C’è un’immagine che, per chiunque sia cresciuto negli anni ’90, resta indissolubilmente legata a questa canzone: Per Gessle e Marie Fredriksson seduti su una Ferrari rossa lanciata a folle velocità lungo un’autostrada americana, mentre un autista sdraiato e invisibile alla telecamera si occupa di acceleratore e freno.
Quel videoclip, diretto da Doug Freel, è diventato negli anni tanto iconico quanto la canzone stessa, e da solo racconta bene lo spirito con cui i Roxette hanno affrontato il 1991: leggerezza, velocità, divertimento puro.
Una frase di Paul McCartney diventata titolo
Non tutti sanno che il titolo del brano nasce da una citazione presa in prestito. Per Gessle ha raccontato di essersi ispirato a un’intervista di Paul McCartney, in cui l’ex Beatle paragonava il lavoro di scrittura con John Lennon a un lungo “giro in macchina“, un joyride appunto: un viaggio fatto di improvvisazione, adrenalina e imprevedibilità. Un’immagine che Gessle ha trovato perfetta per descrivere anche il proprio modo di comporre, e che ha deciso di trasformare direttamente nel titolo del brano e dell’intero album.
Il bigliettino sul pianoforte
C’è poi un secondo aneddoto, più intimo, dietro la genesi del pezzo. Il verso di apertura della canzone sarebbe nato da un bigliettino che la fidanzata di Gessle (oggi sua moglie) gli aveva lasciato sul pianoforte, con una frase in svedese che suonava più o meno come “ehi, sciocco, ti amo“. Una nota buttata lì per gioco, che l’autore ha trasformato nell’incipit di uno dei ritornelli più cantati della musica pop europea dei primi anni ’90.
“Hello, you fool, I love you. C’mon join the joyride”
Registrato tra Stoccolma e l’entusiasmo di una band in ascesa
“Joyride” viene registrato nel luglio 1990 negli studi EMI di Stoccolma, con la produzione ormai collaudata di Clarence Öfwerman, già al timone del precedente “Look Sharp!“. Il brano diventa il primo singolo estratto dal terzo album in studio del duo, che porta lo stesso nome della canzone, pubblicato il 25 febbraio 1991. Nell’incisione compare anche un dettaglio curioso: la voce narrante che apre il brano appartiene a Dave Edwards, all’epoca tour manager della band, mentre il fischiettio che accompagna la melodia è opera dello stesso Gessle.
Il salto internazionale
Se “The Look” aveva aperto le porte del mercato americano ai Roxette, “Joyride” le spalanca definitivamente. Il singolo conquista la vetta delle classifiche in Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svizzera e, naturalmente, in Svezia, dove diventa il primo numero uno assoluto della carriera del duo in patria e il loro primo singolo certificato platino nel proprio paese. In Germania resta in testa alla classifica per otto settimane consecutive, mentre negli Stati Uniti raggiunge il primo posto della Billboard Hot 100, diventando il quarto e ultimo numero uno a stelle e strisce nella storia dei Roxette. Nel Regno Unito si ferma alla quarta posizione, comunque il secondo miglior risultato di sempre per il gruppo in classifica, superato solo da “It Must Have Been Love”.
La critica: tra Beatles, ABBA e “carnevale”
All’uscita, la stampa musicale internazionale accoglie il brano con entusiasmo quasi unanime. Il critico di Entertainment Weekly nota l’inserimento disinvolto di un fischiettio e di alcune atmosfere quasi psichedeliche che richiamano i Beatles, mentre Rolling Stone lo descrive come un arrangiamento lucido, in stile Sgt. Pepper. C’è chi lo paragona persino alle sonorità degli ABBA per la capacità di costruire ritornelli irresistibili, e chi, ripensandoci decenni dopo, lo ha definito uno dei numeri uno più riusciti dell’intero decennio, capace di fondere in modo naturale lo spirito pop con lo swagger rock.
Una vita lunga oltre le classifiche
Il successo di “Joyride” non si è mai davvero fermato. La canzone è stata scelta per anni come musica d’ingresso dei Vancouver Canucks durante i playoff di Stanley Cup nel 1994, segno di quanto il suo groove travolgente si prestasse anche al mondo dello sport. Nel 2021, in occasione del trentesimo anniversario del primo posto in classifica americana, il videoclip è stato restaurato e ripubblicato in 4K su YouTube, con Gessle che ha raccontato personalmente il lavoro di recupero delle scene originali. E nel 2024 il titolo è tornato protagonista sotto una nuova veste, prestando il proprio nome al musical “Joyride the Musical”, il jukebox musical dedicato al repertorio dei Roxette debuttato a Malmö. Un percorso che conferma come quel “giro in macchina” immaginato da Gessle, ispirandosi a McCartney, non si sia mai davvero concluso.


