Recensioni e Interviste

“Clues”, il singolo d’esordio di Paolo Aureli (intervista)

copertina singolo di esordio di Paolo Aureli

Fuori dal 27 giugno “Clues”, il singolo d’esordio di Paolo Aureli. Si tratta di un brano alternative rock impreziosito da un arrangiamento di Archi.

“Clues” dell’esordiente Paolo Aureli è un brano malinconico che parla di solitudine e amore. Nell’oscurità una luce ci illumina, ovvero la consapevolezza che prima o poi incontreremo la nostra anima gemella. “Maybe in this life, maybe in this world, maybe we’ll be together”, canta Paolo. Il brano dà molto spazio agli strumenti e dopo un inizio di chitarra entra piano la voce che racconta un amore malinconico.

Paolo Aureli, com’è stato pubblicare finalmente questo brano dopo anni di lavoro ?

Salve, intanto volevo ringraziare molto Onda Musicale per avermi concesso questa piccola intervista musicale. E’ stata una bella emozione pubblicare questo brano dopo anni di lavoro, perché questo brano, rappresenta il mio debutto musicale, il mio ingresso ufficiale nel mondo della musica. E’ stata un emozione intensa perché dopo tante insicurezze e conflitti interiori, dopo una lunga attesa, dopo aver tenuto i miei brani solo per me e per la mia famiglia, ho deciso di iniziare a far conoscere la mia musica al mondo intero. Questo brano rappresenta il primo passo di una nuova fase della mia vita…

La canzone ha un’atmosfera molto intensa e cinematografica. Come hai lavorato sull’arrangiamento, in particolare, sulla scelta di inserire una sezione di archi ?

“Clues” è un brano nato prima di tutto dalla chitarra e quindi dalla creazione dei voicing e del giro degli accordi. Poi è venuta fuori la linea melodica e infine il testo. Tutto questo all’età di 24/25 anni. Successivamente, all’età dei 28 anni, ho ripreso questo brano per completarlo definitivamente inserendo la sezione degli archi, la linea di basso e le seconde chitarre che si trovano verso la fine del pezzo. Ho scelto di inserire una sezione di archi perché volevo amplificare ancora di più le tensioni che erano già presenti nel giro degli accordi della chitarra e nella melodia della voce. Gli archi hanno la capacità di moltiplicare le tensioni di una brano se usati correttamente. Ho cercato di creare una base di archi che si spostasse poco da un accordo all’altro mantenendo molte note in comune e creando tensioni, attraverso i semitoni, dove servivano. Poi l’altro 50% è nato dalla creatività che è un misto di emozioni, sensazioni, riflessioni, immaginazione, istinto, ispirazione che non si può descrivere a parole, ma bisogna solamente accettare. Per questo motivo l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire il ruolo dell’artista…

Che artisti ti hanno influenzato nella creazione di “Clues” ?

I miei artisti preferiti a cui faccio più riferimento sono Sting/Police e Radiohead. Per questo brano, ho trovato l’ispirazione ascoltando un brano famoso di Jeff Buckley “Grace”. Mi piaceva molto come si muoveva la chitarra in questo pezzo e la fragilità che Jeff riusciva ad esprimere con la sua voce.

Ci racconti un po’ del tuo percorso ? Quando hai capito che volevi fare musica seriamente ?

Io ho cominciato a suonare la chitarra fin da piccolo componendo le prime canzoni all’età di 13/14 anni. Quindi, già a quell’età, mi era già chiaro che la mia vita doveva passare dalla composizione di un brano a quello successivo. Ho sempre voluto fare musica seriamente perché è sempre stata la mia passione, ma avevo tante insicurezze a paure che mi spingevano a tenere questa passione solo per me. Il primo strumento che ho abbracciato, è stato la chitarra acustica di mio padre. Ho cominciato a imparare i primi accordi e a comporre le primissime canzoni. Poi ho deciso di prendere lezioni di chitarra da due insegnanti privati finchè, dopo aver fatto un anno di università, Scienze dell’Educazione, ho deciso di frequentare la Music Academy di Bologna, adesso col nome Creative Hub Academy. Dopo essermi laureato in musica, nello specifico, in chitarra alla Music Academy, sono ritornato nella mia città natale, Firenze. In contemporanea ho frequentato dei corsi di canto e ho continuato a comporre canzoni.

Hai collaborato con altri musicisti e partecipato a contest: cosa ti hanno lasciato queste esperienze ?

Queste esperienze mi hanno fatto capire quanto è bello suonare con altre persone e condividere gli stessi obiettivi e sogni.
Quando si riesce a trovare sintonia nel suonare insieme, quando riusciamo ad unirci e diventare una cosa sola, si provano delle sensazioni che sono difficili da spiegare. In più, queste esperienze mi hanno fatto capire che dovevo darmi una mossa a far sentire la mia musica al pubblico.

“Clues” è solo l’inizio. Hai già altri brani in cantiere o un progetto più ampio in arrivo ?

Sto lavorando al mio primo EP di 6 brani miei, di cui i primi tre, usciranno singolarmente nel corso dei prossimi mesi, ( uno di questi è “Clues” ), mentre gli ultimi tre, usciranno tutti insieme. Posso anticiparvi che il secondo singolo si chiamerà Little, Little Body ed è un brano più Pop Rock con un ritmo più veloce e con un’atmosfera più solare

— Onda Musicale

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