ON fu un progetto solista del musicista americano Ken Andrews, che iniziò dopo lo scioglimento della sua precedente band, i Failure, nel 1997.
La fine dei Failure lasciò Andrews in uno stato di profonda incertezza creativa. Come raccontò lui stesso decenni dopo, dopo lo scioglimento dei Failure nel 1997 si sentiva completamente perso, avendo messo ogni energia di creatività nella sua band.
Seduto nel suo appartamento senza una direzione chiara, Ken Andrews sentiva che ogni volta che guardava la sua chitarra, tutto ciò che poteva pensare erano i Failure e il dolore che la loro fine aveva portato. Fu allora che decise di visitare un negozio di musica vicino a casa sua e, invece di acquistare una chitarra o un pedale come aveva pianificato, individuò un sintetizzatore di dimensioni desktop che rientrava nel suo budget. Quella scelta avrebbe cambiato completamente la direzione della sua musica.
Il significato del nome “ON”
Il nome “ON” rimane criptico e minimalista, proprio come l’estetica del progetto. Scritto sempre in maiuscolo, il nome potrebbe rappresentare un interruttore acceso, un’attivazione, un nuovo inizio dopo il periodo “off” seguito alla fine dei Failure. Andrews non ha mai fornito spiegazioni dettagliate sulla scelta, lasciando che l’interpretazione rimanesse aperta.
Electronic alternative rock
La musica degli ON non era dissimile da quella dei Failure in termini di composizione, ma il suono complessivo era più basato sull’elettronica, con meno enfasi sulle chitarre e sul tipico suono heavy rock. Si trattava di alternative rock con forti elementi elettronici, sintetizzatori stratificati e percussioni programmate.
Il primo disco (Shifting Skin – 2000) combinava il desiderio di sperimentazione dei Failure con l’amore personale di Andrews per la sensibilità pop. Il risultato era un suono più atmosferico e introspettivo rispetto ai Failure, con tracce che spaziavano da ballate elettroniche malinconiche a brani più ritmici con beat elettronici prominenti.
Il contratto con Epic Records e il primo singolo
Gli ON furono messi sotto contratto dalla Epic Records nel 1999, e il primo singolo “Soluble Words” fu pubblicato alla fine di quell’anno. L’EP del singolo conteneva quattro versioni della canzone, dimostrando l’approccio sperimentale del progetto.
Un momento particolarmente significativo fu la collaborazione con Martin Gore dei Depeche Mode, che creò un remix di “Soluble Words” chiamato “Sublingual Remix“, realizzato insieme a Paul Freegard e Gareth Jones. Questa collaborazione sottolineava la credibilità di Andrews nella scena elettronica e alternative. L’EP includeva anche una traccia esclusiva intitolata “Your Sister Says John“, scritta dall’amico di Andrews, Jordon Zadorozny dei Blinker the Star.
“Shifting Skin” è stato un deciso cambio di direzione
Dopo diversi mesi dal singolo, l’album “Shifting Skin” fu pubblicato nel giugno 2000. Il titolo dell’album era profondamente personale per Andrews. Come spiegò lui stesso, lo chiamò “Shifting Skin” perché era esattamente quello che rappresentava per lui: lo stile e il suono erano un definitivo cambiamento, ma l’anima sottostante, sperava, era ancora intatta.
L’album conteneva undici tracce che mostravano la versatilità compositiva di Andrews e la sua capacità di creare atmosfere elettroniche sofisticate. L’album raggiunse la posizione numero 16 nella classifica CMJ Top 200 nel marzo 2000, dimostrando un certo successo nella scena indipendente.
Tra i brani più notevoli figuravano “Shifting Skin“, “C’mon Collapse“, “Building ….” e “Paper Thin Soul” (che conteneva campioni di batteria presi dal grande successo del 1979 degli Electric Light Orchestra “Don’t Bring Me Down“). Le recensioni lodavano la produzione raffinata e l’equilibrio tra accessibilità pop ed esplorazione elettronica.
Serviva una band live per affrontare il tour
Dopo la pubblicazione dell’album, Andrews assemblò una backing band che consisteva del batterista Tim Dow (ex-Shiner/Season to Risk), il bassista Tommy Walter (Abandoned Pools), il chitarrista Joey Sykes e il tastierista Kevin Moore, e portò gli ON in tour. Questa formazione permetteva di replicare dal vivo le complesse stratificazioni elettroniche dell’album, aggiungendo un’energia rock che bilanciava gli elementi programmati.
Fallimento commerciale e la fine del progetto
Nonostante le recensioni positive e il sostegno della critica, mentre gli ON si sgonfiavano, Ken Andrews rimase molto impegnato nel nuovo millennio, producendo e mixando per artisti come Creeper Lagoon, Sense Field e Tenacious D. Il progetto non raggiunse mai il successo commerciale sperato dalla Epic Records, e gradualmente Andrews si allontanò dagli ON per concentrarsi sulla sua crescente carriera di produttore e mixer.
La mancanza di un seguito discografico e l’impossibilità di competere nel mercato mainstream dell’epoca portarono alla fine naturale del progetto. Nel 2003, Andrews avrebbe formato gli Year of the Rabbit, un ritorno a un suono più orientato al rock con una vera formazione band.
Per anni, “Shifting Skin” rimase un album di culto apprezzato principalmente dai fan dei Failure e da chi conosceva il lavoro di Andrews come produttore. Nel dicembre 2024, Andrews annunciò una nuova versione rimasterizzata dell’album. Rintracciò i mix originali e rimasterizzò “Shifting Skin” in 24bit/48k, rendendolo disponibile su Bandcamp.
Sebbene gli ON fossero essenzialmente un progetto solista, Andrews si circondò di collaboratori di talento
Musicisti come Matt Mahaffey dei Self, Jeff Turzo dei GLU e Jordon Zadorozny dei Blinker the Star contribuirono allla realizzazione del disco, portando le loro sensibilità uniche al suono complessivo. La produzione, il mix e l’ingegneria furono tutti curati da Ken Andrews stesso nei Red Swan Studios di Studio City, California.








