In una scena musicale che spesso guarda oltreconfine per trovare riferimenti, gli ALMA Acoustic stanno facendo qualcosa di interessante: non tanto inventare un genere nuovo, quanto contribuire a costruire uno spazio.
BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. è un buon esempio di quello che potrebbe diventare un indie cantautorale della Svizzera italiana, una musica che parla italiano senza cercare necessariamente di replicare ciò che succede dall’altra parte del confine.
Il disco ha infatti un’identità piuttosto precisa. Gli ALMA Acoustic si muovono dentro un cantautorato pop-rock fatto di melodie accessibili, arrangiamenti più curati rispetto al passato e una scrittura che osserva il quotidiano attraverso ironia, malinconia e qualche sano paradosso. Non tutto è sorprendente e non tutte le intuizioni arrivano con la stessa forza, ma il risultato è quello di una band che sembra aver trovato maggiore consapevolezza nel proprio modo di scrivere e soprattutto di suonare.
Il tema del tempo, della velocità e della necessità di fermarsi attraversa buona parte dell’album, ma la cosa più interessante è che non rimane soltanto un argomento: diventa quasi una posizione artistica. Gli ALMA Acoustic sembrano voler recuperare una dimensione della canzone in cui ci sia ancora spazio per raccontare, osservare e lasciare sedimentare le cose. “Arturo”, con il suo punto di vista laterale e ironico, è uno degli esempi migliori di questa attitudine: dietro una storia apparentemente leggera c’è uno sguardo abbastanza lucido sulle nostre abitudini e sul bisogno continuo di costruire un’immagine di noi stessi.
Dove il disco convince meno è quando cerca di rendere troppo esplicito ciò che le canzoni hanno già raccontato. Alcuni passaggi sembrano voler accompagnare l’ascoltatore verso una conclusione precisa, mentre gli ALMA Acoustic funzionano meglio quando si limitano a mettere in scena una situazione e lasciano che sia chi ascolta a trarne le proprie conseguenze.
È comunque evidente il passo avanti rispetto al primo lavoro. La nuova formazione porta maggiore solidità agli arrangiamenti e soprattutto restituisce l’impressione di una band che ha iniziato a conoscersi davvero sul palco. Non è soltanto un disco più ricco: è un disco in cui si percepisce meglio l’idea di gruppo, e questo contribuisce a dare maggiore personalità anche ai brani più tradizionalmente cantautorali.
Ma forse il valore di BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. sta anche fuori dal disco stesso. Gli ALMA Acoustic arrivano da un territorio in cui esiste una scena musicale vivace, ma in cui è ancora difficile parlare di un vero e proprio movimento indie cantautorale riconoscibile. Non è detto che siano loro a inaugurarlo, né che debba necessariamente nascere una “scena” nel senso più classico del termine. Però il loro percorso dimostra che quello spazio può essere occupato.
Ed è questo che rende il disco più interessante di quanto suggerirebbe la sua apparente semplicità: non siamo davanti a una rivoluzione, ma a una band che sta contribuendo a definire un linguaggio possibile. Un linguaggio fatto di italiano, cantautorato, pop, ironia e uno sguardo inevitabilmente ticinese, capace di dialogare con la tradizione italiana senza doverle chiedere il permesso.
BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. è, in definitiva, un buon disco. Ma soprattutto è un buon segnale: quello di una musica che dalla Svizzera italiana non vuole più necessariamente guardare verso una scena già esistente, ma comincia lentamente a chiedersi se non sia possibile costruirsene una propria.









