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The Cribs: storia di una band testarda e ostinata

C’è qualcosa di profondamente britannico nella storia dei The Cribs: l’ostinazione, l’ironia appena accennata, l’idea che una band possa nascere in una cameretta di provincia e, senza mai tradire davvero se stessa, arrivare a segnare un’epoca. La loro è una parabola fatta di ritorni, di chitarre affilate e di una coerenza rara, soprattutto in un’epoca in cui reinventarsi è spesso più importante che resistere.

Dalle camere da letto di Wakefield

La storia dei The Cribs comincia a Wakefield, West Yorkshire, all’inizio degli anni Duemila. Gary, Ryan e Ross Jarman sono tre fratelli cresciuti a pane, punk e indie rock, più inclini a registrare demo casalinghi che a inseguire sogni di gloria. È proprio quell’approccio istintivo e quasi casuale a diventare il loro marchio di fabbrica: canzoni brevi, nervose, registrate con mezzi limitati ma con un’urgenza palpabile.

Dopo una serie di singoli autoprodotti, il loro nome inizia a circolare nell’underground britannico. Non c’è un piano preciso, solo la sensazione che quelle canzoni meritino di essere suonate dal vivo, ovunque sia possibile.

L’esplosione dell’indie britannico

Il debutto omonimo The Cribs (2005) arriva nel momento giusto, quando l’indie rock inglese vive una nuova giovinezza. Il disco è ruvido, imperfetto, e proprio per questo autentico. Brani come Martell o Mirror Kissers fotografano una gioventù inquieta, più disillusa che arrabbiata, e fanno dei The Cribs una delle band più credibili della nuova ondata.

Con The New Fellas (2007) il suono si fa più consapevole, senza perdere mordente. È il disco che li consacra definitivamente, grazie anche a una scrittura più matura e a un equilibrio sempre più solido tra melodia e distorsione.

Johnny Marr e l’azzardo perfetto

Nel 2008 succede qualcosa di inatteso: Johnny Marr, leggenda vivente e storico chitarrista degli Smiths, entra ufficialmente nei The Cribs. Un’operazione che sulla carta potrebbe sembrare rischiosa, ma che si rivela sorprendentemente naturale. Ignore the Ignorant (2009) è un disco potente, dove l’energia dei Jarman incontra l’eleganza chitarristica di Marr, senza mai perdere identità.

L’esperienza dura poco, ma lascia un segno profondo. Marr se ne va da gentiluomo, i The Cribs proseguono per la loro strada, forti di una nuova consapevolezza.

Resistere, sempre

Negli anni successivi la band continua a pubblicare dischi piuttosto validi (In the Belly of the Brazen Bull, For All My Sisters), a suonare dal vivo con la stessa intensità degli esordi e a rimanere fedele a un’idea di rock diretto, senza compromessi. In un panorama musicale sempre più frammentato, i The Cribs scelgono la via della coerenza, anche a costo di restare ai margini del grande pubblico.

Una band necessaria

Oggi i The Cribs rappresentano qualcosa di più di una semplice indie band. Sono la dimostrazione che si può crescere senza snaturarsi, che l’urgenza emotiva può convivere con l’esperienza, che tre fratelli di Wakefield possono ancora dire qualcosa di rilevante a distanza di vent’anni. La loro storia non è fatta di colpi di scena clamorosi, ma di una fedeltà incrollabile a un certo modo di intendere la musica. Ed è forse proprio per questo che, disco dopo disco, i The Cribs continuano a essere una presenza silenziosa ma indispensabile nel racconto del rock britannico contemporaneo.

Album dei The Cribs

  • 2004 – The Cribs
  • 2005 – The New Fellas
  • 2007 – Men’s Needs Women’s Needs Whatever
  • 2009 – Ignore The Ignorant
  • 2012 – In The Belly Of The Brazen Bull
  • 2015 – For All My Sisters
  • 2017 – 24-7 Rock Star Shit
  • 2020 – Night Network
  • 2026 – Selling A Vibe

— Onda Musicale

Tags: Smiths
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