Fuori dal 10 ottobre LAS MEGAS, il nuovo album dei Super Dog Party. Nove canzoni rock che divorano punk, funk e hardcore.
Fuori dal 10 ottobre LAS MEGAS, il nuovo album dei Super Dog Party. Nove canzoni rock che divorano punk, funk e hardcore, sprigionando un sound ruvido e diretto. Brani veloci, che travolgono l’ascoltatore e fanno venire una gran voglia di scatenarsi sotto al palco.
Allora ragazzi, iniziamo dalla base: perché Super Dog Party?
Abbiamo scelto “Super Dog Party” perché racchiude la nostra indole: un branco di cani sciolti che festeggiano il caos.
E allo stesso modo vi chiedo, come mai il vostro nuovo album si intitola Las Megas?
Las Megas è un titolo assurdo, e non vuol dire niente. Un’idea folle coniata dal nostro precedente bassista Nando, che purtroppo è scomparso troppo giovane. Non c’è titolo migliore.
Insieme al disco digitale è uscita anche la copia in vinile, come mai questa scelta e come è stata accolta dal pubblico?
Il nostro pubblico sa che lo facciamo per fisicità e non per nostalgia. È il modo in cui chiudiamo un disco: dandogli un corpo, non solo un link.
Il disco è già stato portato in tour o state preparando il pubblico per quello che verrà dopo?
Come da tradizione faremo tanti release party, cercando di suonare sia nei posti che ci hanno sempre ospitato sia in nuovi. Sicuramente non mancheranno tappe in diversi locali rock a Roma e dintorni, centri sociali vari e alla Grooveria di Fiumicino, il quartier generale dei Rockinlovers, che sono stati i principali finanziatori della stampa del disco tramite il Festival Rey Tape. Il prossimo concerto invece sarà il 21 Novembre al Friccicore di Roma.
Qual è stato il brano più istintivo da scrivere e quale, invece, vi ha messo più alla prova?
Istintivo? Direi Fuel Stop. È uno di quei pezzi che si è praticamente scritto da solo. È uscito così, in modo naturale, senza pensarci troppo.
Quello che ci ha messo più alla prova è stato The Blackmail. Questo pezzo lo abbiamo ripescato da una registrazione fatta nel 2020, in pieno lockdown. In quei mesi non potevamo provare la sera per via del coprifuoco, e durante il giorno tutti lavoravamo. Così l’unico modo per andare avanti era trovarci all’alba, prima di iniziare le giornate. Lo abbiamo registrato in alcune giornate tra le cinque e le sette del mattino, con la città ancora ferma. È venuto fuori un brano più lento, un po’ più psichedelico.

C’è un filo conduttore emotivo o narrativo che attraversa tutto il disco?
Non c’è una storia unica, ma un modo di stare dentro alle cose. Las Megas è un disco pieno di momenti, ognuno con il suo tono: rabbia, ironia, voglia di casino. Tutto si tiene insieme più per istinto che per logica.
Avete suonato dai centri sociali ai palchi internazionali: in quale contesto vi sentite davvero “a casa”?
Ci sentiamo a casa dove c’è contatto. Suoniamo con gioia tra palchi nazionali o internazionali, con una manciata di appassionati o con migliaia di presenze, e in entrambi i casi ci divertiamo uguale.
Qual è la missione dei Super Dog Party oggi? Cosa volete lasciare al rock contemporaneo?
Vogliamo lasciare il nostro contributo nel creare aggregazione. Organizzare momenti, radunare persone sotto lo stesso palco per fare sentire noi e chi suona con noi. Questa è l’unica cosa che realmente ci interessa. Contestualmente cerchiamo di tenerci lontani da filtri, playback, e dal rap di plastica con beat da supermercato.


