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Kasabian: la band che ha definito il suono degli anni Duemila

Kasabian

I Kasabian, una delle band britanniche più influenti del XXI secolo, hanno visto la luce a Leicester, Inghilterra, alla fine degli anni ’90. Il nucleo originale del gruppo era composto da quattro amici d’infanzia: Tom Meighan (voce), Sergio Pizzorno (chitarra e seconda voce), Chris Karloff (chitarra) e Chris Edwards (basso).

Cresciuti in un’epoca post-Britpop, i Kasabian assorbirono influenze eclettiche, che spaziavano dal rock psichedelico dei Pink Floyd al groove dei The Stone Roses, passando per l’attitudine ribelle degli Oasis. La loro musica, fin dai primi passi, si distinse per un’energia inarrestabile e una fusione di generi che li rese unici nel panorama musicale. Inizialmente, si facevano chiamare Saracuse, ma ben presto sentirono il bisogno di un nome più incisivo e memorabile che riflettesse la loro identità sonora.

Il significato del nome: una storia di mafia e omicidi

Il nome “Kasabian” non è frutto del caso, ma ha un’origine tanto affascinante quanto inquietante. La scelta ricadde su Linda Kasabian, un tempo membro della “Manson Family“, il famigerato gruppo guidato da Charles Manson. Linda fu l’autista e un membro attivo della setta, ma in seguito divenne un testimone chiave nel processo contro Manson e gli altri membri, aiutando a farli condannare. La sua figura, a metà strada tra vittima e complice, affascinò i membri della band, che videro nel nome una metafora della loro musica: un’esplosione di caos e ribellione che, al tempo stesso, svelava una profonda complessità. Il nome, con la sua assonanza esotica e il suo legame con un capitolo oscuro della storia americana, conferiva al gruppo un’aura di mistero e pericolosità che si sposava perfettamente con il loro sound.

Dopo aver firmato un contratto discografico e aver lavorato duramente, il loro debutto omonimo, “Kasabian”, pubblicato nel 2004, li proiettò immediatamente sulla scena musicale internazionale

Il singolo “Club Foot“, con il suo riff ipnotico e il ritmo martellante, divenne un inno da stadio e un successo radiofonico. Ma fu il loro secondo album, “Empire“, del 2006, a consacrarli definitivamente come una delle band di punta del Regno Unito. La title track, “Empire“, con il suo coro trionfale e l’energia contagiosa, è ancora oggi uno dei loro brani più celebri. “West Ryder Pauper Lunatic Asylum“, del 2009, portò la loro sperimentazione a nuovi livelli, producendo gemme come “Fire“, una canzone che fonde rock e elettronica in un mix irresistibile, e la psichedelica “Where Did All the Love Go?“.

I loro album successivi, “Velociraptor!” (2011) e “48:13” (2014), consolidarono ulteriormente la loro reputazione di band innovativa e in continua evoluzione, capaci di riempire stadi e di essere headliner nei più grandi festival del mondo. Tra i loro successi più noti, oltre a quelli già citati, non si possono dimenticare “L.S.F. (Lost Souls Forever)“, “Underdog” e “You’re in Love with a Psycho“, che testimoniano la loro incredibile capacità di creare brani che rimangono impressi nella mente degli ascoltatori.

Il percorso dei Kasabian non è stato privo di ostacoli

Nel 2020, il cantante Tom Meighan è stato allontanato dalla band a causa di problemi personali e legali. Questo evento ha segnato la fine di un’era e l’inizio di un nuovo capitolo per il gruppo. Sergio Pizzorno, da sempre il principale autore delle canzoni, ha assunto il ruolo di frontman, portando la band a una nuova fase creativa. Con l’album “The Alchemist’s Euphoria” (2022), i Kasabian hanno dimostrato di essere ancora una forza vitale nel panorama musicale, capaci di reinventarsi senza perdere la loro essenza. Hanno abbracciato un sound più maturo e sperimentale, ma l’energia e la passione che li hanno sempre contraddistinti sono rimaste intatte, confermando che la storia dei Kasabian è tutt’altro che finita.

La loro musica non è facilmente etichettabile

La musica dei Kasabian è caratterizzata da un genere misto tra indie rock, elettronica e rock psichedelico. Sono stati etichettati dai media principalmente come indie rock e alternative rock, ma non sono rari gli accostamenti alla neopsichedelia, al britpop e al rock elettronico. Sono influenzati da band come Oasis (grandi ispiratori di Sergio Pizzorno), Pink Floyd, Beatles, Nirvana, Kinks, Stone Roses, Led Zeppelin, Primal Scream e Rolling Stones, Human League, Sparks e The Cars. Numerosi brani dei Kasabian sono stati scelti per le colonne sonore di film, serie televisive e videogiochi, oltre che essere stati utilizzati per vari spot pubblicitari e spettacoli televisivi.

La formazione attuale dei Kasabian

  • Sergio Pizzorno – voce, chitarra, basso, tastiera, sintetizzatore, programmazione (1997-presente)
  • Tim Carter – chitarra (2020-presente)
  • Chris Edwards – basso (1997-presente)
  • Ian Matthews – batteria, percussioni (2005-presente)

Album in studio (ai quali vanno aggiuntio 2 Live e 4 raccolte)

  • 2004 – Kasabian
  • 2006 – Empire
  • 2009 – West Ryder Pauper Lunatic Asylum
  • 2011 – Velociraptor!
  • 2014 – 48:13
  • 2017 – For Crying Out Loud
  • 2022 – The Alchemist’s Euphoria
  • 2024 – Happenings

— Onda Musicale

Tags: Pink Floyd, The Rolling Stones, Nirvana, The Beatles, Oasis
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