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Diamond Head: la band britannica che ha insegnato il metal ai Metallica

Diamond Head

La storia dei Diamond Head comincia nel 1976 a Stourbridge, nel cuore industriale del West Midlands Inghilterra).

Due compagni di scuola, Brian Tatler (chitarra) e Duncan Scott (batteria), decidono di formare una band che unisca la potenza dell’hard rock dei Led Zeppelin e dei Deep Purple a un’energia nuova, più ruvida, più affilata. Poco dopo si unisce il cantante Sean Harris, dotato di una voce unica, capace di passare dalla melodia all’urlo con naturalezza. Il bassista Colin Kimberley completa la formazione nel 1978, dopo vari tentativi e cambi di line‑up.

Il nome Diamond Head non nasce da un’immagine metal, ma da un riferimento colto: è il titolo di un album di Phil Manzanera, chitarrista dei Roxy Music. Una scelta elegante, quasi in contrasto con la furia sonora che la band stava per scatenare.

Il suono: hard rock epico, riff monolitici e un’energia che anticipa il thrash

I Diamond Head diventano presto una delle colonne portanti della New Wave of British Heavy Metal.
Il loro stile è un ibrido esplosivo:

  • riff potenti, costruiti con precisione quasi architettonica da Tatler;
  • melodie vocali teatrali e imprevedibili di Harris;
  • un approccio epico, oscuro, a tratti quasi progressive;
  • testi che oscillano tra fantasia, introspezione e visioni apocalittiche.

Il risultato è un suono che influenzerà profondamente la generazione successiva: Metallica e Megadeth li citeranno come una delle loro ispirazioni principali.

Gli anni dei demo, l’indipendenza e il mito di “Lightning to the Nations”

Nel 1979 la band registra due demo autoprodotti in poche ore, su un quattro piste. La loro energia grezza conquista Geoff Barton della rivista Sounds, proprio mentre la NWOBHM sta esplodendo. Grazie al passaparola e all’aiuto di amici e familiari, i Diamond Head ottengono date di supporto con AC/DC e Iron Maiden, un traguardo enorme per una band ancora senza contratto discografico.

Nel 1980 pubblicano il loro debutto, Lightning to the Nations, soprannominato The White Album per la copertina minimalista. Stampato in maniera indipendente e venduto per corrispondenza, diventerà uno dei dischi più influenti della storia del metal britannico: un capolavoro di potenza, fantasia e libertà creativa.

Ascesa, fratture e un destino irregolare

Nel 1982 arriva il contratto con la MCA Records e l’album Borrowed Time, che entra al numero 24 della classifica britannica. L’anno successivo pubblicano Canterbury, un disco più progressivo e ambizioso, ma segnato da problemi di produzione e tensioni interne: Scott viene allontanato, Kimberley lascia la band, e la pressione dell’etichetta cresce.

Nel 1984 la MCA chiede un cambio di management, ma Sean Harris si oppone. La band viene lasciata a piedi e si scioglie nel 1985. È l’inizio di una lunga storia di pause, ritorni, nuove formazioni e tentativi di rinascita.

Il ruolo dei Metallica e la seconda vita

Nel 1998 i Metallica pubblicano Garage Inc., includendo ben quattro brani dei Diamond Head. È un evento decisivo: milioni di ascoltatori scoprono la band, e il nome Diamond Head torna a circolare con forza.

Negli anni 2000 Brian Tatler decide di continuare il progetto con nuovi cantanti e nuove formazioni, fino all’arrivo di Rasmus Bom Andersen nel 2014, che riporta freschezza e stabilità. La band pubblica nuovi album, tra cui Diamond Head (2016) e The Coffin Train (2019), confermando una sorprendente vitalità creativa.

Oggi i Diamond Head sono considerati una band seminale, un ponte tra l’hard rock degli anni ’70 e il metal moderno.

Formazione attuale dei Diamond Head

  • Rasmus Bom Andersen – voce (2014-presente)
  • Brian Tatler – chitarra solista, cori (1976-1985, 1991-1994, 2000-presente)
  • Andy “Abbz” Abberley – chitarra ritmica (2006-presente)
  • Eddie Moohan – basso (1991-1994, 2002-presente)
  • Karl Wilcox – batteria (1991-1994, 2002-presente)

Discografia dei Diamond Head

  • 1980 – Lightning to the Nations
  • 1982 – Borrowed Time
  • 1983 – Canterbury
  • 1993 – Death & Progress
  • 2005 – All Will Be Revealed
  • 2007 – What’s in Your Head?
  • 2016 – Diamond Head
  • 2019 – The Coffin Train

— Onda Musicale

Tags: Deep Purple, Metallica, Led Zeppelin, Megadeth, Phil Manzanera
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