a far parte di “Look Sharp!”, secondo album in studio dei Roxette, pubblicato il 21 ottobre 1988. Il titolo del disco è un omaggio dichiarato a Joe Jackson, di cui Gessle ammirava l’album omonimo del 1979.
Il singolo che apre l’America
Pubblicato come singolo il 12 gennaio 1989, quarto estratto dall’album, “The Look” diventa il brano che proietta i Roxette sulla scena internazionale. In patria l’accoglienza è forte, ma inizialmente EMI non prevede alcuna uscita statunitense. A cambiare le sorti del pezzo è un episodio quasi cinematografico: una studentessa americana in scambio in Svezia porta con sé una copia di “Look Sharp!” fino a Minneapolis, dove il brano arriva alle orecchie di un’emittente radiofonica locale. Da lì la scintilla si trasforma in incendio.
Il singolo conquista il primo posto della classifica in ben venticinque paesi e regala ai Roxette il primo dei quattro numeri uno nella Billboard Hot 100 americana. Nel Regno Unito si ferma alla settima posizione della classifica ufficiale, mentre trionfa anche in Australia, Germania, Norvegia, Nuova Zelanda e Spagna, confermandosi tra i singoli di maggior successo del 1989 a livello globale.
Un ritornello che ha attraversato le generazioni
Al centro del brano c’è il contrasto tra la voce sfacciata e ironica di Gessle nelle strofe e gli armonici interventi vocali di Marie Fredriksson, che arricchiscono il ritornello portandolo verso quella dimensione corale diventata poi un marchio di fabbrica del duo. Il celebre “na-na-na-na-na” che accompagna il pezzo, tanto semplice quanto efficace, si è impresso nella memoria collettiva quasi quanto il ritornello stesso.
Il videoclip, diretto da Mats Jonstam, alterna momenti del backstage del tour “Look Sharp ’88” a riprese amatoriali, contribuendo a costruire l’immagine scanzonata del duo. Una scena in particolare, con Fredriksson ripresa alla chitarra seduta su un water (per quanto completamente vestita e con il coperchio abbassato), sollevò all’epoca qualche polemica.
Da allora “The Look” ha continuato a vivere ben oltre gli anni ’80: è comparsa in serie televisive come Baywatch, Clueless, Ghost Whisperer, Cold Case e Scream Queens, oltre a essere citata in un episodio di Family Guy, e nel 2018 è stata scelta come colonna sonora di uno spot Toyota. Un percorso che dimostra come, a volte, le canzoni scritte “per caso” siano proprio quelle destinate a durare per sempre.


