Dal 28 novembre sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e in cd in edizione limitata “Emilia Cowboy”, il nuovo album dei Fattore Rurale
“EMILIA COWBOY” – il nuovo album dei Fattore Rurale è un lavoro che affronta il tema del dualismo tra bene e male. Si crea un confine sottile tra le due parti che non viene mai valicato, ma piuttosto permette ai due sentimenti di fondersi. Questo approccio consente all’essere umano di essere completamente vivo sia nella luce che nelle tenebre, accettando la complessità della natura umana.
Il concept dell’album
Il tema dell’eterno ritorno, una filosofia che si concentra sull’idea che ogni momento della vita si ripeterà all’infinito, è ancora una volta al centro dell’album. Questo concetto è strettamente legato al motto “Morte Amore Desolazione”, che sembra riflettere la visione del mondo dell’artista.
L’album sembra essere un viaggio attraverso le profondità dell’anima umana, esplorando i contrasti e le contraddizioni che definiscono l’esistenza. La musica potrebbe essere caratterizzata da atmosfere intense e suggestive, con testi che riflettono sulla condizione umana e sulla ricerca di significato.

Emilia Cowboy
“EMILIA COWBOY” è un album che invita l’ascoltatore a riflettere sulla complessità della vita e sulla natura umana, esplorando i temi dell’amore, della morte e della desolazione in un contesto di eterno ritorno.
Commenta la band sulla nuova release:
“Vogliamo entrare dentro le persone, senza lasciare spazio alle menzogne e con le nostre parole trovare nostri simili per custodire in eterno le loro urla.”
Recensione track by track
“Emilia Cowboy”: con un ritmo incalzante in stile country folk americano, che fa da fil rouge a tutto l’album, il brano è un viaggio attraverso le profondità dell’anima, tra le ombre del dolore e le luci dell’amore, per trovare la forza di risalire verso la superficie e vivere appieno ogni attimo.
“Rispetta il dolore”: una ballad con un sound da grande “classico”, il brano è un invito a non fuggire dalle proprie sofferenze, ma ad affrontarle con coraggio e consapevolezza, per trovare la forza di andare avanti e non lasciarsi consumare dalla nebbia e dal silenzio.
“La stagione del veleno”: la voce graffiata e graffiante del vocalist Marco Costa rende questo brano una riflessione malinconica e vera sull’importanza di accettare il fluire del tempo. Un cantato recitativo che invita a non illudersi di poter controllare ogni aspetto della vita. Un invito a vivere nel presente e a godere di ogni momento.
“Gli spiriti della foresta”: una galoppante narrazione in musica e parole che racconta la storia di un eroe ribelle, Ned Kelly. Il mito del bandito per alcuni, eroe per altri, che lotta per la giustizia e per i diritti dei più deboli. Un inno alla libertà e alla resistenza contro l’oppressione.
Gli altri 4 brani
“Revolver”: Le chitarre “addolciscono” quasi quella che è una critica alla superficialità della vita moderna, dove la realtà è spesso mascherata da false apparenze. Un promemoria che la vita è fragile e che ogni giorno può essere l’ultimo.
“Codardo”: un incipit “parlato” che è il riassunto e il senso del brano: una riflessione sulla difficoltà di essere sinceri con sé stessi e con gli altri. Un atto d’accusa contro l’egoismo e la codardia che possono caratterizzare le relazioni umane.
“Fulmini”: una canzone d’amore che esplode come un fulmine a ciel sereno, intensa e passionale. Un inizio soft per crescere come un inno alla potenza dell’amore e alla sua capacità di cambiare la vita. Le parole come “fulmini” che rischiarano il cielo dell’amore passionale.
“Prendimi e portami via”: è il pianoforte e non le chitarre ad aprire e accompagnare questo brano che è una riflessione sulla morte e sulla vita. Un invito cullante a non considerare la morte come un evento lontano, ma come un processo che inizia con la nascita. Un’esortazione a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.
In ultima analisi, anche se l’album affronta il tema eterno del ciclo della vita e della morte, è essenzialmente un album che parla di amore: amore per la vita, amore per la morte che ne fa parte, amore per tutti i suoi alti e bassi, amore per tutto ciò che c’è di buono e di cattivo nel mondo. Persino la menzogna, l’egoismo e l’ipocrisia sono stimoli per scuotere le coscienze e urlare, pretendere giustizia, lealtà, altruismo e umanità.
La produzione
Hanno partecipato alla realizzazione del disco: Marco Costa (testi e musica, produzione artistica, voce, chitarra acustica, grancassa), Riccardo Polledri (arrangiamenti, chitarra elettrica), Gianluca Ferrari (arrangiamenti, testi), Giovanni Sala (registrazioni presso Cantine di Badia Studio, mix e master, pianoforte), James Prosser (collaborazione in fase di registrazione), Edoardo Cilia (grafiche copertine album), Paolo Veneziani (foto copertina).

Biografia
Fattore Rurale nasce nel 2016 dall’incontro tra il cantante Marco Costa e il chitarrista Riccardo “Trivella” Polledri. Come tutti i progetti destinati a durare nel tempo, nasce dalla verità; da un’esigenza comunicativa, con il solo scopo di divulgare un messaggio ben preciso. Il Fattore Rurale non lascia spazio alle menzogne e con le loro parole cerca di trovare i propri simili per custodire in eterno le loro urla. Il Fattore Rurale vuole urlare al mondo che è inutile scappare dalla propria natura. Solo l’accettazione dei propri peccati potrà rendere le persone libere.
Attraverso le canzoni si percepisce il loro modo di vivere e la consapevolezza che l’essere umano è lontano dall’essere perfetto perché consumato dalle cicatrici del proprio vissuto e dalle disillusioni della vita reale. Questo messaggio si percepisce chiaramente nelle loro canzoni; “Stricnina”, “Liberaci dal male”, “La pioggia picchiava gennaio” e “Figli di Icaro” sono il manifesto del loro pensiero.
Il Fattore Rurale non è una semplice band, ma un’idea e questo lo dimostra la loro versatilità nei concerti e la loro formazione in continua evoluzione. Li puoi tranquillamente trovare in duo elettrico o in full band, ma non è importante la forma, perché in qualsiasi modo tu li veda il loro modo di fare musica non cambia. Reale e di cuore, sempre.
I componenti della band
Alle fondamenta abbiamo: Marco Costa alla scrittura, voce e chitarra acustica, accompagnato da Riccardo “Trivella” Polledri agli arrangiamenti e alla chitarra elettrica; dal 2020 al basso Gianluca “Gianni” Ferrari, un innesto molto importante sia in fase di scrittura sia perché in linea perfettamente con il pensiero comune della band e Alex Janev alla batteria. Ma il loro modo di vivere la musica li ha portati a incontrare personalità importanti che hanno sposato la stessa causa; Mr. Panda, un amico che li aiuta in ogni loro live e in tutti i problemi oltre la musica che una band deve affrontare, il grafico e tutto fare Edoardo Cilia e il fonico ufficiale Daniele Mandelli di Elfo Studio.
La loro musica è il punto di incontro tra il country/blues americano e la verità distorta delle campagne piacentine. L’ispirazione nasce dalla ricerca di un sound viscerale, che si ferma nel tempo. Tra i loro ascolti comuni ci sono Johnny Cash, Robben Ford e Bruce Springsteen; arrivando nella loro terra d’origine e legandosi indissolubilmente a Nomadi, Guccini e Vasco Rossi.
Il Fattore Rurale disseppellisce la verità; nascondere i mostri sotto al letto non è la soluzione e la sincerità verso sé stessi renderà liberi. Chi vive inseguendo l’idea di voler piacere a tutti vivrà di merda e la butterà su chi ha accanto.
“Emilia Cowboy” è il nuovo album di Fattore Rurale disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in formato CD in edizione limitata dal 28 novembre 2025 per altodischi/BlackCandy Produzioni.

