Lo scorso 8 Luglio, durante il suo concerto al Beauregard Festival in Normandia, Liam Gallagher, ex frontman degli Oasis, alla soglia dei suoi 50 anni ci ha regalato un’altra perla della serie “how to be a rockstar” e noi gli vogliamo sempre più bene.
Circa un paio di settimane fa, durante un concerto in Francia, al Beauregard Festival, Liam Gallagher in tour per presentare il suo ultimo album “C’mon you know” (undicesimo 1º posto in UK della sua carriera) abbandona il palco durante l’esecuzione di Stand by me, visibilmente alterato, apparentemente per dei problemi tecnici.
Se guardiamo attentamente la sua performance (video) sembrerebbe che il microfono smetta di funzionare improvvisamente, facendo perdere la pazienza a Mr. Gallagher Jr. che decide di averci provato abbastanza per questa sera. La serata in effetti non era iniziata nel verso giusto, già dopo solamente 2 canzoni Liam chiede che gli venga sostituito il microfono e si lamenta delle luci.
Secondo le dichiarazioni ufficiali però, le ragioni che hanno spinto Our Kid ad abbandonare 28.000 fan francesi nel silenzio e nello sconforto sono state mediche. Come scrive lo stesso Liam sul suo attivissimo account Twitter “[…] I have been diagnosed today with laryngitis and am on Doctors orders to get some rest.[…]”.
Ma perché stiamo parlando proprio di questo show?
Forse perché siamo rimasti delusi? No. E adesso vi spiego perché. Da sempre Liam Gallagher ci ha abituato alla sua personalità fuori dagli schemi, ribelle e “rock and roll” attraverso delle dichiarazioni spesso colorite. Per un ripasso veloce ne riporto un paio.
“I fucking hate Glastonbury, mate. I’m only here for the money.”
(“Io odio Glanstonbury cazzo. Sto qui solo per I soldi.”)
“Discipline? I don’t know the meaning of the word.”
(“Disciplina? Non so cosa voglia dire questa parola.”)
“If I lost my hair you would never see me on that stage again, because there’s no place for baldness in rock n roll.”
(“Se perdessi i capelli non mi vedreste più su un palco perché non c’è posto per i pelati nel rock and roll.”)
“Rock stars exercising? I don’t think it’s right. You either got it or you ain’t.”
(“Le rockstar fanno sport? Non credo sia giusto. O ce l’hai o non ce l’hai.”)
Ecco, decisamente rock, no?
Ma cosa ci può essere di ancora più rock? Cosa può fare un artista per dire al pubblico “Hey, guardatemi, questa è arte”? Ad esempio potrebbe lasciare il palco durante un concerto, dopo solo un paio di canzoni, senza dare nessun tipo di spiegazione.
Ma siamo arrabbiati con lui? Niente affatto!
Noi abbiamo piuttosto intravisto in questa non-performance qualcosa di estremamente artistico. Liam Gallagher, vestendo i panni (in modo impeccabile) di artista contemporaneo, alla stregua di Marina Abramovič [ricordiamo la sua performance “Rhythm 0” in cui l’artista si esprime attraverso un not moving – n.d.R.], ci ha insegnato una lezione importantissima. Ci ha ricordato il ruolo dell’artista nel mondo moderno. L’artista, quello vero, è già arte; l’artista non è altro che la rappresentazione corporea dell’arte ed in quanto tale è sufficiente.
Ovviamente questa lettura di un gesto apparentemente casuale e maleducato può essere vista come troppo lusinghiera
C’è invece la possibilità che Liam sia solamente rimasto quello dei tempi degli Oasis, quello che lasciava il palco al fratello Noel nel bel mezzo di un concerto, costringendolo a rimediare ai capricci di un ragazzo viziato [e a finire i concerti al posto suo – n.d.R.].
C’è anche la possibilità che questo gesto non sia che l’ennesima dimostrazione di quanto Our Kid sia rimasto intrappolato nel personaggio di se stesso, della rockstar ribelle che non fa sport e non conosce la parola disciplina.
In ogni caso, qualunque sia la vostra interpretazione della vicenda, rimane il fatto che Liam Gallagher può permettersi di cantare una manciata di canzoni e lasciare il palco senza che nessuno abbia niente da ridire. Chapeau.
(articolo scritto da Alice Nicchia)








