Recensioni e Interviste

Gli Zer05 e il concetto di libertà. L’intervista

Gli Zer05 presentano In questo mondo qua, un singolo che nasce dall’urgenza di raccontare il tempo in cui viviamo, sospeso tra libertà apparente e nuove forme di dipendenza.

La canzone mette in scena la quotidianità attraverso gesti semplici, quasi ordinari, che diventano però parte di un disegno collettivo più ampio: il mondo che ci circonda e che, giorno dopo giorno, contribuiamo a plasmare con le nostre azioni. Il brano, costruito su un ritmo ossessivo e su un testo volutamente martellante nello stile degli slogan pubblicitari, riesce a trasformare il banale in qualcosa di significativo, invitando l’ascoltatore a riflettere sulla ripetitività che scandisce la vita moderna.

A rendere ancora più interessante il percorso creativo è stata la genesi del pezzo: rimasto per molto tempo un semplice esercizio di stile, ha trovato nuova linfa nel lavoro di gruppo, portando la band a superare i propri schemi abituali. Gli Zer05 hanno infatti sperimentato modalità diverse di scrittura, aprendosi alla dimensione della jam session e scoprendo una nuova chimica collettiva. È proprio questo legame umano e musicale, più ancora della tecnica, a rappresentare il cuore della loro identità. Con In questo mondo qua, la band si affaccia a una fase di maturità, pronta a nuove sfide.

“In questo mondo qua” è un titolo semplice ma diretto: come lo avete scelto e cosa rappresenta per voi? 

    Vuole significare che il mondo in cui viviamo lo abbiamo costruito noi con una serie di azioni fatte ogni giorno. Poteva essere qualsiasi cosa ma questo è quello che è diventato, che piaccia o meno.

    Il brano nasce da un lavoro collettivo in sala prove, un processo che avete definito raro: cosa ha reso speciale questa esperienza rispetto al passato? 

      Eravamo convinti di non essere una quelle band da jam session. Qualcuno doveva sempre arrivare con una base già fatta da cui partire. In questo mondo qua ha dimostrato che siamo in grado anche di noi fare jam sessions da cui creare qualcosa di concreto. 

        Il ritmo della canzone, quadrato e serrato, sembra tradurre in suono la frenesia quotidiana: era questa l’intenzione? 

          Si, perché di fatto è ciò a cui siamo sottoposti ogni giorno. La modernità, che piaccia o meno, si fonda proprio su queste dinamiche, siamo sempre alle prese con messaggi subliminali o meno. Perché quindi non farlo anche noi? 

            Libertà e condizionamenti sono due facce della stessa medaglia nel testo: come si intrecciano nella vostra esperienza personale di artisti? 

              I veri artisti hanno influenze ma non condizionamenti. E’ questa la linea che vogliamo seguire quando siamo Zer05. 

              Avete parlato di un quarto capitolo nella vostra storia musicale: quali sono stati i tre precedenti e come vi hanno preparati a questo momento? 

                L’esordio: acerbo, imperfetto ma spontaneo. 

                La conferma: migliore ma ancora migliorabile. 

                La prima maturità: ulteriore miglioramento, sperimentazione ma anche un po’ di esperienza precedente. 

                Quale ruolo attribuite alle parole nelle vostre canzoni, in rapporto alla musica? 

                  Per il momento crediamo siano uno strumento integrante, non produciamo musica strumentale. Non vogliamo essere solo un sottofondo, vogliamo che chi ci ascolti, abbia la necessità di fermarsi per alzare il volume ed ascoltare i testi delle nostre canzoni.  

                  — Onda Musicale

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