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The Mission: la band che ha trasformato la malinconia in un genere musicale

The Mission

Da Leeds al mondo: la storia di una delle band più amate e influenti della scena dark degli anni ’80, ancora oggi sulle scene con la stessa intensità di sempre.

Ci sono band che segnano un’epoca e poi scompaiono, e band che invece attraversano i decenni restando fedeli a se stesse, senza tradire mai il proprio pubblico. The Mission appartengono di diritto a questa seconda categoria: nati a Leeds nel 1986 dalle ceneri di una scissione interna ai Sisters of Mercy, sono diventati in pochi anni una delle formazioni più identitarie e amate del gothic rock britannico, capaci di riempire ancora oggi i teatri d’Europa con un pubblico fedelissimo che li segue da quasi quarant’anni.

Dalle ceneri dei Sisters of Mercy: la nascita di una leggenda

La storia di The Mission comincia con una rottura. Wayne Hussey, chitarrista e voce carismatica, e il bassista Craig Adams lasciano i Sisters of Mercy dopo attriti creativi con il leader Andrew Eldritch e fondano un nuovo progetto, inizialmente battezzato The Sisterhood — nome scelto anche per una sorta di dispetto nei confronti del vecchio gruppo. Il debutto live avviene nel gennaio 1986 all’Alice in Wonderland di Londra; poco dopo, durante il tour di supporto ai Cult, il gruppo cambia definitivamente nome in The Mission.

Alla formazione si aggiungono il batterista Mick Brown, proveniente dai Red Lorry Yellow Lorry, e il secondo chitarrista Simon Hinkler. È il quartetto che darà vita al suono classico della band: chitarre acustiche mescolate a riff elettrici, melodie ariose, un’estetica a metà tra il romanticismo decadente e l’energia del rock delle origini.

Il genere: gothic rock, ma con un cuore rock’n’roll

Etichettare The Mission semplicemente come “gothic rock” rischia di essere riduttivo. Se è vero che la band condivide con Sisters of Mercy, Fields of the Nephilim e Bauhaus l’immaginario dark — testi malinconici, atmosfere notturne, un’estetica visiva fatta di pelle nera e capelli cotonati — il loro suono guarda anche altrove: al folk-rock British anni ’60 e ’70, al blues elettrico, persino a certe suggestioni hard rock. Non è un caso che Wayne Hussey abbia più volte citato Led Zeppelin e i Rolling Stones tra le proprie influenze.

Il risultato è un gothic rock più melodico e “cantabile” rispetto a quello dei contemporanei, capace di produrre inni da stadio come Wasteland o Tower of Strength pur restando ancorato a un’iconografia decisamente dark. Una formula che ha reso The Mission uno dei ponti naturali tra la scena underground goth e un pubblico rock più ampio.

La discografia: dagli esordi trionfali alla maturità artistica

Il debutto God’s Own Medicine (1986) è un instant classic della scena dark britannica e li lancia immediatamente ai vertici delle classifiche indipendenti. Seguono Children (1988) e Carved in Sand (1989), dischi che consolidano il loro status internazionale, con tournée sold-out e un seguito di fan definito tra i più devoti dell’intera scena rock inglese.

Negli anni ’90 e 2000 la band attraversa cambi di formazione, pause e ritorni, ma non smette mai davvero di pubblicare musica: da Neverland (1995) ad Aura (2001) — che conquista la vetta della classifica alternative tedesca per otto settimane consecutive — fino ai lavori più recenti. Nel 2016, in occasione del trentennale della band, esce Another Fall From Grace, accolto da critica e pubblico come uno dei loro dischi più riusciti, il primo in oltre vent’anni a tornare stabilmente nelle classifiche.

Il momento attuale: ancora on the road

Oggi The Mission sono tornati a essere, sostanzialmente, il nucleo storico: Wayne Hussey, Craig Adams e Simon Hinkler suonano di nuovo insieme, affiancati da Mike Kelly alla batteria. Dopo un tour europeo interrotto bruscamente nel marzo 2020 a causa della pandemia — rinominato poi “Deja Vu Tour” e completato tra il 2022 e gli anni successivi — la band ha ripreso a girare stabilmente tra Europa, Regno Unito e Americhe, confermandosi uno dei live act più solidi e apprezzati della propria generazione.

Le date live restano il cuore pulsante dell’attività di The Mission: un pubblico che negli anni ha attraversato l’Atlantico pur di rivederli dal vivo, testimonianza di un legame che va ben oltre la semplice nostalgia. La voce di Hussey, dicono i fan di lunga data, non ha perso smalto, e la band continua a proporre scalette che mescolano i classici degli esordi ai brani più recenti, dimostrando una vitalità artistica raramente riscontrabile in gruppi con quasi quattro decenni di carriera alle spalle.

Un’eredità ancora viva

The Mission non è mai stata la band che ha venduto di piu della sua generazione, ma è probabilmente una delle più amate. La loro capacità di fondere l’oscurità gothic con la solarità del rock classico ha creato un linguaggio musicale riconoscibile e imitato, influenzando generazioni di gruppi dark alternative. In un panorama musicale che cambia rapidamente, restano un punto fermo: la prova vivente che si può essere fedeli a se stessi e, allo stesso tempo, continuare a evolversi.

Discografia

  • 1986 – God’s Own Medicine
  • 1988 – Children
  • 1990 – Carved in Sand
  • 1990 – Grains of Sand
  • 1992 – Masque
  • 1995 – Neverland
  • 1996 – Blue
  • 2001 – Aura
  • 2007 – God Is a Bullet
  • 2013 – The Brightest Light
  • 2016 – Another Fall from Grace

— Onda Musicale

Tags: The Rolling Stones, Led Zeppelin, Sisters of Mercy
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