Fuori “Into the dark”, il nuovo singolo di Otus Medi. Il brano è un tassello del suo primo album, in uscita a fine estate 2025.
Partiamo dal presente: “Into the dark” è fuori dal 18 luglio. Come ti senti ora che il brano è finalmente disponibile al pubblico?
Sicuramente più leggero perché è circa un anno che lavoro alla “costruzione” di questo progetto musicale. Al contempo aumenta la pressione perché vuole dire che si avvicina la data di uscita dell’ album.
Ci racconti com’è nato “Into the dark”? Qual è stata la scintilla iniziale?
Il 99% dei miei brani nasce dopo ore di sessione al pianoforte alla ricerca di progressioni che mi emozionino. Questa è stata la scintilla, la scoperta di questi 4 accordi.
Nel brano c’è la voce delicata di Lecicia Sorri e la chitarra di Alex Mazzone: come sono nate queste collaborazioni?
Il 99% delle mie collaborazioni nascono on line e così sono nate queste due. Se utilizzati con criterio e intelligenza i social rappresentano una grande fonte per la musica e i musicisti.
La tua musica ha un’identità molto definita, anche se i generi si mescolano: come descriveresti lo stile Otus Medi?
Assolutamente eclettico. Non sono interessato ai generi ma alla musicalità, alla ricerca non solo del suono ma dell’ armonia, della melodia, della fusione di stili. Poi é chiaro che, avendo iniziato come dj, la matrice è quella. Però, per fortuna, ho sempre ascoltato tanta musica e di tutti i generi, dalla classica alla drum’n bass. Per fare musica bisogna conoscerla e per conoscerla bisogna ascoltarla.
Hai definito “Into the dark” come un tassello di un album in arrivo a fine estate 2025. Cosa possiamo aspettarci da questo progetto?
Di conoscere le emozioni e la personalità di Otus_Medi nel 2024/25… perché poi si cambia sempre. Infatti l’ album si intitolerà “Ethos”, questa parola ha vari significati e significa anche modo di essere, il carattere di una persona. Siccome é il mio primo album voglio far vedere, attraverso la musica, chi sono.
Guardando indietro, qual è stato il momento più formativo del tuo percorso artistico finora?
Tutta la gavetta che ho fatto nei clubs e negli studi é stata importante. Però è il periodo post COVID quello in cui ho accelerato, dormendo in media 4/5 ore a notte e studiando le tecniche di sound engineering e l’ armonia. Inoltre mi sono circondato di persone competenti per avere feedback, anche molto duri, che aiutassero il mio percorso di crescita… che non é finito e non finirà mai.
Ultima domanda: “Into the dark” è un viaggio introspettivo… dove ti sta portando oggi, musicalmente e personalmente?
Questa è la domanda perfetta perché “Into the dark” é anche il viaggio interiore che devi fare per concepire un album. La risposta più sensata che posso dare a questa domanda é: non lo so dove mi porterà umanamente e musicalmente. A mio parere dovrebbe essere così per gli artisti, bisogna avere obiettivi ma sempre la giusta apertura mentale per carpire i cambiamenti interiori ed esterni.


